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Le tecniche della cucina senza glutine: corso nel Piceno

La Confartigianato di Ascoli Piceno insieme all’Associazione Italiana Celiachia (AIC) Marche Onlus ha organizzato un corso rivolto al settore degli alimentaristi per conoscere le tecniche della cucina senza glutine. La celiachia è una malattia intestinale dovuta a un’intolleranza permanente al glutine. Qualche anno fa era considerata una patologia rara perché colpiva una persona su 1000, mentre oggi non è più così perché grazie alle nuove tecniche diagnostiche la sua prevalenza è di 1:100 (una persona ogni cento ne è affetta).

Nella provincia di Ascoli Piceno si contano circa 400 celiaci (sono 3000 nelle Marche) di cui circa 100 associati AIC (circa 1300 nelle Marche) che possono contare sul servizio garantito da una ventina circa di locali AFC (Alimentazione Fuori Casa), mentre in tutta la regione Marche se ne contano 150.

L’Associazione Italiana Celiachia Marche Onlus opera da quasi 30 anni sul territorio regionale attraverso una rete di volontari con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita dei celiaci e per aiutarli ad accettare un nuovo stile di alimentazione, unendo al lavoro di diagnosi e ricerca delle strutture medico-scientifiche l’assistenza e il sostegno alle persone affette da celiachia.

Il corso, molto partecipato, si è svolto presso la sala riunioni del ristorante “La Corte del Sole” di Ascoli Piceno e ha fornito agli addetti alla ristorazione le conoscenze utili fondamentali per permettere ad ognuno di attrezzarsi e diventare un locale sicuro di alimentazione per celiaci, ampliando al contempo i servizi offerti alla clientela in piena sicurezza e affidabilità.

L’evento formativo è stato è stato introdotto dalla presidente della Confartigianato, Natascia Troli, dal presidente della categoria alimentaristi, Luigi Tempera e dalla referente dell’AIC Marche onlus, Laura Diodovich. Per informazioni 0736.336402, www.apfm.it, www.aicmarche.it.

 

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Wine Monitor e LT Wine & Food Advisory uniscono le proprie competenze per supportare le imprese vinicole

In Italia, oltre il 75% delle imprese vinicole non supera i 100 ettolitri di produzione annua. Se circoscriviamo l’attenzione alle sole imprese industriali (1.834), l’80% di queste ha meno di 10 addetti e si configura quindi come “micro”. Che la realtà produttiva del vino italiano sia frammentata non è una novità, ma forse il dato che colpisce di più è che da un’analisi di Wine Monitor sui bilanci di queste aziende industriali si scopre che nel triennio 2011-13, quasi la metà delle microimprese del comparto ha evidenziato un bilancio in perdita. Le motivazioni di questi risultati economici negativi risiedono principalmente nella crisi dei consumi di vino a livello nazionale (-12% tra il 2011 e il 2014 ) e in particolare nel segmento dell’on-trade (ristoranti, wine bar, ecc.), a cui si affianca la contestuale difficoltà (quando impossibilità) di accedere sia agli scaffali della GDO che di esportare, un problema che per ovvie ragioni strutturali colpisce appunto le imprese più piccole.

In altre parole, “piccolo è bello” nel mercato del vino non sembra valere più.
Alla luce di questo scenario, l’imperativo per i produttori diventa quindi crescere, sia per linee interne o attraverso aggregazioni. Percorsi di sviluppo necessari e in grado di permettere alle imprese italiane di rispondere in maniera efficace ed efficiente alle nuove sfide del mercato mondiale.
E’ da questa consapevolezza che nasce la collaborazione tra Wine Monitor e LT Wine&Food Advisory.
“Dal nostro Osservatorio, lo scenario di mercato per le imprese vinicole appare sempre più complicato e mutevole”, afferma Denis Pantini, Responsabile Wine Monitor “e questi cambiamenti così repentini richiedono strumenti e servizi di conoscenza strategica delle tendenze in atto ormai imprescindibili per la crescita nei mercati”.
Parallelamente, lo sviluppo dimensionale è diventata una necessità per poter competere al pari degli altri concorrenti internazionali. “La ricerca del partner più adatto alla crescita e lo sviluppo di strategie efficaci di marketing rappresentano attività che realizziamo con successo da anni per le imprese del vino” dichiara Lorenzo Tersi, presidente di LT Wine&Food Advisory, “e questa collaborazione con Wine Monitor ci permette di fornire un’assistenza completa ed integrata di servizi di mercato e consulenza strategica ai produttori che vogliono e devono crescere”.

Wine Monitor (www.winemonitor.it) è l’Osservatorio di Nomisma sul mercato del vino, nato e pensato per supportare imprese, consorzi e istituzioni della filiera vitivinicola italiana nella comprensione delle dinamiche di mercato, sia a livello nazionale che mondiale. Wine Monitor è la prima piattaforma che mette a sistema tutti dati e le informazioni sul mondo del vino, integrando servizi a supporto delle strategie di business delle imprese e offrendo servizi di consulenza ad hoc utili alla definizione delle principali tendenze di mercato nonché alla comprensione dei valori percepiti di un brand.

