Wine Monitor interviene sulla vicenda dei vini europei esportati in Cina

<<Il rischio di un aumento dei dazi all’import di vino europeo in Cina penalizzerebbe i
produttori italiani che già faticano  ad esportare vino in Cina – rispetto a francesi e cileni – a tenere il passo di un
mercato che oggi vale 1,2 miliardi di euro (di vini importati) e che in dieci anni è cresciuto
del 5.000%!>>

Il sito Wine Monitor interviene dopo le notizie dei giorni scorsi di possibili dazi cinesi sui vini provenienti dall’ Europa; una simile iniziativa cinese infatti porterebbe danni enormi ai produttori vinicoli italiani, che già ora vedono applicati ai loro prodotti dei dazi del 14% sul valore del vino importato e faticano ad esportare vino in cina.

<<La guerra commerciale che si sta consumando tra Europa e Cina sul fronte delle importazioni di pannelli solari da un lato (in condizioni di dumping) e la conseguente “rappresaglia” da parte cinese sull’avvio di un’indagine nei confronti dei prezzi dei vini importati dall’Unione Europea, rischia di assestare un duro colpo all’export di vino italiano in Cina.>> prosegue Wine Monitor: <<La Cina, con quasi 18 milioni di ettolitri, rappresenta oggi il quinto mercato al mondo per consumi di vino, dopo Francia, Stati Uniti, Italia e Germania. Ma mentre noi e i francesi beviamo meno, i cinesi tra il 1997 e il 2012 hanno aumentato dell’87% i loro consumi, tanto che – per poterli soddisfare – hanno dovuto incrementare la produzione interna del 120% e le importazioni del 1.076% (passando da 335 mila ettolitri ad oltre 3,9 milioni, per un valore che nello stesso periodo di tempo è cresciuto del 4.943% arrivando a 1,23 miliardi di euro).

E tuttavia l’onda lunga dei consumi continua nel mercato cinese: i primi 4 mesi del 2013
evidenziano un’ulteriore crescita delle importazioni di vino, pari ad un +14% in valore e un +10% in
quantità rispetto allo stesso quadrimestre del 2012. Un trend favorevole al vino italiano che mette
a segno, su questo mercato, un +36% in valore a fronte di un -5% in quantità, segnale di un
riposizionamento qualitativo delle nostre produzioni esportate in un paese dove il 53% dei
consumi avviene nel canale Ho.re.ca (hotel, ristoranti, bar).>>


Alla luce di questi numeri, la minaccia di un aumento dei dazi  per l’esportare vino in
Cina rappresenta quindi un pericolo assolutamente da scongiurare, sopratutto  per i produttori italiani.

Conclude infine l’analisi di Wine Monitor:<<Tanto più se si considera che il confronto con altri concorrenti internazionali, su questo versante,
è spesso impari: basti pensare al Cile, terzo esportatore di vino in Cina con una quota del 9,3% e
che nel 2006 ha stretto un accordo di libero scambio che permette ai produttori cileni di
esportare vino ad un dazio agevolato pari al 2,8% del valore e che si azzererà completamente nel
2015.>>

fonte: winemonitor.it


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