Intervista a Raffaello: enologo, enogastrocurioso e blogger

 

1) Potresti dirci, in poche righe, come è nata l’idea di creare il blog CulturAgroalimentare ?

Era Luglio del 2013 e stavo seguendo i corsi di un Master in Agrifood Management. Una delle relatrici parlava dell’importanza di avere un blog e dava idee su come svilupparlo….e lì mi venne l’idea! Inizialmente volevo usare il mio blog esclusivamente come mezzo “di ripasso” per le lezioni, da poco concluse, del secondo livello del corso per diventare sommelier e per narrare qualche aneddoto o approfondire tematiche legate al mondo del vino.
I blog incentrati su questo prodotto, però, erano già parecchi e non ritenevo fosse giusto limitarmi a parlare solo di argomenti che avessero a che fare con le mie competenze acquisite con Laurea in Enologia e con i vari corsi da sommelier ed assaggiatore di vino. Volevo poter sfruttare anche la mia Laurea principale: quella in Tecnologie Alimentari, oltre a parlare anche di olio, dato che sono un assaggiatore iscritto alla Camera di Commercio di Ancona…. e così, anche con una certa dose di ambizione, è nato CulturAgroalimentare.com

2) La “mission” del tuo progetto è legata al tuo desiderio di condividere la passione per il vino e per il cibo di qualità. In tempi in cui si sente spesso parlare di scandali nel settore alimentare (un esempio per tutti, le “mozzarelle blu” di qualche anno fa), è difficile, per il consumatore medio, riuscire a riconoscere un prodotto di qualità da uno mediocre?

Difficile se non impossibile…. Tempo fa sentivo un medico criticare un olio che “gli pizzicava in gola…” Il nostro “amico”, a quanto pare, non sapeva che il piccante e l’amaro sono due indizi della qualità di un olio, poichè legati al contenuto polifenolico. Se l’ignoranza parte da chi dovrebbe, invece, essere un po’ una guida per il consumatore, tutto diventa più difficile….
Mettiamoci anche che la Globalizzazione permette a prodotti dalla dubbia qualità di arrivare sugli scaffali dei nostri negozi a prezzi estremamente competitivi, ecco che diventa sempre più arduo tenere fede al principio di Ippocrate che vorrebbe che “il cibo sia la nostra medicina”.

3) Siti come il tuo, in cui i vari prodotti vengono analizzati in modo rigoroso possono essere d’aiuto per indirizzare il consumatore verso produttori affidabili ed educarlo dal punto di vista agroalimentare. Dovendo valutare la qualità dei prodotti, in base alla tua esperienza, che voto complessivo daresti ai produttori locali che hai incontrato? Sono mediamente attenti a curare la qualità dei loro prodotti?

In questo primo anno e mezzo mi sono concentrato quasi esclusivamente sui vini, anche grazie alle competenze abbastanza approfondite in materia di analisi sensoriale e degustazione sviluppate negli anni. Tuttavia, non mi dispiacerebbe affatto assaggiare anche oli d’oliva ed altri prodotti, per poter dare spunti utili a tutti gli “enogastrocuriosi” come me.
E’ chiaro che, se potessi vivere esclusivamente della mia passione per la comunicazione del mondo agroalimentare, concentrandomi sulle fiere di settore, sulle visite alle aziende e sulle degustazioni, potrei approfondire molto di più tanti aspetti interessanti legati al mondo del Food & Beverage.
Tuttavia, anche grazie agli eventi in cui sono stato coinvolto come blogger, posso dire che l’Italia è senza dubbio una delle zone del mondo più gratificanti per i palati esigenti e noi che viviamo tra le Marche e l’Abruzzo, siamo senz’altro molto fortunati: dal Montepulciano d’Abruzzo del Teramano, al Tartufo di Acqualagna, passando per il Vin Cotto del Maceratese ed il Verdicchio della Valle dell’Esino…. Abbiamo produttori attenti alla cura del dettaglio ed alla valorizzazione delle tipicità. Elementi fondamentali per difendersi da chi cerca di immettere sul mercato solo prodotti low cost, provenienti da fabbriche dislocate ben lontane dal nostro Paese.

