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24 Marzo 2014: 2^ giornata europea del gelato artigianale:

Il Consiglio Direttivo di Artglace – Confédération des Associations des Artisans Glaciers de la Com- munauté Européenne – ha stabilito le linee guida per la 2°Giornata europea dedicata al Gelato Arti- gianale. Il gusto dell’anno 2014 sarà: STRACCIATELLA D’EUROPA, gelato di fior di latte, cioccolato e succo di arancia.

La stracciatella è stata scelta in ricordo del gelatiere artigianale Enrico Panattoni (scomparso nell’ottobre 2013), cui è attribuita la paternità del gusto. Si narra che egli, in una notte del 1953, mescolando la freschezza e la delicatezza della panna con il sapore robusto del cioccolato fondente,

Le gelaterie che intendono aderire alla “2° Giornata Europea del Gelato Artigianale” del 24 marzo 2014, devono:

 

  1. Munirsi del Kit (250 coppette, 250 palettine, 500 tovagliolini, 2 manifesti, 2 locandine, 2 vetrofanie, 50 flyer, locandina della Fondazione Veronesi “Il Gelato artigianale fa bene e aiuta la ricerca”), la prenotazione deve avvenire entro il 15 febbraio 2014 per info: info@artglace.com
  2. Promuovere l’evento nella propria gelateria almeno 15 gg. prima con manifesti, locandine, vetrofanie e flyer contenuti nel kit; promuovere sui social inserendo #gelatoday nei post.
  3. Produrre il gusto “Stracciatella D’Europa”: base fiordilatte + succo di arance (possibilmente sanguinelle e fresche) e variegato con copertura di cioccolato.
  4. Utilizzare i materiali contenuti nel kit (coppette, palettine, tovagliolini)
  5. Vendere (nella giornata del 24 marzo) una coppetta di gelato mis. 16/B (in dotazione al kit) al prezzo di Euro 1.

 

Tutte le gelaterie che avranno acquistato il kit saranno inserite su AppGelato (la 1° app gratuita dedicata al gelato e alle gelaterie www.appgelato.it ), a titolo gratuito fino al 30/06/2014 (per 3 mesi) avendo così a disposizione uno strumento di comunicazione privilegiato con il cliente, una vera vetrina per mostrare i propri gusti e le proprie offerte.

 

Per maggiori informazioni scrivere a: info@artglace.co– telefonare al 331 9043490 – o inviare fax al 081 19731986.

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Le ricette di Gabriele Ferron: risotto con gorgonzola e spinaci

In occasione di Tipicità 2013, nello scorso Marzo,  abbiamo incontrato Gabriele Ferron (chef e “guru” del riso) della storica Riseria Ferron che, oltre ad averci fatto assaggiare alcune sue famose creazioni a base di riso,  ci ha gentilmente donato alcune sue ricette.In questo articolo proponiamo la ricetta by Gabriele Ferron def_tipicita2013_tipicita2013_dsc_7335per un risotto con gorgonzola e spinaci, nelle prossime settimane torneremo ad ospitare le ricette dello chef  Ferron.

 

Ingredienti per 4 persone

 

320 g  riso Carnaroli 1 spicchio d’aglio

7 dl brodo vegetale ½ cipolla

200 g gorgonzola 40 g olio extravergine di oliva

150 g spinaci sale e pepe

Preparazione

Sbollentate e tritate gli spinaci. Imbiondite in una padella con olio extravergine di oliva lo spicchio d’aglio in camicia schiacciato, quindi appassite la cipolla tritata finemente.

Aggiungete poi gli spinaci e insaporite con sale e pepe.

In una casseruola tostate il riso con 20 g di olio extravergine di oliva. Unite tutto il brodo bollente in un’unica volta e mescolate delicatamente.

Coprite la casseruola e lasciate cuocere regolando la fiamma al minimo.A cottura ultimata aggiungete gli spinaci, spegnete la fiamma e mantecate con il gorgonzola tagliato a cubetti.