LT Wine & Food Advisory (www.ltadvisory.it) nel panorama nazionale e internazionale con il principale scopo di fornire supporto agli imprenditori italiani del vino, in particolare assistendo le aziende nelle attività di Merger&Acquisition, partnership, marketing strategico e posizionamento comunicativo.

Per informazioni:
Denis Pantini
denis.pantini@winemonitor.it
051 6483188

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Ad Ascoli la prima edizione di “Terroir Marche – Vini e vignaioli bio in fiera”

Una full immersion nel cuore della viticoltura marchigiana attraverso incontri, degustazioni guidate e laboratori con noti esperti del settore per imparare a conoscere le peculiarità delle diverse aree di produzione di questa regione e scoprire un nuovo modo di intendere il vino che ha portato undici vigneron provenienti dalle campagne di Ancona, Ascoli, Macerata e Pesaro a stringere un patto comune nel segno di un’agricoltura “etica e biologica”.

 

Relatori Terroir MarcheSabato 16 e domenica 17 maggio andrà in scena ad Ascoli la prima edizione di “Terroir Marche – Vini e vignaioli bio in fiera”, evento culturale ed enogastronomico che riunirà giornalisti, sommelier e wine lover da diverse parti d’Italia per confrontarsi sullo stato dell’arte dell’enologia regionale e conoscere da vicino la scelta di un giovane consorzio nato per promuovere una viticoltura d’eccellenza capace di porre al centro delle proprie azioni l’uomo e la natura. Assai ricco il programma della manifestazione: per l’intera durata del week-end saranno allestiti banchi d’assaggio con vini e prodotti tipici delle Marche e si svolgeranno degustazioni aperte al pubblico all’interno del prestigioso Palazzo dei Capitani, nel cuore del centro storico piceno.

 

Il festival ‘Terroir Marche’ – afferma il presidente dell’omonimo consorzio Federico Pignatinasce per valorizzare e promuovere l’intero territorio marchigiano attraverso il suo vino e le altre bellezze artistiche e culturali che ne fanno una regione ricca di fascino e con alcune potenzialità ancora inesplorate. Prima ancora dei singoli vini o delle diverse cantine per noi viene il territorio con i suoi caratteristici tratti naturali, storici ed enogastronomici: è questo che vogliamo raccontare attraverso una manifestazione aperta a più pubblici e con un profilo profondamente culturale”.

 

E proprio il terroir, nella sua accezione enologica ma anche ambientale e culturale, sarà al centro di cinque laboratori guidati da grande firme del giornalismo enogastronomico italiano ed europeo. “Il Montepulciano racconta le Marche”, “Castelli di Jesi Gran Cru”, “La montagna delle Marche”, “Il lato bianco del Piceno” e un “Fermento Marche, confronto laico su lieviti e terroir” sono i titoli dei seminari a numero chiuso nei quali, con il calice in mano, i partecipanti potranno scoprire da vicino caratteristiche tipiche e particolari meno noti dei vitigni più rappresentativi delle Marche e dei loro territori d’elezione. Il Verdicchio dei Castelli di Jesi e il Verdicchio di Matelica, il Falerio dei Colli Ascolani, il Rosso Piceno, il Pecorino di Offida e tutti gli altri vini bianchi, rossi e rosati prodotti dalle undici cantine del consorzio Terroir Marche saranno proposti in mescita nelle aree destinate alla degustazione e abbinati a sapori tipici della gastronomia locale e a piccole preparazioni a cura degli chef del territorio.

 

 

Il Consorzio Terroir Marche – Undici cantine con storie e percorsi diversi, ma unite dalla ferma volontà di valorizzare e promuovere nelle Marche una viticoltura biologica ed etica, in cui la difesa del territorio e dei beni comuni e la diffusione di colture e culture sostenibili vadano di pari passo con la produzione di etichette d’eccellenza. Nato il 1° maggio del 2013 su iniziativa di cinque produttori (Aurora di Offida, Fiorano di Cossignano, La Distesa e La Marca di San Michele di Cupramontana, Pievalta di Maiolati Spontini), a due anni di vita il Consorzio Terroir Marche gode di ottima salute e vede il bicchiere decisamente… mezzo pieno. Il numero dei soci è più che raddoppiato (si sono aggiunti Collestefano di Castelraimondo, La Valle del Sole e Paolini e Stanford Winery di Offida, Pantaleone di Ascoli Piceno, Valturio di Macerata Feltria e Vigneti Vallorani di Colli del Tronto), mentre è rimasto immutato lo spirito d’origine: produrre in prima persona, dalla vigna alla bottiglia, vini che abbiano un legame assoluto con il territorio di provenienza e contribuire a costruire un mondo migliore attraverso un’agricoltura migliore sono i tratti distintivi validi dai colli pesaresi fino a quelli piceni, passando da Ancona e Macerata. Accanto alla collaborazione per l’organizzazione di fiere ed eventi, alla promozione di reti d’imprese per una gestione ottimale delle risorse e alla diffusione comune di una cultura rispettosa del territorio e della biodiversità, i soci di Terroir Marche condividono valori profondi legati dalla terra da cui provengono. Sono una famiglia di viticoltori aperta a tutti coloro che producono vino in regime di agricoltura biologica e che desiderano condividere questa visione etica nel rapporto tra i soci, con i consumatori e con l’ambiente in cui operano.

