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Presentazione guida Slow Wine 2016 di Slow Food editore

Martedì 24 novembre a Pescara sarà presentata l’edizione 2016 della guida Slow Wine di Slow Food Editore, ormai testo di riferimento per gli amanti del vino.
100 cene per Slowine, organizzata quest’anno presso il ristorante Paneolio in Via Caboto a Pescara, si conferma un momento importante per la conoscenza di produttori più e meno affermati che producono vino con standard di qualità elevata nonché come evento  per la degustazione di ottimi vini. Durante la serata verranno proposte, selezionate da Slow Food, cinque etichette (più altre a sorpresa) che si sono distinte nella guida come Vino Quotidiano, Vino Slow e Vino Oro, in accompagnamento ai prelibati piatti preparati per noi dallo Chef Mattia Blasioli. 
L’evento è organizzato in contemporanea in numerose città italiane con il nome di 100 cene per Slowine e raccoglie a tavola più di 3000 persone. Il format prevede una cena in un ristorante o osteria del circuito Slow Food (Cuochi dell’Alleanza oppure Osterie d’Italia), una selezione di vini effettuata in collaborazione con la sede centrale in Piemonte e una copia della guida in omaggio ai partecipanti.

Porteranno la loro esperienza due celebri produttori abruzzesi: Rocco Pasetti dell’azienda agricola Contesa Francesco Cirelli dell’azienda agricola Cirelli, produttore di vini biologici.

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Tipicità 2015, ecco cosa abbiamo apprezzato di più.

logo-tipicitaTipicità, appuntamento ormai giunto alla 23esima edizione, è un evento di rilevanza nazionale, lo testimonia la presenza di espositori che arrivano da tutto il Paese e dai seminari che si svolgono a Fermo nei tre giorni della manifestazione (nel nostro caso: 7-8-9 Marzo 2015). L’evento di apertura ha visto la presenza del presidente dell’ ANCI, Piero Fassino, del responsabile delle relazioni istituzionali di Expo2015, Matteo Mauri e di molte autorità locali..e anche internazionali (come l’ambasciatrice della Malesia, paese “ospite” dell’edizione 2015 di Tipicità)

Non a caso Tipicità è stato descritto dai relatori come un evento che assomiglia molto  a quello che sarà Expo 2015, ancora una volta abbiamo quindi fatto un giro più che volentieri tra le decine di stand enogastronomici ed abbiamo assistito agli interessanti seminari (tra cui quello dell’ ONAV su: uomo e  terroir)

E veniamo subito al dunque: ovvero quali prodotti abbiamo assaggiato e abbiamo maggiormente apprezzato; da precisare che a Tipicità, che ormai seguiamo da qualche anno, abbiamo trovato molte diverse conferme (ovvero prodotti di cui avevamo già notato la qualità nelle scorse edizioni) : a partire dallo stand di Sergio Catalini in cui il simpatico Sergio (con l’immancabile cappello da cowboy) e signora, accolgono i visitatori proponendo il loro celebre “vino cotto” invecchiato 12 anni oltre alle deliziose marmellate e alla frutta sciroppata che producono nella loro azienda sulla Valdaso. Altra conferma è la Cantina Pantaleone, realtà biologica ascolana che si sta riscuotendo successo anche grazie ai premi vinti a livello nazionale negli ultimi anni; piacevole sorpresa invece è stata la Cantina Di Ruscio, realtà fermana (Campofilone) che ci ha consentito di degustare un gradevole “Rosso del  poeta” : un Rosso Piceno DOC/DOP affinato in barrique.

Dal vino passiamo alla gastronomia marchigiana, dove il suino è presente in mille forme, dalla porchetta alla coppa, lonza, salsiccia, ciauscolo. Ci ha piacevolmente sorpreso lo stand “Magrì “, che tra le varie specialità artigianali ci ha proposto la degustazione del “Cotto degli angeli con TARTUFO”: un prosciutto cotto realizzato con il cuore del prosciutto fresco e farcito con vero tartufo bianco e nero. Il risultato di questo abbinamento tra cotto e tartufo è un sapore delicato che lascia poi il posto al gusto deciso del tartufo vero (e si sente!)