Servite il risotto con una piccola noce di gorgonzola posta al centro della porzione.

 

 dove trovare i prodotti della Riseria Ferron

La storia della Riseria Ferron inizia nel 1650 con la Pila Vecia, (situata a Passolongo di Isola della Scala, in provincia di Verona,) considerata la più antica pila funzionante in Italia e ancor oggi utilizzata per lavorare una limitata quantità di riso destinato all’alta ristorazione e alle gastronomie specializzate di tutto il mondo. Oltre alla sede della storica Pila Vecia troverete il Ristorante Pila Vecia, rinomato per le degustazioni enogastronomiche a base di Riso e il punto vendita dei prodotti della Riseria Ferron tra cui il ricercato Riso Vialone Nano lavorato con i Pestelli.

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La ricetta della pizza di pasqua al formaggio con la macchina del pane

La macchina del pane da qualche anno ha fatto la sua comparsa nelle cucine italiane; sicuramente la crisi dei consumi ha decretato il successo di questo utile elettrodomestico, dal costo tuttosommato contenuto (i prezzi partono da circa 50 euro) e dal sicuro utilizzo; il pane infatti, nelle case italiane non manca mai e visto il prezzo al kilo di questo alimento, bastano un paio di mesi per ripagarsi la macchina del pane.

La macchina del pane, solitamente viene fornita con un ricettario che permette all’utente di sperimentare anche varianti dolci e salate del pane, variando dosi, tempi di cottura ed ingredienti è possibile ottenere anche pane integrale, pane al latte, pane all’uovo, pane con l’uvetta, con lo speck, con i canditi..insomma con un pizzico di fantasia è possibile ottenere  gustosi pani  dolci o salati.

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L’innovazione, si sposa, per questa nostra semplice ricetta, con la tradizione pasquale italiana: la pizza di Pasqua al formaggio è infatti tipica di diverse regioni del centro Italia (Marche, Umbria, Lazio) e viene accompagnata, secondo la tradizione contadina, con salumi e vino; servita nella giornata di Pasqua e di pasquetta. Il risultato è una pizza dalla forma forse diversa da quella classica (a panettone), ma dal sapore identico all’originale e con un risparmio economico garantito, oltre alla possibilità di avere la certezza di aver usato formaggio e ingredienti di qualità.

Per realizzare la pizza di Pasqua al formaggio, utilizzando la macchina del pane, abbiamo sperimentato (con successo) per voi questa ricetta:

Ingredienti

200 grammi di formaggio pecorino (o un mix di vari formaggi grattugiati se volete rendere più delicata la pizza)

5 uova

125 grammi di condimento (olio di oliva oppure strutto, noi abbiamo utilizzato l’olio d’oliva extravergine)

125 ml. di latte

500 grammi di farina O

2 cucchiaini di sale

1 panetto di lievito di birra

Procedimento

Anzichè versare direttamente gli ingredienti nella macchina del pane, abbiamo  preferito impastare in un recipiente le uova, con il formaggio aggiungendo poi il latte; nel frattempo abbiamo versato  nella macchina del pane, la farina, il sale e l’olio. Successivamente abbiamo inserito nella macchina l’impasto di formaggio e uova e abbiamo aggiunto il panetto di lievito di birra sbriciolandolo. Abbiamo quindi avviato la macchina del pane, impostando  il programma di cottura basic (durata dell programma , 3 ore con tre fasi di impastatura, è il programma usato di solito per fare il pane bianco) , con l’opzione per ottenere una crosta scura.

La pizza di Pasqua al formaggio, è stata poi fatta raffreddare avvolta in un panno, una volta estratta dalla macchina del pane, al termine del programma di cottura.

 

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Festa di San Giuseppe: dolci frittelle di riso tipiche di Viterbo

Le frittelle di Riso sono un classico della tradizione culinaria italiana durante la festa di San Giuseppe il 19 marzo. Nel viterbese  si cucinano con delle varianti, senza riso, varianti nate da una cucina povera ma sempre gustosa.

