Tutti gli articoli di Staff

Hai mai pensato ad un agriturismo in provincia di Torino?

Un agriturismo in provincia di Torino può rappresentare la soluzione migliore per conoscere a fondo gli elementi che contraddistinguono il Piemonte: tradizione, storia, cultura, natura e cibo!
Questa particolare regione italiana, crocevia fra il nostro paese, la vicina Francia e la Svizzera, è, infatti, caratterizzata da un bilanciamento fra le attrazioni e i divertimenti delle città, ricche anche di punti di interesse culturali, e le possibilità offerte da una natura affascinante e particolare, fatta di boschi, riserve, colline e montagne: nella sola provincia di Torino è possibile visitare non solo i palazzi, le piazze, i musei ed i monumenti di alcuni fra i più caratteristici centri urbani (oltre al capoluogo, anche Venaria, Rivoli, Ivrea, Pinerolo, Loranzè, Carmagnola…), ma anche diversi parchi naturali (i laghi di Avigliana, la Val Troncea, il Monte San Giorgio, il Lago di Candia…) da attraversare, magari, in un’appassionante avventura all’aria aperta.
Per quanto riguarda la cucina, poi, il Piemonte offre numerosi prodotti tipici: composte, sughi, vini e formaggi sono solo alcuni degli alimenti che vengono associati in ricche e particolari ricette tradizionali!

Un agriturismo in provincia di Torino riassume tutti questi elementi, dando ad ogni viaggiatore la possibilità di scoprire, a prezzi competitivi, la vera anima di un’area geografica dalle atmosfere uniche: una struttura di questo tipo rappresenta l’ideale punto di arrivo o di partenza di escursioni e gite in famiglia o con gli amici, il luogo perfetto per rilassarsi e staccare dai ritmi della città.
Bacca Blu è l’agriturismo in provincia di Torino che, insieme ad altri apprezzati impianti della zona, permette di vivere a pieno la magia della regione, offrendo menù particolari, prodotti di qualità e la magnifica cornice delle colline di Bricherasio: la struttura è anche azienda agricola e produce da generazioni marmellate particolari e ottimi succhi bio!

Potrebbe interessarti anche:

Rassegna di moda sotto le stelle ad Ascoli Piceno

La qualità del 100% Made in Italy garantita dalle sartorie locali, darà in Piazza del Popolo ( ad Ascoli Piceno) alla tradizionale Rassegna di Moda, uno spettacolo arricchito dalle creazioni dei calzaturieri fermani e dai gioielli del Gruppo Orafi Marche.

La Sfilata di Moda sotto le Stelle, giunta alla trentunesima edizione, organizzata dalla Confartigianato Imprese di Ascoli Piceno e Fermo con il sostegno della Camera di Commercio di Ascoli Piceno, Camera di Commercio di Fermo, BIM Tronto, Società Cooperativa Pierucci e Comune di Ascoli Piceno, che ha concesso anche il patrocinio, proporrà il meglio della produzione sartoriale in una serata offerta agli ascolani ed ai turisti la sera del 6 agosto prossimo, con inizio alle ore 21.15. La serata sarà condotta da Marco Moscatelli in coppia con Stefania Orlando, mentre gli onori di casa spetteranno ai dirigenti della Confartigianato di Ascoli Piceno e Fermo e numerose saranno le autorità invitate a prendere parte all’iniziativa.
Saranno quasi cento i capi realizzati dalle migliori firme della sartoria artigianale cui si uniranno le esibizioni di Valeria Romitelli e la comicità travolgente di Pier Massimo Macchini.
Quest’anno una grande novità è data dalla presenza in passerella delle realizzazioni di giovani stilisti emergenti: il migliore sarà premiato con una targa ricordo dal parte di una giuria di qualità.

31_Sfilata_MANIFESTO_2015_Web

Le sartorie aderenti sono:
LA MAISON SPOSE DI GUERRIERI MARIA RITA
LA TELA DI FABIOLA
CATIA MANCINI
DONNA E BABY G DI MAZZARELLA GIUSEPPINA
MONIA&LUCIA&CATERINA
MAGLIFICIO ARTIGIANALE
DI VANDA BOVARA
SARTORIA SAMMARCO
DAMS MODA Sposa
MARIA D’ANDREA
SARTORIA CARLA EUSEBI
CAPPARONI FRANCESCO
CAPPELDOC
L’ARCOLAIO
DI SUSY BAGALINI
PANICHI LIA
GIOVANNA NICOLAI
STYLINT
DEON COLLECTION

I calzaturifici aderenti sono:
CALZATURIFICIO ANDREA IOMMI
CALZATURIFICIO LUCA RENZI
CALZATURIFICIO MARINI CLAUDIO
FIORITA SRL
MARILUNGO
REDWOOD
SERGIO AMARANTI
S.V. CALZATURE