 

Saranno sei grandi firme del giornalismo enogastronomico italiano ed europeo a raccontare le Marche del vino in occasione della prima edizione di “Terroir Marche – Vini e vignaioli bio in fiera” in programma ad Ascoli sabato 16 e domenica 17 maggio. Sul sito web www.terroirmarche.com  sono aperte le iscrizioni per partecipare ai laboratori di degustazione dedicati ai vini e ai vitigni regionali: cinque lezioni d’autore guidate da sei affermati opinion leader del settore che proporranno all’interno di Palazzo dei Capitani altrettante visioni inedite dell’enologia marchigiana attraverso vini d’eccellenza, “verticali” tra più annate e anteprime assolute.

 

Sabato 16 maggio, alle ore 11, l’autore televisivo e giornalista enogastronomico Paolo De Cristofaro racconterà i vini e le denominazioni che, contrariamente a un immaginario diffuso, hanno una natura intimamente montana nel laboratorio “La Montagna delle Marche”. Mentre alle ore 15 il giornalista, scrittore e docente Giampaolo Gravina focalizzerà l’attenzione su “Il lato bianco del Piceno” e la vocazione bianchista che sta maturando sempre più in un’area tradizionalmente rossa. Alle ore 17 il curatore dell guida “Slow Wine” Fabio Giavedoni e il giornalista Walter Speller, autorevole firma di Jancisrobinson.com, guideranno i partecipanti in un percorso inedito e non ideologico su fermentazioni spontanee e lieviti selezionati nel laboratorio “Terroir Marche, confronto laico su lieviti e terroir”.

 

Domenica 17 maggio, alle ore 11, Sandro Sangiorgi, giornalista e scrittore ideatore del progetto Porthos, affronterà l’insidioso e affascinante legame tra il Montepulciano e le Marche tra evoluzioni passate, scenari presenti e prospettive future all’interno del laboratoro “Il Montepulciano nelle Marche. Un romanzo di formazione”. Mentre alle ore 15 Armando Castagno, docente, degustatore e collaboratore della rivista Vitae e della Guida ai vini d’Italia Ais, nel laboratorio “Castelli di Jesi Grand Cru” presenterà l’ambiziosa visione dei vignaioli di Terroir Marche per quanto riguarda il possibile futuro territoriale di questo grande vino bianco dal profilo mondiale.

 

Per l’intera durata del week-end, da mattina a sera, saranno allestiti banchi d’assaggio con oltre 70 vini biologici e prodotti tipici delle Marche nel cuore del centro storico piceno. Il ticket d’ingresso giornaliero (8 euro) comprende accesso ai banchi di degustazione, calice, visita guidata al centro storico di Ascoli, partecipazione a eventi collaterali ad eccezione dei laboratori guidati.

 

Ufficio Stampa Terroir Marche

Luca Casadei

info@italianelbicchiere.it

Tel. 338.1274770

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Tipicità 2015, ecco cosa abbiamo apprezzato di più.

logo-tipicitaTipicità, appuntamento ormai giunto alla 23esima edizione, è un evento di rilevanza nazionale, lo testimonia la presenza di espositori che arrivano da tutto il Paese e dai seminari che si svolgono a Fermo nei tre giorni della manifestazione (nel nostro caso: 7-8-9 Marzo 2015). L’evento di apertura ha visto la presenza del presidente dell’ ANCI, Piero Fassino, del responsabile delle relazioni istituzionali di Expo2015, Matteo Mauri e di molte autorità locali..e anche internazionali (come l’ambasciatrice della Malesia, paese “ospite” dell’edizione 2015 di Tipicità)

Non a caso Tipicità è stato descritto dai relatori come un evento che assomiglia molto  a quello che sarà Expo 2015, ancora una volta abbiamo quindi fatto un giro più che volentieri tra le decine di stand enogastronomici ed abbiamo assistito agli interessanti seminari (tra cui quello dell’ ONAV su: uomo e  terroir)

E veniamo subito al dunque: ovvero quali prodotti abbiamo assaggiato e abbiamo maggiormente apprezzato; da precisare che a Tipicità, che ormai seguiamo da qualche anno, abbiamo trovato molte diverse conferme (ovvero prodotti di cui avevamo già notato la qualità nelle scorse edizioni) : a partire dallo stand di Sergio Catalini in cui il simpatico Sergio (con l’immancabile cappello da cowboy) e signora, accolgono i visitatori proponendo il loro celebre “vino cotto” invecchiato 12 anni oltre alle deliziose marmellate e alla frutta sciroppata che producono nella loro azienda sulla Valdaso. Altra conferma è la Cantina Pantaleone, realtà biologica ascolana che si sta riscuotendo successo anche grazie ai premi vinti a livello nazionale negli ultimi anni; piacevole sorpresa invece è stata la Cantina Di Ruscio, realtà fermana (Campofilone) che ci ha consentito di degustare un gradevole “Rosso del  poeta” : un Rosso Piceno DOC/DOP affinato in barrique.