Possiamo quindi elencare tre diversi tipi di Frittelle di San Giuseppe, le classiche con il riso, le frittelle con lo “zibibbo” e senza riso e le frittelle con il pancotto.

 

Ricetta delle Frittelle di San Giuseppe con il riso:
Ingredienti: 250 gr di riso, 150 gr di farina, 100-150 gr zucchero semolato, 150 gr uvetta sultanina, buccia di limone o arancia, latte, 3 uova, sale, rhum, 2 cartine di vaniglia, cannella, lievito una bustina.

Procedimento: Lasciare cuocere il riso nel latte allungandolo leggermente  con acqua e sale, scolare, lasciare raffreddare. In una terrina nel frattempo, lavorare 3 rossi d’uovo con farina, zucchero sciolto nel latte, aggiungere uvetta lavata e tenuta a bagno nel vino, cannella, buccia grattugiata di un limone o di un arancio, qualche cucchiaio di rhum, una bustina di Pane degli Angeli, 2 chiare d’uovo montate a neve. A Questo punto incorporare il riso e aggiustare eventualmente il sapore con altro zucchero. L’impasto deve apparire come una pastella densa. Occorre lasciarlo riposare un’oretta, poi far cadere delle cucchiaiate di impasto nell’olio bollente di arachidi o di oliva, così da ottenere frittelle della grandezza circa di un uovo. Appena la superficie risulta dorata, si lasciano scolare su carta assorbente, quindi si spolverizzano di zucchero a velo.

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Frittelle con zibibbo senza riso

Ingredienti: 3 cucchiai di zucchero, ¼ di litro di latte, farina quanto basta, 50 gr di uvetta sultanina detta zibibbo, 3 uova, rhum, alchermes, arancio, limone, 1 bustina di lievito

Procedimento: Sciogliere il lievito nel latte, aggiungere poi le uova sbattute, lo zucchero, l’uvetta sultanina, la buccia grattugiata di un limone e di un arancio. All’impasto aggiungere lentamente la farina fino ad avere una pastella solida e omogenea. Si lascia lievitare e quindi si procede alla frittura a “cucchiaiate” procedendo a roteare la padella per farle assumere forma arrotondata. Si lasciano quindi scolare su carta assorbente e prima di cospargerle con  zucchero a velo, si bagnano con il liquore.

 

Frittelle con il pancotto

Ingredienti: 500 gr di pane raffermo, 150 gr di zucchero, 150 gr uvetta sultanina, buccia di arancio, farina, cannella ½ bustina, sale, olio di oliva.

Procedimento: cuocere il pane raffermo in acqua leggermente salata. Quando il pane è ben cotto, scolarlo, metterlo in terrina con zucchero, cannella, uvetta sultanina già lavata in acqua calda, buccia d’arancio a pezzetti, meglio se candita. Lavorare l’impasto aggiungendo poca farina. Occorre assaggiare l’impasto ed eventualmente aggiustare la quantità di zucchero, quindi lasciarlo riposare.

Per la frittura procedere come nelle precedenti ricette. Queste frittelle sono molto buone e spesso confuse con quelle di riso tanto il sapore è simile.

Buon appetito a Buona Festa di San Giuseppe!

Queste ricette sono tratte dal Libro di Itali Arieti, Tuscia in Tavola.

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i dolci fritti di Carnevale : ravioli con ricotta fritti, castagnole alla sambuca e fregnacce

 

E’ carnevale, un tripudio di colori, sapori e golosità!..Nell’Alto Lazio, per la gioia di grandi e bambini, è il momento di portare in tavola castagnole, frappe, ravioli e “fregnacce”.. tutti rigorosamente fritti e gustosissimi.