Gli orafi aderenti sono:
PIETRO ANGELINI
GIAN LUCA STAFFOLANI
NAZZARENA LUCIDI
MASSIMO RIPA
ELENA BALDASSARRI
DONATELLA CESTARELLI
ALARICO GENTILI
GIUSEPPE VERDENELLI
STEFANO VERDINI
CARAMELLA GIOIELLI

I giovani emergenti sono:
ALESSANDRO BIANCHINI
CRISTINA PARISSI
SERENA SANTINI
LARA COMPAGNONI
GIORGIA PAGLIACCI
FEDERICA BELLESI
KYARA STYLE – CHIARA BERNACCHINI
FRANCESCA & VERONICA FELEPPA

L’evento è reso possibile dal sostegno indispensabile di partner quali Artigiancassa, Banca Popolare di Ancona, BCC Picena, Banca Marche, oltre a F.lli Tancredi, Lorenz Café e Top Security Guard.

Altri sponsor della manifestazione:
CA. FA DI FANTUZI S.A.S. – Folignano

CORRADETTI EVASIO SRL – Ascoli Piceno

DI BIASE LEGNO DI DI BIASE GIAN MARIA – Monsampolo Del Tronto

DI BUO’ BRUNO – Appignano Del Tronto

EDIL NEW SYSTEM SRL -Ascoli Piceno

FALEGNAMERIA PINOCCHIO – Ascoli Piceno

GIACOBETTI MAURIZIO IMPRESA DI COSTRUZIONI SRL – Ascoli Piceno

IMPRESA EDILE F. LLI CALCAGNI SNC – Colli Del Tronto

LA FENICE DIFFUSION SRL – Monsampolo Del Tronto

LAVORI STRADALI E MOVIMENTO TERRA GALOSI MIMMO – Ascoli Piceno

MAZZOCCHI OLIVIERO – Ascoli Piceno

MF VENDING SRL – Ascoli Piceno

MO.CA.ME DI MAURO TRAVAGLINI & C. SAS – Maltignano

PAOLINI & CAPPONI SNC – Ascoli Piceno

PARISSI ANTONIO – Folignano

PASSARETTI PIERLUIGI – Offida

PICCHIO GRONDE DI FIORELLI MIRCO – Folignano

RESTAURO DI SEDLAROVA ZDENKA – Ascoli Piceno

VANNICOLA COSTRUZIONI – Ascoli Piceno

Potrebbe interessarti anche:

Wine Monitor e LT Wine & Food Advisory uniscono le proprie competenze per supportare le imprese vinicole

In Italia, oltre il 75% delle imprese vinicole non supera i 100 ettolitri di produzione annua. Se circoscriviamo l’attenzione alle sole imprese industriali (1.834), l’80% di queste ha meno di 10 addetti e si configura quindi come “micro”. Che la realtà produttiva del vino italiano sia frammentata non è una novità, ma forse il dato che colpisce di più è che da un’analisi di Wine Monitor sui bilanci di queste aziende industriali si scopre che nel triennio 2011-13, quasi la metà delle microimprese del comparto ha evidenziato un bilancio in perdita. Le motivazioni di questi risultati economici negativi risiedono principalmente nella crisi dei consumi di vino a livello nazionale (-12% tra il 2011 e il 2014 ) e in particolare nel segmento dell’on-trade (ristoranti, wine bar, ecc.), a cui si affianca la contestuale difficoltà (quando impossibilità) di accedere sia agli scaffali della GDO che di esportare, un problema che per ovvie ragioni strutturali colpisce appunto le imprese più piccole.

In altre parole, “piccolo è bello” nel mercato del vino non sembra valere più.
Alla luce di questo scenario, l’imperativo per i produttori diventa quindi crescere, sia per linee interne o attraverso aggregazioni. Percorsi di sviluppo necessari e in grado di permettere alle imprese italiane di rispondere in maniera efficace ed efficiente alle nuove sfide del mercato mondiale.
E’ da questa consapevolezza che nasce la collaborazione tra Wine Monitor e LT Wine&Food Advisory.
“Dal nostro Osservatorio, lo scenario di mercato per le imprese vinicole appare sempre più complicato e mutevole”, afferma Denis Pantini, Responsabile Wine Monitor “e questi cambiamenti così repentini richiedono strumenti e servizi di conoscenza strategica delle tendenze in atto ormai imprescindibili per la crescita nei mercati”.
Parallelamente, lo sviluppo dimensionale è diventata una necessità per poter competere al pari degli altri concorrenti internazionali. “La ricerca del partner più adatto alla crescita e lo sviluppo di strategie efficaci di marketing rappresentano attività che realizziamo con successo da anni per le imprese del vino” dichiara Lorenzo Tersi, presidente di LT Wine&Food Advisory, “e questa collaborazione con Wine Monitor ci permette di fornire un’assistenza completa ed integrata di servizi di mercato e consulenza strategica ai produttori che vogliono e devono crescere”.