Altro stand che abbiamo apprezzato è quello di Castellino , azienda di San Severino Marche (MC) che produce olive ripiene e marinate, verdure grigliate, creme e pesti. Tra le mille golosità presenti nello stand abbiamo provato le ottime olive al ripieno di acciughe e le olive ripiene di crema di pecorino (le producono anche con una crema di parmigiano), oltre ad una salsa da spalmare al sapore funghi e cipolla .

Per quanto riguarda l’artigianato e il turismo, sono presenti gli stand di diversi comuni marchigiani e come sempre non manca lo stand del museo della carta fabrianese, dove è possibile provare dal vivo a realizzare un foglio di carta usando gli strumenti da sempre utilizzati dai mastri cartai fabrianesi. Vale la pena anche visitare gli stand del museo del cappello di Montappone, dove è possibile vedere all’opera le abili signore intente ad intrecciare i cappelli.

Anche l’edizione 2015 di Tipicità ci ha colpito positivamente, ora aspettiamo di vedere cosa ci riserverà l’Expò 2015.

 

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Il mercato italiano del vino: segnali incoraggianti

A pochi giorni dal Vinitaly (22-25 Marzo 2015) arrivano segnali positivi per il mercato del vino dal mercato interno, nonostante il calo dei consumi.

In quantità e valore, il vino italiano che finisce nel mercato interno è la metà del totale prodotto. Un elemento ormai stabilizzato da anni e che fa del mercato interno, quello più importante per i produttori di vino italiani.

Benvengano i successi dei vini italiani all’estero, ma è proprio  il mercato domestico a mantenere un’importanza non solo in termini numerici, ma anche strategici per le cantine del Bel Paese. 
Una buona presenza nel mercato di casa, analizzato dall’Osservatorio di Vinitaly, la rassegna internazionale di riferimento del mondo del vino in programma con la 49ª edizione a Veronafiere dal 22 al 25 marzo, funziona infatti come mezzo di  promozione  verso i mercati esteri. 
Non bisogna tacere, però, sulle difficoltà che pure caratterizzano la vendita del vino in Italia. Da un lato, un sempre maggiore assottigliamento dei consumi interni pro capite, ormai avviati a raggiungere una quota inferiore ai 30 litri all’anno, dall’altro la situazione ancora delicata dell’economia complessiva con influssi negativi anche sul mondo del vino. 
Si notano però, anche segnali in controtendenza che fanno ben sperare per il 2015, soprattutto dai consumi di qualità nelle vendite di vino nella Gdo, come dimostrato dai primi risultati della ricerca IRI per Vinitaly che verrà presentata nel dettaglio lunedì 23 marzo: le bottiglie da 75cl a denominazione d’origine vendute nel 2014 hanno fatto registrare un aumento dell’1,3% in valore. 
Resta comunque il fatto che negli ultimi cinque anni le vendite di vino in Gdo, che ormai veicola il 75% delle bottiglie vendute in Italia, sono calate. Si tratta di quel vino dai margini ristretti, che costa dai 3 euro in giù e che rappresenta l’80% delle vendite della Gdo. Ed anche in questo caso, visto che i volumi non crescono e non cresceranno, sarà sensato cercare di trasferire più valore in quello che si vende, seguendo logiche di qualità e non di quantità, investendo in comunicazione e marketing. 

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Proprio in questa debolezza della Gdo, s’innesca la rinascita del canale vendita delle enoteche, che sfrutta da un lato la crescita in Italia delle vendite di vini di qualità e dall’altro la possibilità di offrire vendite differenziate, contatto diretto con i produttori, attraverso iniziative costruite ad hoc e una maggiore propensione alla customer satisfaction. 
Si tratta di punti vendita che occupano non più di un 10-13% del mercato del vino italiano (dati Vinarius, l’associazione delle enoteche italiane), ma che potrebbero crescere in questa particolare congiuntura, dove si cerca di spendere meno, ottimizzando l’investimento. 
Le enoteche già si sono adattate ed evolute, puntando su nuovi servizi, come quello ai ristoranti che chiedono poche bottiglie ma in pronta consegna. In generale le enoteche sanno rispondere meglio alle esigenze di un consumatore che, spaesato dall’enorme offerta della Gdo, trova nel personale professionalità e consigli. Anche perché, in Italia, solamente un consumatore su dieci ha le conoscenze per orientarsi in autonomia davanti ad uno scaffale di etichette. 