Dal vino passiamo alla gastronomia marchigiana, dove il suino è presente in mille forme, dalla porchetta alla coppa, lonza, salsiccia, ciauscolo. Ci ha piacevolmente sorpreso lo stand “Magrì “, che tra le varie specialità artigianali ci ha proposto la degustazione del “Cotto degli angeli con TARTUFO”: un prosciutto cotto realizzato con il cuore del prosciutto fresco e farcito con vero tartufo bianco e nero. Il risultato di questo abbinamento tra cotto e tartufo è un sapore delicato che lascia poi il posto al gusto deciso del tartufo vero (e si sente!)

Altro stand che abbiamo apprezzato è quello di Castellino , azienda di San Severino Marche (MC) che produce olive ripiene e marinate, verdure grigliate, creme e pesti. Tra le mille golosità presenti nello stand abbiamo provato le ottime olive al ripieno di acciughe e le olive ripiene di crema di pecorino (le producono anche con una crema di parmigiano), oltre ad una salsa da spalmare al sapore funghi e cipolla .

Per quanto riguarda l’artigianato e il turismo, sono presenti gli stand di diversi comuni marchigiani e come sempre non manca lo stand del museo della carta fabrianese, dove è possibile provare dal vivo a realizzare un foglio di carta usando gli strumenti da sempre utilizzati dai mastri cartai fabrianesi. Vale la pena anche visitare gli stand del museo del cappello di Montappone, dove è possibile vedere all’opera le abili signore intente ad intrecciare i cappelli.

Anche l’edizione 2015 di Tipicità ci ha colpito positivamente, ora aspettiamo di vedere cosa ci riserverà l’Expò 2015.

 

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Il mercato italiano del vino: segnali incoraggianti

A pochi giorni dal Vinitaly (22-25 Marzo 2015) arrivano segnali positivi per il mercato del vino dal mercato interno, nonostante il calo dei consumi.

In quantità e valore, il vino italiano che finisce nel mercato interno è la metà del totale prodotto. Un elemento ormai stabilizzato da anni e che fa del mercato interno, quello più importante per i produttori di vino italiani.

Benvengano i successi dei vini italiani all’estero, ma è proprio  il mercato domestico a mantenere un’importanza non solo in termini numerici, ma anche strategici per le cantine del Bel Paese. 
Una buona presenza nel mercato di casa, analizzato dall’Osservatorio di Vinitaly, la rassegna internazionale di riferimento del mondo del vino in programma con la 49ª edizione a Veronafiere dal 22 al 25 marzo, funziona infatti come mezzo di  promozione  verso i mercati esteri. 
Non bisogna tacere, però, sulle difficoltà che pure caratterizzano la vendita del vino in Italia. Da un lato, un sempre maggiore assottigliamento dei consumi interni pro capite, ormai avviati a raggiungere una quota inferiore ai 30 litri all’anno, dall’altro la situazione ancora delicata dell’economia complessiva con influssi negativi anche sul mondo del vino. 
Si notano però, anche segnali in controtendenza che fanno ben sperare per il 2015, soprattutto dai consumi di qualità nelle vendite di vino nella Gdo, come dimostrato dai primi risultati della ricerca IRI per Vinitaly che verrà presentata nel dettaglio lunedì 23 marzo: le bottiglie da 75cl a denominazione d’origine vendute nel 2014 hanno fatto registrare un aumento dell’1,3% in valore. 
Resta comunque il fatto che negli ultimi cinque anni le vendite di vino in Gdo, che ormai veicola il 75% delle bottiglie vendute in Italia, sono calate. Si tratta di quel vino dai margini ristretti, che costa dai 3 euro in giù e che rappresenta l’80% delle vendite della Gdo. Ed anche in questo caso, visto che i volumi non crescono e non cresceranno, sarà sensato cercare di trasferire più valore in quello che si vende, seguendo logiche di qualità e non di quantità, investendo in comunicazione e marketing. 

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Proprio in questa debolezza della Gdo, s’innesca la rinascita del canale vendita delle enoteche, che sfrutta da un lato la crescita in Italia delle vendite di vini di qualità e dall’altro la possibilità di offrire vendite differenziate, contatto diretto con i produttori, attraverso iniziative costruite ad hoc e una maggiore propensione alla customer satisfaction. 
Si tratta di punti vendita che occupano non più di un 10-13% del mercato del vino italiano (dati Vinarius, l’associazione delle enoteche italiane), ma che potrebbero crescere in questa particolare congiuntura, dove si cerca di spendere meno, ottimizzando l’investimento. 
Le enoteche già si sono adattate ed evolute, puntando su nuovi servizi, come quello ai ristoranti che chiedono poche bottiglie ma in pronta consegna. In generale le enoteche sanno rispondere meglio alle esigenze di un consumatore che, spaesato dall’enorme offerta della Gdo, trova nel personale professionalità e consigli. Anche perché, in Italia, solamente un consumatore su dieci ha le conoscenze per orientarsi in autonomia davanti ad uno scaffale di etichette. 

Servizio Stampa Veronafiere
Tel.: + 39.045.829.82.42 – 82.85 
E-mail: pressoffice@veronafiere.it 
Twitter: @pressVRfiere
Web: www.vinitaly.com

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Tipicità 2015: scopri i sapori marchigiani, il 7-8-9 Marzo a Fermo (FM)

Con il patrocinio di EXPO 2015, si svolge a Fermo dal 7 al 9 marzo, Tipicità 2015, un’autentica immersione nel gusto. Non una fiera, ma un viaggio da vivere da protagonisti, con il Marche style, accompagnati da sapori e paesaggi di questa straordinaria regione!