Wine Monitor (www.winemonitor.it) è l’Osservatorio di Nomisma sul mercato del vino, nato e pensato per supportare imprese, consorzi e istituzioni della filiera vitivinicola italiana nella comprensione delle dinamiche di mercato, sia a livello nazionale che mondiale. Wine Monitor è la prima piattaforma che mette a sistema tutti dati e le informazioni sul mondo del vino, integrando servizi a supporto delle strategie di business delle imprese e offrendo servizi di consulenza ad hoc utili alla definizione delle principali tendenze di mercato nonché alla comprensione dei valori percepiti di un brand.

LT Wine & Food Advisory (www.ltadvisory.it) nel panorama nazionale e internazionale con il principale scopo di fornire supporto agli imprenditori italiani del vino, in particolare assistendo le aziende nelle attività di Merger&Acquisition, partnership, marketing strategico e posizionamento comunicativo.

Per informazioni:
Denis Pantini
denis.pantini@winemonitor.it
051 6483188

Potrebbe interessarti anche:

  • Nessun post simile trovato

Ascoliva 2015: torna il festival dell’oliva ascolana dall’ 8 al 16 agosto 2015

Dall’8 al 16 agosto in piazza Arringo, ad Ascoli Piceno, sorgerà il Villaggio dell’oliva. Ed in più Expoliva, spazio espositivo dei prodotti tipici locali in concomitanza con l’Expo di Milano
Degustazioni con l’oliva ripiena ascolana Dop e altri 20 prodotti tipici locali

Il gusto inconfondibile dell’oliva ascolana e di altri 20 piatti locali di alta qualità caratterizzeranno la terza edizione di “Ascoliva Festival”, il Festival mondiale dell’oliva ripiena all’ascolana che si svolgerà ad Ascoli Piceno dall’8 al 16 agosto 2015. Oltre 
Nella suggestiva cornice di piazza Arringo, in pieno centro storico, sarà a disposizione di migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia il Villaggio dell’oliva, che ospiterà dieci produttori locali di oliva all’ascolana e degli altri piatti tipici del territorio oltre ad eventi cultural-gastronomici, musica ed altre iniziative.
Tra cui Expoliva, lo spazio espositivo dei prodotti ticipi locali in concomitanza con l’Expo di Milano.
I visitatori, semplicemente acquistando un ticket, potranno scegliere tra le degustazioni a disposizione e pranzare o cenare nel Giardino dell’oliva, all’interno del palazzo comunale. Anche quest’anno, dopo le presenze del regista Giuseppe Piccioni, dell’olimpionico Juri Chechi, del campione del motomondiale Romano Fenati e dell’attrice Cecilia Capriotti, si attendono al Villaggio tanti altri vip.
Dopo il successo delle prime due edizioni, Ascoliva Festival replica con un claim che non lascia spazio alle interpretazioni: “Tutto il resto è aria fritta…”

per ulteriori informazioni: www.ascoliva.it

Potrebbe interessarti anche:

  • Nessun post simile trovato

Ad Ascoli la prima edizione di “Terroir Marche – Vini e vignaioli bio in fiera”

Una full immersion nel cuore della viticoltura marchigiana attraverso incontri, degustazioni guidate e laboratori con noti esperti del settore per imparare a conoscere le peculiarità delle diverse aree di produzione di questa regione e scoprire un nuovo modo di intendere il vino che ha portato undici vigneron provenienti dalle campagne di Ancona, Ascoli, Macerata e Pesaro a stringere un patto comune nel segno di un’agricoltura “etica e biologica”.

 

Relatori Terroir MarcheSabato 16 e domenica 17 maggio andrà in scena ad Ascoli la prima edizione di “Terroir Marche – Vini e vignaioli bio in fiera”, evento culturale ed enogastronomico che riunirà giornalisti, sommelier e wine lover da diverse parti d’Italia per confrontarsi sullo stato dell’arte dell’enologia regionale e conoscere da vicino la scelta di un giovane consorzio nato per promuovere una viticoltura d’eccellenza capace di porre al centro delle proprie azioni l’uomo e la natura. Assai ricco il programma della manifestazione: per l’intera durata del week-end saranno allestiti banchi d’assaggio con vini e prodotti tipici delle Marche e si svolgeranno degustazioni aperte al pubblico all’interno del prestigioso Palazzo dei Capitani, nel cuore del centro storico piceno.

 

Il festival ‘Terroir Marche’ – afferma il presidente dell’omonimo consorzio Federico Pignatinasce per valorizzare e promuovere l’intero territorio marchigiano attraverso il suo vino e le altre bellezze artistiche e culturali che ne fanno una regione ricca di fascino e con alcune potenzialità ancora inesplorate. Prima ancora dei singoli vini o delle diverse cantine per noi viene il territorio con i suoi caratteristici tratti naturali, storici ed enogastronomici: è questo che vogliamo raccontare attraverso una manifestazione aperta a più pubblici e con un profilo profondamente culturale”.