Servizio Stampa Veronafiere
Tel.: + 39.045.829.82.42 – 82.85 
E-mail: pressoffice@veronafiere.it 
Twitter: @pressVRfiere
Web: www.vinitaly.com

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Tipicità 2015: scopri i sapori marchigiani, il 7-8-9 Marzo a Fermo (FM)

Con il patrocinio di EXPO 2015, si svolge a Fermo dal 7 al 9 marzo, Tipicità 2015, un’autentica immersione nel gusto. Non una fiera, ma un viaggio da vivere da protagonisti, con il Marche style, accompagnati da sapori e paesaggi di questa straordinaria regione!

Oltre 50 eventi, da scegliere e gustare, tra agricoltura, turismo, cultura e griffe del saper fare, insieme all’incontro con altre identità e gusti, italiani e stranieri.

Il viaggio prosegue tra cooking-show con grandi chef, biodiversità e biologico, confronti con le cucine di realtà italiane ed internazionali, il cibo tra passato e futuro con esperti nutrizionisti, focus su benessere e buon vivere.

In prima linea, a Tipicità 2015, tutte le tradizionali ghiottonerie marchigiane, naturalmente, ma anche birra agricola, produzioni bio, cioccolato d’autore accanto a zafferano, anice verde e mela rosa dei Sibillini. In rilievo i vini del “Vigneto Marche” e le prelibatezze d’autore, proposte direttamente dai produttori: olive ascolane, ciauscolo, maccheroncini di Campofilone, salame di Fabriano, miele, formaggi pecorini e caprini, vino cotto, marmellate, tartufi, legumi e cereali, olio extravergine d’oliva ed anche il buon pesce dell’Adriatico.

Il goloso “menù a la carte” di Tipicità è completato da due allettanti proposte basate sul fascino del Made in Italy, un brand che esercita un’attrazione irresistibile in tutto il mondo: Art & Genius, articolato in percorsi dedicati al “saper fare” ed all’artigianato di qualità, con opportunità di shopping tra le “griffe” della Made in Marche Gallery; Tipicità EXPerience, originale Salone nel quale i paesi e i borghi delle Piccole Italie offrono una proposta alternativa di viaggio ed un ricco palinsesto di eventi per il periodo di EXPO 2015.

Info su www.tipicita.it

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Imprese artigiane e credito, dati preoccupanti.

Crolla il credito, diminuiscono gli artigiani, nel Piceno -1,5%

 

Ancora segnali allarmanti dal mondo artigiano. La Confartigianato di Ascoli Piceno, sulla base dei dati forniti dal centro studi, ha correlando la consistenza delle imprese artigiane con la dinamica tendenziale dei prestiti concessi all’artigianato. Emerge un quadro a tinte fosche dove alla diminuzione del credito corrisponde una diminuzione delle imprese: lo scorso anno nel piceno le imprese artigiane sono diminuite del 2,1% (pari ad un saldo negativo di 130 posizioni).

Da dicembre 2012 a dicembre 2014 la dinamica tendenziale dei prestiti all’artigianato nella Regione Marche è peggiorata. A settembre 2014 il dato era in calo del 4,6%.

Considerando i raggruppamenti settoriali, sono i comparti delle Costruzioni e del Manifatturiero a presentare maggiore difficoltà nella regione Marche: il primo con un tasso di sviluppo del -2,6%, il secondo del -1,4%. Meno intense le diminuzioni nei Servizi alle imprese con il -0,9%, andamento stazionario Servizi alle persone. In tutti i macrosettori si registra un miglioramento rispetto al 2013. Il più intenso nei Servizi alle persone (era -0,8%), seguono le Costruzioni (era -3,1%), i Servizi alle imprese (era -1,2%) e il Manifatturiero (-1,5%).

Alla fine del 2014, le imprese artigiane registrate della regione Marche sono 48.301. Di queste, il 24,9% si concentra nella provincia di Ancona, segue Pesaro-Urbino con il 24,6%, Macerata con il 23,1%, Fermo con il 14,7% e Ascoli Piceno con il 12,7%.