Oltre 50 eventi, da scegliere e gustare, tra agricoltura, turismo, cultura e griffe del saper fare, insieme all’incontro con altre identità e gusti, italiani e stranieri.

Il viaggio prosegue tra cooking-show con grandi chef, biodiversità e biologico, confronti con le cucine di realtà italiane ed internazionali, il cibo tra passato e futuro con esperti nutrizionisti, focus su benessere e buon vivere.

In prima linea, a Tipicità 2015, tutte le tradizionali ghiottonerie marchigiane, naturalmente, ma anche birra agricola, produzioni bio, cioccolato d’autore accanto a zafferano, anice verde e mela rosa dei Sibillini. In rilievo i vini del “Vigneto Marche” e le prelibatezze d’autore, proposte direttamente dai produttori: olive ascolane, ciauscolo, maccheroncini di Campofilone, salame di Fabriano, miele, formaggi pecorini e caprini, vino cotto, marmellate, tartufi, legumi e cereali, olio extravergine d’oliva ed anche il buon pesce dell’Adriatico.

Il goloso “menù a la carte” di Tipicità è completato da due allettanti proposte basate sul fascino del Made in Italy, un brand che esercita un’attrazione irresistibile in tutto il mondo: Art & Genius, articolato in percorsi dedicati al “saper fare” ed all’artigianato di qualità, con opportunità di shopping tra le “griffe” della Made in Marche Gallery; Tipicità EXPerience, originale Salone nel quale i paesi e i borghi delle Piccole Italie offrono una proposta alternativa di viaggio ed un ricco palinsesto di eventi per il periodo di EXPO 2015.

Info su www.tipicita.it

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Intervista a Raffaello: enologo, enogastrocurioso e blogger

 

1) Potresti dirci, in poche righe, come è nata l’idea di creare il blog CulturAgroalimentare ?

Era Luglio del 2013 e stavo seguendo i corsi di un Master in Agrifood Management. Una delle relatrici parlava dell’importanza di avere un blog e dava idee su come svilupparlo….e lì mi venne l’idea! Inizialmente volevo usare il mio blog esclusivamente come mezzo “di ripasso” per le lezioni, da poco concluse, del secondo livello del corso per diventare sommelier e per narrare qualche aneddoto o approfondire tematiche legate al mondo del vino.
I blog incentrati su questo prodotto, però, erano già parecchi e non ritenevo fosse giusto limitarmi a parlare solo di argomenti che avessero a che fare con le mie competenze acquisite con Laurea in Enologia e con i vari corsi da sommelier ed assaggiatore di vino. Volevo poter sfruttare anche la mia Laurea principale: quella in Tecnologie Alimentari, oltre a parlare anche di olio, dato che sono un assaggiatore iscritto alla Camera di Commercio di Ancona…. e così, anche con una certa dose di ambizione, è nato CulturAgroalimentare.com

2) La “mission” del tuo progetto è legata al tuo desiderio di condividere la passione per il vino e per il cibo di qualità. In tempi in cui si sente spesso parlare di scandali nel settore alimentare (un esempio per tutti, le “mozzarelle blu” di qualche anno fa), è difficile, per il consumatore medio, riuscire a riconoscere un prodotto di qualità da uno mediocre?

Difficile se non impossibile…. Tempo fa sentivo un medico criticare un olio che “gli pizzicava in gola…” Il nostro “amico”, a quanto pare, non sapeva che il piccante e l’amaro sono due indizi della qualità di un olio, poichè legati al contenuto polifenolico. Se l’ignoranza parte da chi dovrebbe, invece, essere un po’ una guida per il consumatore, tutto diventa più difficile….
Mettiamoci anche che la Globalizzazione permette a prodotti dalla dubbia qualità di arrivare sugli scaffali dei nostri negozi a prezzi estremamente competitivi, ecco che diventa sempre più arduo tenere fede al principio di Ippocrate che vorrebbe che “il cibo sia la nostra medicina”.

3) Siti come il tuo, in cui i vari prodotti vengono analizzati in modo rigoroso possono essere d’aiuto per indirizzare il consumatore verso produttori affidabili ed educarlo dal punto di vista agroalimentare. Dovendo valutare la qualità dei prodotti, in base alla tua esperienza, che voto complessivo daresti ai produttori locali che hai incontrato? Sono mediamente attenti a curare la qualità dei loro prodotti?

In questo primo anno e mezzo mi sono concentrato quasi esclusivamente sui vini, anche grazie alle competenze abbastanza approfondite in materia di analisi sensoriale e degustazione sviluppate negli anni. Tuttavia, non mi dispiacerebbe affatto assaggiare anche oli d’oliva ed altri prodotti, per poter dare spunti utili a tutti gli “enogastrocuriosi” come me.
E’ chiaro che, se potessi vivere esclusivamente della mia passione per la comunicazione del mondo agroalimentare, concentrandomi sulle fiere di settore, sulle visite alle aziende e sulle degustazioni, potrei approfondire molto di più tanti aspetti interessanti legati al mondo del Food & Beverage.
Tuttavia, anche grazie agli eventi in cui sono stato coinvolto come blogger, posso dire che l’Italia è senza dubbio una delle zone del mondo più gratificanti per i palati esigenti e noi che viviamo tra le Marche e l’Abruzzo, siamo senz’altro molto fortunati: dal Montepulciano d’Abruzzo del Teramano, al Tartufo di Acqualagna, passando per il Vin Cotto del Maceratese ed il Verdicchio della Valle dell’Esino…. Abbiamo produttori attenti alla cura del dettaglio ed alla valorizzazione delle tipicità. Elementi fondamentali per difendersi da chi cerca di immettere sul mercato solo prodotti low cost, provenienti da fabbriche dislocate ben lontane dal nostro Paese.