 

E proprio il terroir, nella sua accezione enologica ma anche ambientale e culturale, sarà al centro di cinque laboratori guidati da grande firme del giornalismo enogastronomico italiano ed europeo. “Il Montepulciano racconta le Marche”, “Castelli di Jesi Gran Cru”, “La montagna delle Marche”, “Il lato bianco del Piceno” e un “Fermento Marche, confronto laico su lieviti e terroir” sono i titoli dei seminari a numero chiuso nei quali, con il calice in mano, i partecipanti potranno scoprire da vicino caratteristiche tipiche e particolari meno noti dei vitigni più rappresentativi delle Marche e dei loro territori d’elezione. Il Verdicchio dei Castelli di Jesi e il Verdicchio di Matelica, il Falerio dei Colli Ascolani, il Rosso Piceno, il Pecorino di Offida e tutti gli altri vini bianchi, rossi e rosati prodotti dalle undici cantine del consorzio Terroir Marche saranno proposti in mescita nelle aree destinate alla degustazione e abbinati a sapori tipici della gastronomia locale e a piccole preparazioni a cura degli chef del territorio.

 

 

Il Consorzio Terroir Marche – Undici cantine con storie e percorsi diversi, ma unite dalla ferma volontà di valorizzare e promuovere nelle Marche una viticoltura biologica ed etica, in cui la difesa del territorio e dei beni comuni e la diffusione di colture e culture sostenibili vadano di pari passo con la produzione di etichette d’eccellenza. Nato il 1° maggio del 2013 su iniziativa di cinque produttori (Aurora di Offida, Fiorano di Cossignano, La Distesa e La Marca di San Michele di Cupramontana, Pievalta di Maiolati Spontini), a due anni di vita il Consorzio Terroir Marche gode di ottima salute e vede il bicchiere decisamente… mezzo pieno. Il numero dei soci è più che raddoppiato (si sono aggiunti Collestefano di Castelraimondo, La Valle del Sole e Paolini e Stanford Winery di Offida, Pantaleone di Ascoli Piceno, Valturio di Macerata Feltria e Vigneti Vallorani di Colli del Tronto), mentre è rimasto immutato lo spirito d’origine: produrre in prima persona, dalla vigna alla bottiglia, vini che abbiano un legame assoluto con il territorio di provenienza e contribuire a costruire un mondo migliore attraverso un’agricoltura migliore sono i tratti distintivi validi dai colli pesaresi fino a quelli piceni, passando da Ancona e Macerata. Accanto alla collaborazione per l’organizzazione di fiere ed eventi, alla promozione di reti d’imprese per una gestione ottimale delle risorse e alla diffusione comune di una cultura rispettosa del territorio e della biodiversità, i soci di Terroir Marche condividono valori profondi legati dalla terra da cui provengono. Sono una famiglia di viticoltori aperta a tutti coloro che producono vino in regime di agricoltura biologica e che desiderano condividere questa visione etica nel rapporto tra i soci, con i consumatori e con l’ambiente in cui operano.

 

Saranno sei grandi firme del giornalismo enogastronomico italiano ed europeo a raccontare le Marche del vino in occasione della prima edizione di “Terroir Marche – Vini e vignaioli bio in fiera” in programma ad Ascoli sabato 16 e domenica 17 maggio. Sul sito web www.terroirmarche.com  sono aperte le iscrizioni per partecipare ai laboratori di degustazione dedicati ai vini e ai vitigni regionali: cinque lezioni d’autore guidate da sei affermati opinion leader del settore che proporranno all’interno di Palazzo dei Capitani altrettante visioni inedite dell’enologia marchigiana attraverso vini d’eccellenza, “verticali” tra più annate e anteprime assolute.

 

Sabato 16 maggio, alle ore 11, l’autore televisivo e giornalista enogastronomico Paolo De Cristofaro racconterà i vini e le denominazioni che, contrariamente a un immaginario diffuso, hanno una natura intimamente montana nel laboratorio “La Montagna delle Marche”. Mentre alle ore 15 il giornalista, scrittore e docente Giampaolo Gravina focalizzerà l’attenzione su “Il lato bianco del Piceno” e la vocazione bianchista che sta maturando sempre più in un’area tradizionalmente rossa. Alle ore 17 il curatore dell guida “Slow Wine” Fabio Giavedoni e il giornalista Walter Speller, autorevole firma di Jancisrobinson.com, guideranno i partecipanti in un percorso inedito e non ideologico su fermentazioni spontanee e lieviti selezionati nel laboratorio “Terroir Marche, confronto laico su lieviti e terroir”.

 

Domenica 17 maggio, alle ore 11, Sandro Sangiorgi, giornalista e scrittore ideatore del progetto Porthos, affronterà l’insidioso e affascinante legame tra il Montepulciano e le Marche tra evoluzioni passate, scenari presenti e prospettive future all’interno del laboratoro “Il Montepulciano nelle Marche. Un romanzo di formazione”. Mentre alle ore 15 Armando Castagno, docente, degustatore e collaboratore della rivista Vitae e della Guida ai vini d’Italia Ais, nel laboratorio “Castelli di Jesi Grand Cru” presenterà l’ambiziosa visione dei vignaioli di Terroir Marche per quanto riguarda il possibile futuro territoriale di questo grande vino bianco dal profilo mondiale.