4) Parlare di qualità spesso in passato significava rivolgersi ad una clientela di livello medio-alto, persone che possono permettersi di spendere di più rispetto al comune consumatore. Pensi che questo discorso sia sempre valido ed addirittura enfatizzato dalla crisi economica? Oppure anche il consumatore medio ha iniziato ad interessarsi alla qualità del cibo che mette nel carrello della spesa, privilegiando magari produttori locali?

Penso che pochi mesi fa ho partecipato ad una serie di eventi in cui ho capito quanto siamo fortunati a poterci permettere la Sardina dell’Adriatico: il miglior esempio di come non sempre sia necessario svenarsi per portare in tavola qualcosa che sia al contempo buono e salutare.
Caviale, sushi e sashimi ed altre mode provenienti da altri paesi, stanno facendo in parte cambiare i gusti degli Italiani, in parte convincendoci che sia buono solo ciò che è “trendy” e che, ovviamente, ha un costo abbastanza elevato.
Sicuramente la contrazione economica che viviamo da ormai troppo tempo, ha portato la maggior parte di noi a puntare i prezzi più bassi segnalati sugli scaffali dei Discount, prestando meno attenzione a tutto ciò che è riportato in etichetta.
Per vincere le difficoltà di questo periodo, possiamo ricercare idee utili anche nei programmi di cucina che sono ormai trasmessi su ogni canale: prendiamo spunti ed idee per realizzare a casa piatti “da leccarsi i baffi“. E’ possibile. Con il km zero e l’attenzione al produttore, tutti, dal consumatore medio a quello più istruito fino a quello che non ha problemi di denaro, possiamo trattarci bene, alimentando l’economia della zona in cui viviamo e mettendo in tavola qualcosa di sano e gustoso.
Particolarmente importante è, in questo momento, il ruolo della Ristorazione che deve costantemente rinnovarsi ed aggiornarsi, proponendo piatti legati al territorio, realizzati con materie prime semplici, ma imbattibili: spezie, erbe aromatiche, pesce o carne, a seconda della zona, farine italiane.

5) Puoi dirci quale è il tuo vino preferito tra tutti quelli che hai assaggiato e a quali piatti della tradizione locale ti piace abbinarlo? Magari senza dirci il nome dell’azienda che lo produce!

Io sono un amante di tutti quei vini caldi e profumati, ideali da bere da soli o con qualche dolce…. Quindi passiti e vino cotto… Da buon marchigiano, nato a Jesi, sono un fan del Verdicchio, con un debole per la Lacrima.
Il vino migliore in assoluto, però, è il prossimo….
Quello che ancora non ho assaggiato.
Perchè la vita è una ricerca continua e la vite è un dono di Dio agli uomini, che devono saperla amare ed utilizzare nel miglior modo possibile.
Abitando ad Ancona, sono sempre molto contento quando c’è dell’ottimo pesce sulla mia tavola, quindi, a seconda della cottura, un bel Verdicchio importante oppure una fresca bollicina! Anche un Prosecco, purchè DOCG!

6) Puoi darci qualche anticipazione su nuove rubriche che hai in programma di inserire nel tuo blog?

Prima di tutto, un progetto: il Circuito CulturAgroalimentare. Un numero ristretto di Aziende che realizzino prodotti di qualità, da conoscere e comunicare sul mio blog e sugli altri siti sui quali posso scrivere. Vorrei diventare ambasciatore, in Italia e non solo, di quelle realtà che hanno passione, ambizione e voglia di emergere, per aiutarle a comunicare più efficacemente il valore del loro Brand e dei loro prodotti.
In secondo luogo, vorrei riuscire ad inserire nel mio blog, una rubrica video, di approfondimento sul mondo del vino e sulla degustazione. Per dare a tutti, con filmati brevi e semplici, le nozioni principali per capire ciò che mettiamo nel bicchiere.
Per il resto….restate connessi e mettete il vostro like sulla pagina facebook di CulturAgroalimentare!
In fin dei conti, l’unico limite, è la nostra fantasia…!

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