4) Parlare di qualità spesso in passato significava rivolgersi ad una clientela di livello medio-alto, persone che possono permettersi di spendere di più rispetto al comune consumatore. Pensi che questo discorso sia sempre valido ed addirittura enfatizzato dalla crisi economica? Oppure anche il consumatore medio ha iniziato ad interessarsi alla qualità del cibo che mette nel carrello della spesa, privilegiando magari produttori locali?

Penso che pochi mesi fa ho partecipato ad una serie di eventi in cui ho capito quanto siamo fortunati a poterci permettere la Sardina dell’Adriatico: il miglior esempio di come non sempre sia necessario svenarsi per portare in tavola qualcosa che sia al contempo buono e salutare.
Caviale, sushi e sashimi ed altre mode provenienti da altri paesi, stanno facendo in parte cambiare i gusti degli Italiani, in parte convincendoci che sia buono solo ciò che è “trendy” e che, ovviamente, ha un costo abbastanza elevato.
Sicuramente la contrazione economica che viviamo da ormai troppo tempo, ha portato la maggior parte di noi a puntare i prezzi più bassi segnalati sugli scaffali dei Discount, prestando meno attenzione a tutto ciò che è riportato in etichetta.
Per vincere le difficoltà di questo periodo, possiamo ricercare idee utili anche nei programmi di cucina che sono ormai trasmessi su ogni canale: prendiamo spunti ed idee per realizzare a casa piatti “da leccarsi i baffi“. E’ possibile. Con il km zero e l’attenzione al produttore, tutti, dal consumatore medio a quello più istruito fino a quello che non ha problemi di denaro, possiamo trattarci bene, alimentando l’economia della zona in cui viviamo e mettendo in tavola qualcosa di sano e gustoso.
Particolarmente importante è, in questo momento, il ruolo della Ristorazione che deve costantemente rinnovarsi ed aggiornarsi, proponendo piatti legati al territorio, realizzati con materie prime semplici, ma imbattibili: spezie, erbe aromatiche, pesce o carne, a seconda della zona, farine italiane.

5) Puoi dirci quale è il tuo vino preferito tra tutti quelli che hai assaggiato e a quali piatti della tradizione locale ti piace abbinarlo? Magari senza dirci il nome dell’azienda che lo produce!

Io sono un amante di tutti quei vini caldi e profumati, ideali da bere da soli o con qualche dolce…. Quindi passiti e vino cotto… Da buon marchigiano, nato a Jesi, sono un fan del Verdicchio, con un debole per la Lacrima.
Il vino migliore in assoluto, però, è il prossimo….
Quello che ancora non ho assaggiato.
Perchè la vita è una ricerca continua e la vite è un dono di Dio agli uomini, che devono saperla amare ed utilizzare nel miglior modo possibile.
Abitando ad Ancona, sono sempre molto contento quando c’è dell’ottimo pesce sulla mia tavola, quindi, a seconda della cottura, un bel Verdicchio importante oppure una fresca bollicina! Anche un Prosecco, purchè DOCG!

6) Puoi darci qualche anticipazione su nuove rubriche che hai in programma di inserire nel tuo blog?

Prima di tutto, un progetto: il Circuito CulturAgroalimentare. Un numero ristretto di Aziende che realizzino prodotti di qualità, da conoscere e comunicare sul mio blog e sugli altri siti sui quali posso scrivere. Vorrei diventare ambasciatore, in Italia e non solo, di quelle realtà che hanno passione, ambizione e voglia di emergere, per aiutarle a comunicare più efficacemente il valore del loro Brand e dei loro prodotti.
In secondo luogo, vorrei riuscire ad inserire nel mio blog, una rubrica video, di approfondimento sul mondo del vino e sulla degustazione. Per dare a tutti, con filmati brevi e semplici, le nozioni principali per capire ciò che mettiamo nel bicchiere.
Per il resto….restate connessi e mettete il vostro like sulla pagina facebook di CulturAgroalimentare!
In fin dei conti, l’unico limite, è la nostra fantasia…!

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Convegno: L’antico birrificio d’Abruzzo

Convegno Birra d abruzzoSabato 6 dicembre 2014 alle 16:30, presso la Delegazione comunale di Villa Scontrone (AQ) si terrà il convegno Birra d’Abruzzo: una storia per il futuro, con il patrocinio del Comune di Scontrone, della Regione Abruzzo, dell’associazione Borghi autentici d’Italia e di Slow Food Abruzzo e Molise.