 

Per l’intera durata del week-end, da mattina a sera, saranno allestiti banchi d’assaggio con oltre 70 vini biologici e prodotti tipici delle Marche nel cuore del centro storico piceno. Il ticket d’ingresso giornaliero (8 euro) comprende accesso ai banchi di degustazione, calice, visita guidata al centro storico di Ascoli, partecipazione a eventi collaterali ad eccezione dei laboratori guidati.

 

Ufficio Stampa Terroir Marche

Luca Casadei

info@italianelbicchiere.it

Tel. 338.1274770

Potrebbe interessarti anche:

Quando la Moda è anche green: intervista a Riot Clothing Space (Verona)

Nel nostro viaggi tra i talenti della moda italiana arriviamo a Verona, dove incontriamo Simone, ideatore di RIOT Clothing Space : un Laboratorio artigianale in cui si realizzano capi unici o meglio uno spazio in cui si fa ricerca sui materiali, si lavora in un’ottica Green e si punta alla vestibilità. Ne approfittiamo per scambiare quattro chiacchiere sul progetto RIOT CLOTHING SPACE

-Il nome del Tuo brand sembra dare l’idea di qualcosa che rimanda al kaos cosmico, al tumulto e al disordine, ma qual è il vero significato che queste parole nascondono?

Il volere fare moda in maniera diversa, il riunire all’interno dello stesso progetto tanti elementi che di per se, già da soli, vanno a caratterizzare un prodotto diverso, alternativo, non conferme alle regole, e di conseguenza messi assieme creano quella che è la mia immagine ma altresì il mio kaos. Riot perché è un prodotto commerciale ma green, Riot perché l’ottica di lavoro è verso l’unisex (anche se con delle limitazioni legate al mercato di riferimento), Riot perché destrutturato, Riot perché al di fuori delle tendenze moda ma all’interno di tanti messaggi e storie.

riot-tshirt1

-Quando nasce il Tuo marchio e perché puntare sull’eco-sostenibilità?

Il marchio come RIOT CLOTHING SPACE, nasce a fine 2014, ma era già da due anni che come hobbysta vendevo su Etsy. L’idea eco nasce dalla voglia del recupero di materiali, ancora bellissimi, ma abbandonati nelle soffitte e nelle cantine, di parenti ed amici in primis, dalla voglia di ridare loro una possibilità di “vivere” e di attualizzarsi. Io in primis ho sempre amato brand che recuperano vestiti vintage e li attualizzano, ritingendoli o trasformandoli, per cui era inevitabile che prima o poi, anche io stesso, arrivassi a farlo.

– Che tipo di materie vengono riciclate e riutilizzate per rendere green le tue realizzazioni? Cosa ti ispira nella tue creazioni?

Di fatto recupero qualsiasi materiale che riesci ad assemblare con la macchina da cucire. Ho un giro di contatti, fra parenti ed amici, che periodicamente mi portano dei materiali che a loro volta recuperano, o perché sono scarti delle aziende dove lavorano o perché, grazie al passaparola, li ricevono. Per cui riutilizzo di tutto dalla seta alla pelle.

Le ispirazioni arrivano da tutti i fronti, siamo tempestati da immagini e suoni, e se siamo abbastanza curiosi andiamo a ricercare la loro provenienza, andiamo a capire il senso di ciò che ci succede attorno. Il tutto lo vado poi a filtrare con i tessuti che ho a disposizione, in taluni casi ci aggiungo dei tessuti che faccio stampare su mio disegno e così nasce il mio stile.

-Quali sono gli ostacoli che si incontrano nella creazione di prodotti più sostenibili?

La difficoltà principale è garantire la composizione del tessuto. Attraverso dei processi molto elementari si riesce a capire se il tessuto è sintetico o naturale, se è di lana o cotone, se è misto lana e sintetico, ma la composizione esatta non si ha mai. Di conseguenza non vi è sempre una garanzia per quelle persone che hanno delle allergie legate a certe fibre tessili.

Altra difficoltà ma di minore importanza, è l’assortimento dei materiali; non sai mai cosa si riesce a recuperare ed in che tempistiche, motivo per cui a volte sono costretto ad acquistare dei materiali nuovi per riuscire comunque a dare un’offerta di prodotto adeguata alla stagione.

[ad#ad-1]

-Come pensi che il mercato del fashion stia rispondendo a questo nuovo modo di fare moda? Quali sono i prodotti che più ti richiedono?

Sicuramente la mia modalità di lavoro non è possibile riproporla in una azienda, in quanto dovendo gestire degli ordini di produzione dello stesso articolo, è necessario avere la materia prima a disposizione; altresì vedo che ci sono svariati progetti, o marchi, che puntano sulla caratterizzazione green da tessuti nati dal riciclo di altre fibre alle ormai ben famose borse fatte con i teloni dei camion.