Considerando il dettaglio settoriale, a livello regionale il 29,0% delle 48.301 imprese artigiane registrate alla fine del 2014 opera nel Manifatturiero. Tale incidenza è superiore alla media nazionale (23,5%), colloca le Marche al 1° posto in Italia (seguita da Toscana 28,3% e dal Veneto 26,5%) e conferma una forte specializzazione dell’artigianato nella nostra regione in tale comparto. Più di due terzi (34,7%) sono le registrate nelle Costruzioni (media nazionale 38,8%), seguono i Servizi alle persone (22,3%, media nazionale 23,9%) e i Servizi alle imprese (12,8% in linea al dato Italia).

Nelle Marche si contano 3,1 imprese ogni 100 abitanti, incidenza superiore alla media nazionale (2,3 imprese/100ab.). Nel dettaglio provinciale, al primo posto Fermo con 4,0 imprese artigiane ogni 100 abitanti, segue Macerata con 3,5 imprese ogni 100 abitanti, Pesaro-Urbino con 3,3 imprese ogni 100 abitanti, Ascoli Piceno con 2,9 imprese ogni 100 abitanti e Ancona con 2,5 imprese ogni 100 abitanti.

Ad Ascoli Piceno a settembre 2014 la variazione dei prestiti all’artigianato ha segnato un -5,1% (rispetto a settembre 2013), mentre a Fermo a settembre 2014 la variazione dei prestiti all’artigianato ha segnato un -4,3% (rispetto a settembre 2013).

Su 110 province italiane ben 70 segnano il trend in peggioramento mentre altre 35 sono stabili; 2 sono in miglioramento (Napoli e Reggio Calabria) e 3 dopo un miglioramento mostrano un peggioramento.

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La moda sposa la scuola: convegno di Federmoda a Chieti

Rilanciare un settore strategico per le piccole imprese abruzzesi, come la moda, facendo leva sull’innovazione ed il rapporto con il mondo della scuola e della formazione. Sono questi gli obiettivi della manifestazione, organizzata da Cna Federmoda Abruzzo, con il patrocinio del Polo ModaInn e della locale Camera di commercio, in programma domani, venerdì 30 gennaio, a Chieti, con inizio alle ore 17, nella Sala Cianfarani del Museo Archeologico della Civitella.

«Il valore della manifestazione, dal titolo “Scuola & Impresa: protagonisti dell’innovazione” – spiega la responsabile di Cna Federmoda Abruzzo, Stefania Silvestri – è testimoniato anche dall’attenzione riservata dalle istituzioni, Regione in testa. Alla tavola rotonda saranno infatti presenti gli assessori regionali Marinella Sclocco e Giovanni Lolli, che si confronteranno con le imprese su alcune proposte specifiche destinate al rilancio del comparto della moda; proposte, in particolare, che riguardano agevolazioni a sostegno diretto delle imprese e l’incremento di efficienza delle attività formative».

Al confronto sul destino della moda abruzzese – ma molti dei temi che saranno affrontati nel forum teatino interessano l’intero tessuto produttivo della nostra regione – con Sclocco e Lolli, prenderanno parte anche il presidente regionale di Cna Federmoda Abruzzo, Giovanni Di Michele, e la presidente del Polo ModaInn, Cecilia Greco.

E proprio la possibile “alleanza” con il mondo della scuola e della formazione, rappresenterà uno dei punti di forza della manifestazione di Chieti: al Cianfarani arriveranno infatti i rappresentanti di diversi istituti scolastici abruzzesi (Pomilio e Nicola da Guardiagrele di Chieti; Moretti di Roseto; Università del design di Pescara) che presenteranno al pubblico i lavori realizzati nel settore della moda. Il Polo ModaInn, seguendo la tradizione dei distretti industriali italiani, ha raccolto l’esperienza delle migliori eccellenze locali del settore tessile-abbigliamento, della pelletteria e delle calzature, oltre che dell’arte orafa, presenti nelle diverse aree abruzzesi, con l’obiettivo di promuovere la presenza del Made in Italy sui mercati nazionali e internazionali, accrescere i processi di innovazione, favorire l’accesso al credito.

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Premio “Maestro dell’Artigianato” a Roma, ecco come partecipare

Il Premio “Maestro dell’Artigianato” è un riconoscimento ufficiale che Roma Capitale conferisce alle imprese di Roma e provincia per il loro contributo alla crescita dell’economia del territorio.