Il convegno presenta le ricerche d’archivio e i materiali inediti relativi all’antico birrificio d’Abruzzo, un’eccellenza di inizio ‘900 poi acquisito dalla Peroni e ormai in disuso da quasi un secolo.

Assieme ad esperti di botanica, comunicazione e marketing e imprenditori del settore, a Maria Santucci, l’archivista che ha riportato a conoscenza dell’opinione pubblica il birrificio, a Erika Iacobucci e Ileana Schipani, assessore e sindaco del Comune di Scontrone, e all’assessore all’agricoltura della Regione Abruzzo Dino Pepe, discuteremo del passato del birrificio ma anche delle opportunità future per il territorio e per chi vorrà investire, non solo in questo settore ma anche nel recupero dell’antico birrificio.

 

 

PROGRAMMA

Saluti
Ileana Schipani, sindaco del Comune di Scontrone
Erika Iacobucci, consigliere comunale con delega alla cultura

Intervengono
Maria Domenica Santucci, bibliotecaria di Castel di Sangro
“La Birra d’Abruzzo tra memoria e scrittura”
Aurelio Manzi, naturalista e botanico
“Le antiche torbiere in Abruzzo ed il loro interesse naturalistico e storico”
Chiara Patitucci, addetta alla comunicazione Slow Food Pescara e Slow Food Abruzzo e Molise
“La comunicazione nel settore enogastronomico e il ruolo di Slow Food”
Marinella Di Ianni, imprenditrice di Castel di Sangro
“Dalla stessa acqua del pantano, un’altra birra… abruzzese”
Stefano Lucchini, vicepresidente Borghi Autentici d’Italia
“L’esperienza della birra Zahre di Sauris (Udine)”

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Dino Pepe, assessore alle Politiche Agricole della Regione Abruzzo

Modera
Vittorio Di Guilmi, giornalista

A seguire, degustazioni di birre artigianali nel borgo con prodotti tipici e intrattenimento musicale.

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“iSensi” dell’Aceto Balsamico: appuntamento a Dozza

 

A Monte del Re, il 17 novembre, una giornata di approfondimento e di analisi sensoriale. In serata una cena preparata da quattro fra i migliori chef dell’Emilia Romagna: Emilio Barbieri, Umberto Cavina, Andrea Vezzani, Luca Marchini

 

atlante food valleyiSENSI” è il titolo dell’importante progetto realizzato dall’Associazione CheftoChef – emiliaromagnacuochi per costruire, attraverso un percorso in 15 tappe che si concluderà nel 2016, un Atlante Gastronomico della food valley, ossia dei prodotti di qualità dell’Emilia Romagna . Monte del Re a Dozza (BO), è la splendida cornice che ospita i vari appuntamenti del progetto.

 

Dopo la prima tappa dedicata alla scoperta di mele e pere dell’Emilia Romagna, il viaggio prosegue lunedì 17 novembre, dalle 15.30, con una delle eccellenze regionali che tutto il Mondo c’invidia: l’Aceto Balsamico. Questo celebre prodotto, che certo non ha bisogno di presentazioni, sarà al centro di analisi sensoriali e loro applicazione attraverso tecniche e concetti della cucina d’autore degli chef più quotati della regione. «E’ una ricchezza familiare delle nostre storiche aziende agricole che di generazione in generazione hanno saputo tramandare l’antica lavorazione del mosto e l’affinamento lungo un quarto di secolo, per garantire nel tempo un aceto balsamico di alta qualità. Tecniche millenarie che si prestano tuttavia a nuove e molteplici applicazioni in cucina, per un mercato di nicchia che si innova e rinnova», osserva Confagricoltura Emilia Romagna che nel progetto rappresenta il mondo della produzione.

 

Presenta e conduce la giornata Mario Gambigliani Zoccoli, produttore di Aceto Balsamico Tradizionale e socio di “CheftoChef”. Il professor Davide Cassi, Università di Parma, interverrà su storia, caratteristiche e analisi sensoriali sugli aceti balsamici tradizionali, IGP dell’Emilia-Romagna e condimenti. Interverranno produttori, rappresentanti di consorzi, esperti di analisi sensoriali, chef e gourmet.

Seguiranno le analisi sensoriali per dimostrare la qualità dei prodotti eccellenti della regione e si proseguirà in cucina per validare i risultati con alcuni grandi chef, cui sarà poi affidata anche la preparazione della cena (ore 20): Emilio Barbieri di Strada Facendo di Modena, Umberto Cavina padrone di casa di Monte del Re, Andrea Vezzani di Ca’ Matilde di Quattro Castella (RE) e Luca Marchini de L’Erba del Re sempre di Modena.

 

Per informazioni sulle modalità di partecipazione alla sessione pomeridiana e/o alla cena (entrambe aperte al pubblico): isensi@cheftochef.eu, oppure Luigi Franchi 331 6872138 e Franco Chiarini 347 7827175.

 

Caratteristiche fondamentali del progetto “iSENSI”:

– integrare la logica delle denominazioni (DOP, IGP, ecc.) con una verifica costante della qualità dei prodotti e con l’assunzione di responsabilità dei professionisti della filiera;

– l’analisi “scientifica” dei prodotti come strumento conoscitivo su cui innestare il massimo di espressione sensoriale soggettiva, creativa, emozionale;

– un’analisi sensoriale sulle/delle materie prime nelle diverse specificità integrata con l’analisi dei prodotti nella loro elaborazione in cucina.