Non riesco ad identificare un prodotto che vada per la maggiore, sarà che all’interno dello spazio ho veramente una vasta scelta di prodotti, dai portafogli ai berretti, dalle sciarpe alle borse in qualsiasi forma, e tutto l’abbigliamento. C’è il momento che vendo solo bustone porta oggetti e quella che vendo solo magliette, i giorni delle gonne e quelli delle sciarpe, poi ho aperto da poco, magari verso la fine dell’anno riuscirò ad identificare quale sia il prodotto su cui puntare di più.

 

riot clothing space gonna

 

– Progetti futuri?

Si è da poco concluso il primo Artwork Contest, con la vincita dell’illustratore spagnolo Juan Castano, che ha creato per me una stampa con la quale ho realizzato dei prodotti già in vendita in negozio e nei prossimi giorni anche nel mio negozio Etsy.

Stiamo già pensando ad un altro progetto a 4 mani, sempre tra me e Juan, per una capsule collection, ma si andrà verso giugno per sapere qualcosa di certo. Nel frattempo sto cercando di lanciare un altro contest, questa volta mi piacerebbe lanciarlo all’interno di una scuola di design.

Continua la programmazioni di corsi ed eventi per tutti i sabati pomeriggio, che stanno ricevendo sempre più interesse, e naturalmente continua la realizzazione di nuovi prodotti per il negozio.

Potrebbe interessarti anche:

  • Nessun post simile trovato

A Pescara si parla di incentivi per le startup

convegno incentivi startupMercoledì 15 aprile 2015, dalle ore 14:30 alle ore 18:00, presso la sala conferenze delle Torri Camuzzi (Largo Filomena Delli Castelli 10, Pescara) si terrà il convegno “Start IP. Proprietà Intellettuale, Corporate Governance e incentivi per Startup.”, organizzato dallo studio legale Giancola Teti & Associati.

L’incontro approfondisce in modo concreto ed immediato gli aspetti legali e finanziari relativi alla creazione, allo sviluppo e alla crescita delle Startup.

Interverranno: avv. Biagio Giancola, Giancola Teti & Associati; dott. Mario Marzovilla, dottore commercialista; arch. Alessio Barollo, ICN (Italian Crowdfunding Network); dott. Rocco Micucci, Presidente FIRA Spa; Antonio Di Francesco, Jamgle; avv. Stefano Teti, Giancola Teti & Associati; dott. Luca Moliterni, Advanceurope; Mirko Maiorano, Presidente della categoria Comunicazione di Confartigi‎anato Pescara e Regione Abruzzo; Tech City UK, piattaforma di investimento inglese; Alessandro Affronto, Purplenetwork.

Moderatrice del convegno Eleonora Lopes, Direttore Abruzzo Impresa.

 

Durante il convegno verrà inoltre presentata la Startup vincitrice del contest #stARTip.

Per partecipare occorre presentare la vostra startup con una foto e 140 caratteri, inviando gli elaborati a startip@gtlex.com.

 

Start IP è il marchio con cui lo studio ha inaugurato il proprio dipartimento interno di consulenza ed assistenza per Startup, nato da un’iniziale focalizzazione sull’importanza della tutela della proprietà intellettuale per l’avvio di una nuova impresa – da cui Start IP, Intellectual Property.

L’evento è aperto a tutti e l’ingresso è libero.

Programma online

http://www.gtlex.com/startIP/

 

Iscrizione

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-start-ip-proprieta-intellettuale-corporate-governance-e-incentivi-per-startup-16348810733

 

Twitter

@Start_IP

 

Per info:

startip@gtlex.com

+39 085 42 13 317

Potrebbe interessarti anche:

Convegno su Crowdfunding e start-up a Pescara.

Noi di “Io scelgo Italiano” sosteniamo con piacere tutte le iniziative che riguardano  la crescita delle imprese, per cui vi segnaliamo che venerdì 13 marzo p.v. alle ore 9,00, presso  l’aula Federico Caffè dell’Università degli Studi G. d’Annunzio di Pescara si terrà l’evento dal titolo “Crowdfunding, finanza alternativa per imprese e start-up” organizzato dall’Accademia dei Dottori Commercialisti di Pescara.

Il Crowdfunding è una pratica di micro-finanziamento dal basso, capace di mobilitare sempre più risorse e persone, utilizzando le enormi potenzialità offerte dalla rete. il crowdfunding  in pochissimo tempo si è trasformato da fenomeno di nicchia, in un business da 5 miliardi di dollari l’anno, con incredibili stime di crescita ulteriore per i prossimi anni.

Fabrizio Salusest – il presidente dell’Accademia – spiega: L’iniziativa vuol essere un’occasione di approfondimento culturale e formativo, ma anche un’opportunità concreta di lavoro e sviluppo.