Le ricette riportate potete ritrovarle anche nel  libro di Italo Arieti, “Tuscia a Tavola, Ricette, Curiosità, Tradizioni gastronomiche dell’Alto Lazio” , anche se

Castagnole viterbesi alla sambuca:

Ingredienti: 4 cucchiai di zucchero, 4 cucchiai di olio di oliva ( o 100 gr di burro),  4 cucchiai di sambuca viterbese,4 cucchiai di acqua, mezza cartina di lievito, 4 uova, buccia di limone, zucchero a velo, farina q.b., olio per frittura.

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Procedimento: amalgamare, in una terrina , le uova e lo zucchero, aggiungere l’olio di oliva, lievito, la buccia grattugiata di un limone, la Sambuca, l’acqua, la farina. Si deve ottenere una pastella di media consistenza. In una padella far scaldare l’olio poi versare l’impasto usando un  cucchiaino da dessert, in maniera tale da ottenere cucchiaiate di impasto separate e  ben distanziate. Per dare la forma sferica alle castagnole occorre  roteare orizzontalmente la padella. Il termine castagnole, deriva appunto dalla forma a “castagna” che si ottiene dopo la frittura. Una volta che le castagnole avranno raggiunto la colorazione dorata e la giusta cottura,  tolgono dal fuoco e si mettono su carta assorbente per farle asciugare, quindi si spruzzano con liquore e si spolverano di zucchero a velo.

In questa ricetta troviamo la  sambuca viterbese: un distillato a base di anice stellato, fiori di sambuco, alcool, zucchero ed acqua (gradazione alcolica di 40 – 43°),  questa bevanda  alcolica ha uno spiccato aroma di anice e un gusto dolce, è ottima  come digestivo o usata come ingrediente aromatizzante nei dolci; il suo aroma di anice esalta i piatti a base di castagne” . Chiaramente potete spruzzare le castagnole anche con altri distillati a base di anice, ottenendo un sapore molto piacevole.

 

Frappe

Ingredienti: 500 gr di farina, 1 cucchiaio di zucchero, un uovo più 2 rossi, zucchero a velo, 30 gr di strutto, un pizzico di sale, vino bianco, olio per friggere.

Procedimento: fare una pasta con uova,  30 gr di strutto, zucchero, sale, farina, vino.Fate riposare il panetto per circa un’ora in ambiente tiepido e coperto con un panno, stendere poi la pasta a sfoglia e ritagliare da questa dei rettangoli lunghi circa 10 cm e larghi 3-4sm. Immergete  questi ritagli di impasto  in padella, con olio caldo e lasciarli dorare, quando le frappe sono divenute croccanti tirarle fuori e metterle ad asciugare su carta assorbente. Spolverizzare  infine le frappe con  lo zucchero a velo.

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Ravioli con la ricotta fritti:

Ingredienti per la pasta: 500 gr farina, 2 uova, burro, latte 1 bicchiere, 1 o 2 cucchiaini di zucchero, un pizzico di sale

Ingredienti per il ripieno dei ravioli di ricotta fritti: 600 gr di ricotta, 250 gr di zucchero, 1 uovo intero e 1 rosso, una bustina di cannella, un limone, rhum.

Procedimento: fare la pasta con farina, uova, noce di burro, zucchero, sale, latte. Impastare bene e lasciare riposare per almeno mezz’ora. Stendere la pasta a sfoglia e tagliarla a strisce di larghezza 15 cm.

Preparare a parte il ripieno dei ravioli usando ricotta, zucchero, cannella, uova, buccia grattugiata di un limone, due bicchierini di rhum (o  liquore all’anice). Amalgamare bene quindi versare il composto sottoforma di palline con un cucchiaino a distanza di 10 cm l’uno dall’altra sulla pasta. Ripiegare la pasta facendo coincidere i bordi laterali, tagliare creando dellle  mezze lune, comprimere i bordi usando il bordo della forchetta e metterli a friggere nell’olio ben caldo. Togliere i ravioli e adagiarli su carta assorbente per farli asciugare e poi spolverizzare con zucchero a velo.

 

Fregnacce di Acquapendente:

Ingredienti: Farina di grano, sale, olio di oliva, acqua.

Procedimento: impastare una pastella di media densità sciogliendo la farina in acqua fredda, salandola e lasciandola riposare per alcune ore (eventualmente i potete  aggiungere un uovo intero e del latte). Prendete una padella con manico lungo, versatevi dell’olio, fate riscaldare e poi toglietelo e spandete nella padella un cucchiaio di pastella, una volta cotta girarla dall’altro lato e lasciare cuocere per qualche secondo poi depositare su un piatto e spolverizzare sopra dello zucchero (se volete provare la versione dolce). Una volta servito ogni commensale può scegliere di farcire con cioccolato o marmellata, arrotolandolo  poi come se fosse un cannolo.

 

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Consigli finali per friggere:

Dolci fritti leggeri, friabili e non unti? Usare lo zucchero con molta parsimonia per l’impasto

Tra gli oli non raffinati il punto di fumo più alto è registrato dall’olio extravergine d’oliva (210 gradi) che quindi è il più adatto per friggere mentre i gettonati oli di semi di girasole o di mais hanno un punto di fumo molto basso. Numerosi studi a riguardo hanno dimostrato un dato certo, l’olio di oliva [http://www.frantoionline.it/200912293352/dieta-e-salute/frittura-quale-olio-usare-per-friggere.html], in generale, è il miglior grasso da frittura in assoluto per quanto riguarda sia gli aspetti nutrizionali che salutistici.

Una corretta frittura la si ottiene quando il cibo è immerso in un bagno d’olio che, raggiunta una temperatura di 160-180°C, provoca l’evaporazione dell’acqua superficiale (da qui la formazione della famosa crosta dorata) e la cottura omogenea della parte interna dell’alimento

Far asciugare bene nella carta assorbente i dolci fritti, usando anche le di carta marroni del pane e della frutta: riciclabili, a costo zero e ottime per assorbire la frittura

 

Buon appetito e buon carnevale!

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Una ricetta tipica natalizia del Lazio : pasta con noci e cioccolato

Per Natale paese che vai tradizione culinaria che trovi. Largo alla fantasia ed ecco chela cucina si riempie di sbuffi di farina, cestini di uova, vasetti con canditi, cioccolata, miele e vin cotto, noci e pinoli, agrumi e profumi di cannella e spezie. E’ il tempo giusto per scoprire le ricette tipiche italiane e i  sapori genuini della tradizione.

Nel viterbese è antica consuetudine preparare per le feste natalizie i Maccheroni con ciocciolato e noci , una ricetta tipica che permette di sperimentare un abbinamento che a prima vista potrebbe lasciare perplessi ma che in realtà è molto gustoso!

In alcune famiglie il cioccolato è abbondante e così che il piatto viene servito freddo come dolce alla fine del Cenone della Vigilia, in altri paesi, dove è maggiore la presenza delle noci e del condimento salato, è servito come un primo caldo. Fatto sta che è un piatto davvero speciale e per “golosi”.

 

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Come si prepara la pasta con noci  e cioccolato? Ecco la ricetta  originale per la versione “dolce” da servire a fine pasto.Nella ricetta tradizionale ci vogliono i maccheroni,  qualcuno li sostituisce  con gli spaghetti.

 

Ingredienti:

 

400 gr di maccheroni, (ma anche fettuccine, linguine o reginelle)

4 kg di noci

300 gr di cioccolato fondente

100 gr di zucchero

1 kg di pane di miele (non indispensabile) si può sostituire con pane grattugiato con zucchero oppure con ciambelline di vino triturate

 

Preparazione:

pulire le noci, farle sbollentare per eliminare la pellicina, asciugarle in forno e triturarle, aggiungendovi del pane di miele grattugiato in quantità doppia alle noci per far meglio amalgamare il condimento.

(Per la preparazione del pane di miele: 1 kg di farina, un bicchiere di olio di oliva, miele per formare un composto da cuocere in forno come una pagnotella.)

Intanto in un’altra terrina mescolare cioccolato fondente grattugiato, zucchero, una bustina di cannella.

Cuocere i maccheroni in acqua salata superando un po’ il tempo di cottura, poi versarci sopra le noci triturate con il pane, poi il cioccolato fondente con la cannella, mescolarli un po’ e continuare a versare i composti, pigiando bene gli strati che si vanno formando.

Buon appetito!!

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La pasticceria Casantini di Viterbo presenta Chocolart: un Natale tra cioccolata e dolci golosità

Una delle più famose, antiche e buone pasticcerie di Viterbo è la pasticceria Casantini, che si trova nel centro storico cittadino. Abbiamo fatto qualche domanda a Virginio Casantini, in occasione della prossima apertura della mostra Chocolart, promossa dalla pasticceria durante il periodo natalizio.

 

Allora Virginio, parlaci della tua famiglia e della vostra quarantennale attività a Viterbo..

la nostra pasticceria nasce in via Cairoli a Viterbo – nel cuore del centro storico cittadino – nel 1969 dai due fratelli Casantini, Primo e Mario. Dopo alcuni cambi, nel 1998, entrano nella pasticceria Katia e Virginio, i figli di Mario. La nostra attività oggi conta 2 punti vendita, due laboratori ed 11dipendenti…. inoltre il 2013 si presenta come un anno ricco di sorprese.”

 

Già da un paio d’anni la pasticceria promuove la manifestazione Chocolart, di cosa si tratta?

la mostra ‘Chocolart’ nasce da un’idea di Katia, che vuole esprimere tutta la sua creatività ed estro in un grande ambiente completamente dedicato al cioccolato, cosa che le dimensioni delle strutture tradizionali non permettono…, per cui la mostra si svolge nell’ampio ambiente della ex chiesa di Sant’Egidio, situata in una delle vie maggiormente frequentate in centro, Corso Vittorio Emanuele.”

Per questa edizione, dal 19 al 30 dicembre 2012, oltre alle nostre creazioni al cioccolato in mostra sono in programma tanti appuntamenti interessanti e divertenti, come le “lezioni di cioccolato” o la “pittura con il cioccolato”, oltre a “massaggi e manicure con olio al cioccolato” e l’”aperitivo al cioccolato dolce e un po’ salato”, l’incontro con Babbo Natale per la gioia di tutti i bambini e il coro Gospel, i “Tatoo con il cioccolato” e il convegno “cioccolato e salute” fino alla “sorpresa Chocolart”. Un calendario impegnativo che incontra tutti i gusti!”

 

Siamo a Natale..e tutti più buoni..ci regaleresti una ricetta da pasticcere!?

ma certo..restando in tema natalizio.. quale periodo migliore per dare la nostra ricetta di torrone morbido…

Ingredienti:


kg1 miele
kg 0,15 albumi montati a neve ferma
kg 0,12 glucosio
kg 1 zucchero
acqua
vaniglia
kg 1,8 mandorle tostate
kg 0,15 pistacchi

Procedimento:

bollire il miele poi aggiungere gli albumi e mescolare su gas a fiamma bassa o a bagnomaria mescolando frequentemente (è facile che possa bruciarsi), non appena raggiungere una colorazione bianca candida aggiungere lo zucchero mescolato con il miele ed un po’ d’acqua cotto a 121 gradi, aggiungere la vaniglia e la frutta secca, stendere su ostia e ricoprire sempre con ostia, appena freddo tagliare a piacere.”

 

Grazieee! Dove potervi incontrare tutto l’anno?

virtualmente su http://www.pasticceriacasantini.com/ , oppure su facebook Pasticceria Casantini, invece per poter assaggiare i nostri prodotti vi aspettiamo a Viterbo in Via Cairoli 27, nel centro storico, oppure nell’altro negozio fuori le mura, in via Monte Santo 24, per chi vuole una disponibilità maggiore di parcheggio…in entrambe le pasticcerie potrete trovare un luogo accogliente dove trascorrere piacevoli e golosi momenti di relax.”