 

I risultati che scaturiranno da questo percorso permetteranno di:

– avviare un costante rapporto fra tecnici/analisti e chef per costruire un’attività permanente rivolta all’innovazione, all’analisi dei prodotti e alla loro elaborazione in cucina;

– produrre materiale di divulgazione scientifica e video da proiettare a EXPO 2015;

– costruire mappe agili ma precise, semplici ma ricche d’informazioni e indicazioni sul “dove andare per capire, gustare e acquistare” prodotti eccellenti, anche a fini turistici.

 

“iSENSI” è un progetto CheftoChef con C.R.P.A, C.R.P.V., Dinamica, Astra, in collaborazione con Unioncamere Emilia-Romagna, Regione Emilia-Romagna, Confagricoltura Emilia-Romagna.

CheftoChef – emiliaromagnacuochi(www.cheftochef.eu) è l’associazione di cuochi e patron dell’Emilia Romagna, dei professionisti del gusto attenti alla qualità dei prodotti e al coinvolgimento dei consumatori. Oltre agli chef sono associati anche i migliori produttori e fornitori di prodotti agroalimentari e i gourmets di riferimento. Presidente dell’associazione è Igles Corelli, Vicepresidente Massimo Bottura.

 

Ufficio stampa CheftoChef: Pierluigi Papi, tel. 338 3648766 info@pierluigipapi.com

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Tartufesta 2014: sapori autunnali dell’appennino bolognese

Tutto pronto per  Tartufesta 2014 : il viaggio tra i sapori dei colli bolognesi e il suo territorio.

Eventi, menù, mercatini e degustazioni dei deliziosi prodotti dell’autunno, ormai già abbondanti nei territori dell’Appennino bolognese, che ogni anno animano la tradizionale Tartufesta.

La manifestazione che apre le porte all’autunno sui dolci colli dell’Appennino, ogni anno nei mesi di ottobre e novembre,  accoglie migliaia di visitatori da tutt’Italia, offrendo un modo originale per trascorrere una giornata tra i profumi e i sapori indimenticabili della tradizione enogastronominca emiliana.

Tartufesta 2014 si svolge nei giorni 01/11/2014, 02/11/2014, 09/11/2014, 16/11/2014

Orario: nei giorni festivi da mattina a sera.

 

Programma:

GLI APPUNTAMENTI DI NOVEMBRE

TARTUEVENTI
Sabato 1 e domenica 2 Camugnano
Sabato 1 e domenica 2 Sasso Marconi
Domenica 2 Savigno (Valsamoggia)
Domenica 9 Savigno (Valsamoggia)
Domenica 16 Savigno (Valsamoggia)

TARTUMENU’

Sabato 1 e domenica 2 novembre Sasso Marconi
Agriturismo L’ISOLA DEL SASSO
via Gamberi, 50
tel 051 6751646

Agriturismo IL MONTE
Via Castello, 59
tel 051 67554226

L’ISOLA DEL GUSTO
piazza dei Martiri
tel. 051 845741

CA’ VECCHIA
via Maranina, 9
tel. 051 6751816

OSTERIA DEI SANI
via Porrettana, 324
tel. 051 6751866

ANTICA HOSTERIA DI BADOLO
via Brento, 2/4
tel. 051 847506

domeniche 2, 9 e 16 novembre Sasso Marconi
Trattoria Magna e Bevi
Piazza XV Agosto, 36
Tel ‎051 6708289 – 347 9009328

Trattoria LA GHIOTTONA
Via Marconi, 39
Tel 051 6708012

Albergo trattoria STELLA D’ORO
Via della Libertà, 18
Tel 051 6708044

Bar trattoria AL CENTRALE
P.zza XV Agosto 8
Tel 051 6708612

Trattoria LINA
Via Samoggia 2109
Tel 051 6708025

Trattoria DA AMERIGO
Via Marconi, 16
Tel 051 6708326

Osteria Ristorante IL TAGLIERE
Via Bortolani 953/967 – Bortolani
Tel 051 6706034

Osteria AL PORTONE
Via Faggeto 364/B, loc. Vedegheto
Tel 389 8319707

Pizzera Ristorante LA SPARTURA
Via della Libertà 63
Tel 051 6708021

Agriturismo LA MARINA
Via Coste, 1532, loc. Samoggia
Tel 339 3829023

TARTUVISITE
Domenica 2 novembre – Museo Marconi
Visita guidata al Museo Marconi. Ore 10.00 – Villa Griffone, via Celestini 1 Località Pontecchio Marconi. Costo €3 adulti, gratuito per i bambini fino a dodici anni. Prenotazione obbligatoria entro giovedì 30 Ottobre al numero: 051 846121

Ingresso: gratuito
Punti informazioni e prenotazioni

Comune di Lizzano in Belvedere (Informazioni)
Piazza Marconi, 6 – 40042 Lizzano in Belvedere (BO) – Tel: ++39 0534 51024 – Fax: ++39 0534 51536
Orario giorni feriali:

dalle 7.30 alle 13.30
Orario giorni festivi:

chiuso

 

INFO:
info@comune.lizzano.bo.it

Sito Tartufesta2014

 

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