A tal fine il Campidoglio ha indetto un bando per assegnare il riconoscimento del titolo onorifico.

Per presentare domanda di partecipazione le imprese dovranno possedere i seguenti requisiti:

  • Essere iscritti all’albo delle imprese artigiane della provincia di Roma, in qualita’ di titolare o socio collaboratore;
  • Aver svolto ininterrottamente un’attivita’ in proprio per un periodo non inferiore a 30 anni;
  • Aver dimostrato nello svolgimento dell’attivita’ un’apprezzata perizia di mestiere;
  • Aver curato la preparazione di giovani apprendisti;
  • Godere di generale stima per condotta civile e per capacita’ professionale.

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Le imprese interessate dovranno compilare il modulo online   entro il 17 novembre.

 

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La CNA di Chieti premia gli studenti meritevoli

Un premio agli studenti più meritevoli, ed in particolare a chi, attraverso la tesi di laurea, abbia descritto la condizione e i problemi dell’artigianato e della piccola e media impresa

Si rinnova anche nel 2014 il tradizionale appuntamento voluto dalla Cna di Chieti, riservato ai figli dei propri associati che nel corso del passato anno scolastico si siano particolarmente distinti nei rispettivi corsi di studio (scuole medie, superiori ed università).

La CNA di Chieti, presieduta da Savino Saraceni e diretta da Letizia Scastiglia, ha messo infatti a disposizione degli studenti più bravi 14 borse di studio, per un importo complessivo di 6mila e 400 euro.

Novità dell’edizione 2014 è però l’ulteriore borsa di studio (per un importo da mille euro) riservata a neo laureati, anche di corsi di studio triennali, che attraverso la propria tesi di laurea abbiano inquadrato i problemi della piccola impresa e dell’artigianato.

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In dettaglio, le borse di studio riservate ai diplomati dell’anno scolastico 2013-2014 sono sei, per un importo di 300 euro ciascuna: requisito richiesto, aver conseguito una votazione non inferiore a 7/10. Sempre sei, ma dell’importo stavolta di 600 euro ciascuna, sono le borse di studio appannaggio dei neo-diplomati di scuola superiore, a condizione che la maturità sia stata ottenuta con una votazione non inferiore a 70/100. Due, infine, da mille euro ciascuna, le borse di studio che andranno ai neo laureati nel corso dell’anno accademico 2013-2014 (o nella sessione straordinaria dell’anno precedente), purché la loro votazione non sia stata inferiore a 100/110. Borse di studio cui si aggiunge – come detto – una terza (stavolta aperta alla partecipazione di studenti non necessariamente figli di associati) dedicata ai problemi della piccola imprese.

Per presentare le domande di partecipazione c’è tempo fino al 31 ottobre prossimo; regolamento e fac-simile delle domande sono disponibili sul sito internet della Cna di Chieti, all’indirizzo www.cnachieti.eu

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Il made in italy vincente nella pelletteria: intervista a Tuscany Leather

Continua il nostro viaggio tra i brand vincenti del made in Italy, stavolta parliamo di pelletteria, andando ad incontrare Tuscany Leather: un brand giovane ma con alle spalle una tradizione molto antica.

 