 

Bene, ti ringraziamo e rinnoviamo l’appuntamento nel periodo natalizio con Chocolart, qui il programma completo della manifestazione.

 

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Ricette tipiche di Natale: dalle Marche ecco la ricetta del fristingo ( o frustingo)

Il natale è ormai alle porte, le vetrine sono allestite con tante luci e colori, le città addobbate a festa, i negozi ricchi di idee per i tanti e attesi regali di Natale; si respira un’aria diversa. Con l’avvicinarsi di uno dei periodi più frenetici dell’anno, molti sono anche i pensieri su cosa mettere in tavola il prossimo 25 dicembre.

Ecco a voi una ricetta tipica,  semplice e sfiziosa,  direttamente dalle Marche e precisamente da Ascoli Piceno: in queste zone in occasione delle festività natalizie non può mancare sulla tavola il tradizionale  Fristingo ( o Frustingo), chiamato in dialetto “frustinghe”. Vediamo come preparare questo prelibato dolce tipico:

 

INGREDIENTI:

 

100 gr di noci

100 gr di mandorle

100 gr di nocciole

200 gr di uva passa

100 gr di cioccolato fondente grattuggiato

100 gr di pane grattugiato

100 gr di zucchero

100 gr di canditi

1000 gr di fichi secchi

1 limone grattugiato

1 arancia grattugiata

cannella in polvere

noce moscata

una tazzina di caffè e un po’ di caffè in polvere

un po’ di rum

una spolverata di cacao in polvere

 

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PROCEDIMENTO:

Mettete in una ciotola le noci, le mandorle, le nocciole e i fichi secchi tritati in precedenza. Ammorbidire l’uva passa in acqua tiepida e poi strizzarla e unirla al composto. Aggiungete poi lo zucchero, il pane grattugiato, i canditi, il cioccolato fondente grattugiato, la buccia di limone e arancia grattugiata, la cannella in polvere, la noce moscata, la tazzina di caffè e il caffè in polvere, il rum e il cacao in polvere. Amalgamate il tutto e quando avrete ottenuto una pasta di giusta consistenza, sistematelo in una teglia da forno precedentemente unta e spolverizzata di pane grattugiato. Ponetela in forno a 160° per circa 25 minuti. Il dolce dovrà risultare dorato ma non eccessivamente duro. Lasciarlo raffreddare e tagliarlo in piccoli quadrati e servirlo su un vassoio.

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La ricetta dei passatelli con ragu’ ruspante, preparati all’ Osteria del Riccio

L’ Osteria del Riccio di SESTO SAN GIOVANNI (MI) ci propone la ricetta di un piatto tipico della tradizione gastronomica
italiana: i passatelli con ragu’ ruspante

Ecco la ricetta:

Per i passatelli:

– 70 grammi di pane gratuggiato

– 1 Uovo

– 30 grammi di Parmigiano gratuggiato

– noce moscata a piacere

– Scorza di limone gratuggiata a piacere

– Brodo di gallina

Per il ragu’ ruspante:

1/2 Gallina,

1 cipolla,

1 spicchio di aglio,

1 rametto di rosmarino,

1 rametto di salvia,

1 pomodoro maturo,

1 pizzico di paprica

½ bicchiere d’olio extravergine di oliva,

1/2 bicchiere di vino rosso,

sale e pepe q.b.,

un pugno di pecorino grattugiato.

 

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Preparazione del ragu’:

In una pentola mettete a bollire la gallina con sedano carote e cipolle, una
volta cotta lasciatela raffreddare e spolpatela. Nel frattempo preparate in
una pentola l’olio, l’aglio, la cipolla, e fate soffriggere aggiungete il
rosmarino, la salvia, il pomodoro maturo e la gallina spolpata e fate
insaporire a questo punto sfumate con il vino rosso che lascerete evaporare
(ma non troppo) a questo punto aggiungete la paprica regolate di sale e pepe
e il vostro ragù è pronto per essere consumato. A vostra scelta se
aggiungere il pecorino a fine preparazione o metterlo in aggiunta a piatto
ultimato.

Preparazione dei passatelli:

Impastare assieme tutti gli ingredienti prestando attenzione alla
consistenza dell’ impasto che dev’essere compatto e quindi né troppo morbido
nè troppo duro; utilizzando il ferro tradizionale per passatelli l’ impasto
dovrà essere un po più morbido, usando invece il pressa patate dovrà essere
un po più duro. L’ impasto deve essere preparato con largo anticipo, non
meno di due ore prima: solo il tempo e ripetute re-impastate permettono
infatti l’intimo legame dei componenti e la preparazione di un composto
che dia vita a passatelli rugosi e abbastanza consistenti da non
disintegrarsi nel brodo.

Sia che venga utilizzato il ferro tradizionale sia
che venga usato il pressa patate, bisogna premere con forza in modo da
creare tanti lunghi cilindretti di circa 5 millimetri di diametro ed 8-10
centimetri di lunghezza. Questa operazione va fatta sulla pentola in cui il
brodo di carne, precedentemente preparato, sta bollendo, in modo che la
pasta vi cada dentro direttamente. Il bollore del brodo deve però essere
leggero per non romperli. Quando il brodo bolle ed i passatelli affiorano,
togliere la pentola dal fuoco, mettere nei piatti i passatelli a cui
aggiungeremo il nostro ragù fumante.

Per contattare l’osteria:

OSTERIA DEL RICCIO - VIA RENZO DEL RICCIO 75 - SESTO SAN GIOVANNI (MI)
TEL. 02/26220328 - sito www.osteriadelriccio.it

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Ricette tradizionali: dalla Campania ecco la pastiera napoletana

LA PASTIERA NAPOLETANA non ha bisogno di presentazioni, è un dolce tipico pasquale ma lo troviamo sulle tavole di Napoli e dintorni anche in altri periodi dell’anno.

La pastiera napoletana (anche chiamata semplicemente pastiera) è una torta di pasta frolla farcita con un impasto composto da  ricotta, frutta candita, zucchero, uova e grano bollito nel latte (si trova nei comuni negozi di generi alimentari). La  pastiera si distingue per il ripieno morbido e la crosta croccante,  dal colore giallo  intenso. Il profumo e il sapore cambiano a seconda delle spezie e degli aromi utilizzati durante la preparazione; nella ricetta tradizionale la pastiera viene aromatizzata con cannella, canditi, scorze d’arancia, vaniglia e acqua di fiori d’arancio.

Le varianti alla ricetta tradizionale prevedono l’uso di crema per il ripieno e cioccolato bianco nella pasta frolla, la ricetta della pastiera napoletana che proponiamo rispetta ovviamente la tradizione!

 

INGREDIENTI PER IL RIPIENO:

Un barattolo di grano cotto per la pastiera

300 gr di latte

700 gr di ricotta

700 gr di zucchero

un cucchiaio di burro

7 uova intere e n 3 tuorli

una bustina di vanillina

2 fiale di fiori di arancia

150 gr di cedro a cubetti

INGREDIENTI PER LA PASTA FROLLA:

 

500 gr di farina

200 gr di zucchero

200 gr di burro

3 uova

 

PROCEDIMENTO:

 

Versare il grano in un tegame con il latte e il burro; far bollire fino a quando non sia diventato crema. Lasciare raffreddare il composto e poi aggiungere tutti gli altri ingredienti e frullare il tutto.

Preparare la pasta frolla senza lavorarla troppo e foderare con la stessa uno o più stampi; riempire di crema ottenuta e preparata precedentemente. Mettete la pastiera in forno caldo a 200° per circa un’ora. Una volta fredda spolverizzare di zucchero a velo la pastiera napoletana.

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