Tra i relatori Angelo Rindone, fondatore della prima piattaforma italiana di Crowdfunding e l’avvocato Alessandro Lerro, General Counsel and Manager della EECA European Equity Crowdfunding Association, l’associazione che raccoglie le principali piattaforme europee di settore.

La giornata sarà divisa in due parti: nella prima, al mattino, saranno approfonditi gli aspetti di carattere più teorico; nella seconda, al pomeriggio, in seduta non pubblica, i relatori saranno invece a disposizione dei presenti per valutare progetti preventivamente presentati da imprese, professionisti, start-upper. In questo modo  sarà possibile “testare” concretamente le possibilità di successo, attraverso il “crowdfunding”, di questi progetti.

Per informazioni e chiarimenti

Fabrizio Salusest +39 392 5292023

Programma dell’evento:

Ore 9.00: Registrazione dei partecipanti

Ore 9.15: saluti con l’intervento di:

– Dott. Giancarlo Grossi, Presidente della Fondazione per la promozione

della cultura professionale e dello sviluppo economico;

– Dott. Domenico Di Michele, Presidente del Consiglio dell’Ordine dei

Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Pescara

Ore 9.30: Introduzione: Le forme alternative di finanziamento dei progetti di impresa

DOTT. ANTONIO FARCHIONE

Ore 9.50: Start Up: l’esperienza di Digital Borgo

DOTT. ANDREA RISA

Amministratore delegato di “Digital Borgo”

Ore 10.15: “Equity crowdfuding, il finaziamento per le startup innovative. Come funziona e come presentare un progetto

AVV. ALESSANDRO LERRO

General Counsel and Manager della EECA European Equity Crowdfunding Association

 

Ore 11.00: “Gli scenari che stanno determinando il cambio di paradigma, nascita e sviluppo del crowdfunding e del social lending

ANGELO RINDONE

Fondatore della prima piattaforma di crowdfunding italiana “Produzioni dal basso”

Ore 11.45: Case history in italia e nel mondo: fattori che determinano

il successo di un progetto Casi di successo

AVV. ALESSANDRO LERRO, ANGELO RINDONE

Ore 13.00: Conclusioni

FABRIZIO SALUSEST

Presidente “Accademia dei Dottori commercialisti di Pescara”

Presiederà i lavori il DOTT. VENANZIO PACIOCCO

Dottore Commercialista Revisore contabile membro del Direttivo

dell’Accademia Dottori Commercialisti di Pescara

Potrebbe interessarti anche:

  • Nessun post simile trovato

Tipicità 2015, ecco cosa abbiamo apprezzato di più.

logo-tipicitaTipicità, appuntamento ormai giunto alla 23esima edizione, è un evento di rilevanza nazionale, lo testimonia la presenza di espositori che arrivano da tutto il Paese e dai seminari che si svolgono a Fermo nei tre giorni della manifestazione (nel nostro caso: 7-8-9 Marzo 2015). L’evento di apertura ha visto la presenza del presidente dell’ ANCI, Piero Fassino, del responsabile delle relazioni istituzionali di Expo2015, Matteo Mauri e di molte autorità locali..e anche internazionali (come l’ambasciatrice della Malesia, paese “ospite” dell’edizione 2015 di Tipicità)

Non a caso Tipicità è stato descritto dai relatori come un evento che assomiglia molto  a quello che sarà Expo 2015, ancora una volta abbiamo quindi fatto un giro più che volentieri tra le decine di stand enogastronomici ed abbiamo assistito agli interessanti seminari (tra cui quello dell’ ONAV su: uomo e  terroir)

E veniamo subito al dunque: ovvero quali prodotti abbiamo assaggiato e abbiamo maggiormente apprezzato; da precisare che a Tipicità, che ormai seguiamo da qualche anno, abbiamo trovato molte diverse conferme (ovvero prodotti di cui avevamo già notato la qualità nelle scorse edizioni) : a partire dallo stand di Sergio Catalini in cui il simpatico Sergio (con l’immancabile cappello da cowboy) e signora, accolgono i visitatori proponendo il loro celebre “vino cotto” invecchiato 12 anni oltre alle deliziose marmellate e alla frutta sciroppata che producono nella loro azienda sulla Valdaso. Altra conferma è la Cantina Pantaleone, realtà biologica ascolana che si sta riscuotendo successo anche grazie ai premi vinti a livello nazionale negli ultimi anni; piacevole sorpresa invece è stata la Cantina Di Ruscio, realtà fermana (Campofilone) che ci ha consentito di degustare un gradevole “Rosso del  poeta” : un Rosso Piceno DOC/DOP affinato in barrique.

Dal vino passiamo alla gastronomia marchigiana, dove il suino è presente in mille forme, dalla porchetta alla coppa, lonza, salsiccia, ciauscolo. Ci ha piacevolmente sorpreso lo stand “Magrì “, che tra le varie specialità artigianali ci ha proposto la degustazione del “Cotto degli angeli con TARTUFO”: un prosciutto cotto realizzato con il cuore del prosciutto fresco e farcito con vero tartufo bianco e nero. Il risultato di questo abbinamento tra cotto e tartufo è un sapore delicato che lascia poi il posto al gusto deciso del tartufo vero (e si sente!)