Cosa significa essere parte della famiglia Tuscany Leather e quando nasce la vostra azienda?
tuscanyLeatherVolterraTuscany Leather nasce nel 2004 come operazione di rebranding di un marchio storico fiorentino,
con l’intento di rilanciare l’alta pelletteria italiana sui mercati internazionali.
In questo, la famiglia Tuscany Leather vuol essere parte attiva di una nuova concezione di branding Made in Italy, anteponendo alle leggi del mercato contemporaneo la cura del cliente e l’esclusività delle proprie creazioni, focalizzando l’offerta aziendale sull’eccellenza di un prodotto che ancora oggi si nutre e si sostiene grazie alle arti della tradizione artigianale.
Navigando sul vostro sito web, i visitatori potranno notare che molte delle vostre creazioni presentano forme tipiche di un antico passato con un tocco di funzionalità moderna. Possiamo dire che questo è il vero punto di forza della vostra azienda? Cosa vi distingue davvero dalle altre imprese italiane che operano nel campo della pelletteria sul nostro territorio?
Attraverso le nostre creazioni desideriamo riproporre ciò che di più bello ci è stato tramandato dalla tradizione dei maestri pellettieri toscani. Per questo molti modelli Tuscany Leather mantengono inalterate le forme tipiche di questa antica arte.tuscanyLeatherVoyager
Tale filosofia di prodotto non ha mai limitato la nostra creatività, ma al contrario continua a incentivare il nostro impegno nella sviluppo di miglioramenti funzionali che ci consentono ad oggi di offrire un prodotto tecnologicamente avanzato per soddisfare le moderne esigenze della quotidianità.
Riteniamo fondamentale il confronto con la nostra clientela perchè parte attiva nello sviluppo della creatività.
Questo è senz’altro uno dei nostri punti di forza: il connubio tra la freschezza del cliente che pone suggerimenti e migliorie al prodotto e l’esperienza dei nostri pellettieri che ne realizzano l’idea, trasformando il cliente utilizzatore in progettista e designer.
Inoltre i nostri clienti hanno la possibilità di personalizzare molti dei nostri prodotti:
grazie ad esclusivo impianto di marcatura a laser al momento dell´ordine è possibile richiedere di incidere sul prodotto del testo o della grafica, come ad esempio il proprio nome o un logo.

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C’è un modello di borsa o prodotto che da sempre conferisce un know how specifico alla vostra azienda?
I modelli che più rappresentano il nostro business sono le borse professionali e la valigeria.
tuscanyleather_grandebellezzaPotremmo identificare, come modello esemplificativo, la borsa da viaggio Gladstone, denominata così poichè simile alle borse utilizzate dal Primo Ministro inglese William Ewart Gladstone.
La Gladstone bag ha un forte potere evocativo in noi, poichè richiama lo stile del passato grazie al particolare design dal gusto antico. E’ la tipica borsa da viaggio breve, realizzata completamente in cuoio e caratterizzata per la propria capienza e praticità, tutti aspetti fondamentali che abbiamo voluto far nostri, per il brand Tuscany Leather: alta qualità dei materiali, cura dei dettagli, praticità e capienza.

 

 

Caratteristica della vostra azienda è il trattamento dei pellami attraverso la concia al vegetale: una metodologia che conferisce al pellame una maggiore ecocompatibilità, l’assenza di odore cattivo, ma soprattutto non inquina nel pieno rispetto dell’ambiente. Avete sempre adottato questa metodologia o quando avete sentito il bisogno di lanciarvi in questo processo di riconversione produttiva dal minerale al vegetale, fino a farne una vera filosofia della vostra impresa?
L’impatto ambientale è da sempre una tematica a noi cara poichè da esso derivano, a nostro parere, i presupposti per una politica aziendale giusta che si ripercuote sulla qualità stessa del prodotto finale.
La concia al vegetale è stato il nostro punto di partenza, poichè coniuga tradizione conciaria a standard qualitativi eccellenti ed è stata la naturale scelta produttiva quando ricercavamo procedimenti di lavorazione che esaltassero il pregio dei materiali utilizzati nel rigoroso rispetto del territorio.

Tramandato da generazioni di artigiani, l’utilizzo di sostanze naturali conferiscono ,infatti, al cuoio qualità uniche: tonalità calde che riportano in superficie un’intensità di colori viva ed autentica.
Questo tipo di concia dona al prodotto ulteriori caratteristiche come l’ottima impermeabilità ed un’alta resistenza alle temperature. Infine l’utilizzo nullo di sostanze chimiche riduce al massimo il rischio di allergie e rende possibile lo smaltimento del prodotto senza nuocere all’ambiente.

Rileggendo la vostra storia, vi raccontate come un’azienda che è riuscita a conquistare anche il panorama internazionale perseguendo dei veri valori. Quali sono i valori etici che vi impegnate a trasmettere ogni giorno con i vostri prodotti e che vi hanno consegnato la chiave del successo in questi anni?
Confrontarsi con un panorama internazionale e mantenervi attivo il proprio business richiede un costante impegno nella cura e qualità del prodotto e nella strutturazione di una solida rete di vendita. In questo ci siamo avvalsi delle tecnologie web attraverso le quali il brand Tuscany Leather si è diffuso sui mercati internazionali con il commercio online, permettendoci di diventare i più grandi retailer del nostro marchio.

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Riteniamo però che a questi aspetti debba necessariamente precedere una filosofia aziendale che ponga al centro il cliente instaurando con quest’ultimo un rapporto di fiducia basato sulla trasparenza.
Quando si sceglie di costruire il proprio business attorno ad una distribuzione online occorre infatti riconoscere il valore della tuscanyleather_DETTAGLIO_azzurrocomunicazione, comprendendo ed assecondando le reali esigenze del cliente. In questa scelta commerciale abbiamo fatto nostro il concetto di “vendita etica”, il cui risultato finale possa essere una naturale e concreta fidelizzazione e la prerogativa per una solida web reputation.

Crediamo fermamente nell’importanza di un marketing in cui la relazione tra il cliente e l’azienda debba essere costantemente ottimizzato e l’accrescimento della nostra clientela negli ultimi anni è stato senz’altro favorito dall’utilizzo di social media come strumento di comunicazione attivo costante.

Quali sono i vostri obiettivi futuri, speranze e progetti?
Guardare al futuro è il motore della nostra azienda, poichè nell’innovazione vediamo la ragione stessa della nostra attività aziendale.
Nel perseguire i nostri obiettivi cercheremo di aprirci a nuovi mercati, utilizzando nuovi canali di comunicazione come una tv in streaming attraverso la quale poter presentare al mondo il nostro brand.
A tale scopo è in progetto una seconda sede, non solo per la nostra tv, ma anche per l’ampliamento della nostra logistica, scelta obbligata dal forte incremento di vendite avvenuto negli ultimi anni.
Inoltre saranno potenziati i reparti “core” dell’azienda, come ad esempio i reparti IT, comunicazione e marketing.
Il nostro sogno è che questa tv possa divenire una tv tematica, attraverso la quale diffondere la nostra passione per il territorio e la cultura della nostra regione.
Sperando che tutto questo un giorno si avveri, manteniamo il nostro impegno costante.

 

 

Articolo ed intervista a cura di Monica Casola

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ITS Moda calzature: corso gratuito per tecnici del made in Italy

Sono iniziate le pre-iscrizioni ai nuovi corsi ITS (  ISTRUZIONE TECNICA SUPERIORE )
relativi al percorso  formativo NUOVE TECNOLOGIE PER IL MADE IN ITALY SETTORE MODA CALZATURE . Il corso, che ha l’obiettivo di formare  figure di “TECNICO SUPERIORE PER LA QUALITA’ E L’INNOVAZIONE NELLA PROGETTAZIONE E PRODUZIONE DELLE CALZATURE”   si terrà a Fermo (FM)  a partire da Ottobre 2014 ed è GRATUITO.

Maggiori informazioni e scheda di pre-iscrizione sono disponibili sul sito dell’ ITS MODA CALZATURE

 

NDR:

E’ doveroso ricordare cosa sono gli Istituti Tecnici Superiori (ITS): si tratta di  SCUOLE SPECIALI DI TECNOLOGIA

Costituite di concerto tra il MIUR, il Ministero del Lavoro e il Ministero per lo Sviluppo Economico

 

Gli ITS formano tecnici superiori per:

 

• L’efficienza energetica

• La mobilità sostenibile

• Le nuove tecnologie della vita

• Le nuove tecnologie per il Made in Italy

• Le tecnologie innovative per i beni e le attività culturali

• Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione

 

Gli ITS sono 58 in tutta Italia, suddivisi per vocazione produttiva territoriale e sono l’occasione condivisa per il rilancio dei Distretti industriali. L’ ITS Moda Calzature ha sede nel  fermano: territorio noto a livello internazionale per le sue produzioni calzaturiere d’eccellenza (qui si trovano gli stabilimenti del gruppo Tod’s e Nero Giardini, giusto per citare alcuni brand noti)

I percorsi ITS formano tecnici superiori con una visione di sistema del contesto tecnico e tecnologico in cui operano.

Gli ITS sono in grado di offrire un contributo innovativo per valorizzare le vocazioni del territorio e competere in differenti contesti internazionali,.

 

Nello specifico il TECNICO SUPERIORE possiede competenze:

 

• organizzative e gestionali

• linguistiche, comunicative e relazionali

• economiche e giuridiche

• scientifiche e tecnologiche

 

manifestoweb

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