Altro stand che abbiamo apprezzato è quello di Castellino , azienda di San Severino Marche (MC) che produce olive ripiene e marinate, verdure grigliate, creme e pesti. Tra le mille golosità presenti nello stand abbiamo provato le ottime olive al ripieno di acciughe e le olive ripiene di crema di pecorino (le producono anche con una crema di parmigiano), oltre ad una salsa da spalmare al sapore funghi e cipolla .

Per quanto riguarda l’artigianato e il turismo, sono presenti gli stand di diversi comuni marchigiani e come sempre non manca lo stand del museo della carta fabrianese, dove è possibile provare dal vivo a realizzare un foglio di carta usando gli strumenti da sempre utilizzati dai mastri cartai fabrianesi. Vale la pena anche visitare gli stand del museo del cappello di Montappone, dove è possibile vedere all’opera le abili signore intente ad intrecciare i cappelli.

Anche l’edizione 2015 di Tipicità ci ha colpito positivamente, ora aspettiamo di vedere cosa ci riserverà l’Expò 2015.

 

Potrebbe interessarti anche:

Il mercato italiano del vino: segnali incoraggianti

A pochi giorni dal Vinitaly (22-25 Marzo 2015) arrivano segnali positivi per il mercato del vino dal mercato interno, nonostante il calo dei consumi.

In quantità e valore, il vino italiano che finisce nel mercato interno è la metà del totale prodotto. Un elemento ormai stabilizzato da anni e che fa del mercato interno, quello più importante per i produttori di vino italiani.

Benvengano i successi dei vini italiani all’estero, ma è proprio  il mercato domestico a mantenere un’importanza non solo in termini numerici, ma anche strategici per le cantine del Bel Paese. 
Una buona presenza nel mercato di casa, analizzato dall’Osservatorio di Vinitaly, la rassegna internazionale di riferimento del mondo del vino in programma con la 49ª edizione a Veronafiere dal 22 al 25 marzo, funziona infatti come mezzo di  promozione  verso i mercati esteri. 
Non bisogna tacere, però, sulle difficoltà che pure caratterizzano la vendita del vino in Italia. Da un lato, un sempre maggiore assottigliamento dei consumi interni pro capite, ormai avviati a raggiungere una quota inferiore ai 30 litri all’anno, dall’altro la situazione ancora delicata dell’economia complessiva con influssi negativi anche sul mondo del vino. 
Si notano però, anche segnali in controtendenza che fanno ben sperare per il 2015, soprattutto dai consumi di qualità nelle vendite di vino nella Gdo, come dimostrato dai primi risultati della ricerca IRI per Vinitaly che verrà presentata nel dettaglio lunedì 23 marzo: le bottiglie da 75cl a denominazione d’origine vendute nel 2014 hanno fatto registrare un aumento dell’1,3% in valore. 
Resta comunque il fatto che negli ultimi cinque anni le vendite di vino in Gdo, che ormai veicola il 75% delle bottiglie vendute in Italia, sono calate. Si tratta di quel vino dai margini ristretti, che costa dai 3 euro in giù e che rappresenta l’80% delle vendite della Gdo. Ed anche in questo caso, visto che i volumi non crescono e non cresceranno, sarà sensato cercare di trasferire più valore in quello che si vende, seguendo logiche di qualità e non di quantità, investendo in comunicazione e marketing. 

[ad#ad-1]

Proprio in questa debolezza della Gdo, s’innesca la rinascita del canale vendita delle enoteche, che sfrutta da un lato la crescita in Italia delle vendite di vini di qualità e dall’altro la possibilità di offrire vendite differenziate, contatto diretto con i produttori, attraverso iniziative costruite ad hoc e una maggiore propensione alla customer satisfaction. 
Si tratta di punti vendita che occupano non più di un 10-13% del mercato del vino italiano (dati Vinarius, l’associazione delle enoteche italiane), ma che potrebbero crescere in questa particolare congiuntura, dove si cerca di spendere meno, ottimizzando l’investimento. 
Le enoteche già si sono adattate ed evolute, puntando su nuovi servizi, come quello ai ristoranti che chiedono poche bottiglie ma in pronta consegna. In generale le enoteche sanno rispondere meglio alle esigenze di un consumatore che, spaesato dall’enorme offerta della Gdo, trova nel personale professionalità e consigli. Anche perché, in Italia, solamente un consumatore su dieci ha le conoscenze per orientarsi in autonomia davanti ad uno scaffale di etichette. 

Servizio Stampa Veronafiere
Tel.: + 39.045.829.82.42 – 82.85 
E-mail: pressoffice@veronafiere.it 
Twitter: @pressVRfiere
Web: www.vinitaly.com

Potrebbe interessarti anche: