Le ricette di Gabriele Ferron: risotto con gorgonzola e spinaci

In occasione di Tipicità 2013, nello scorso Marzo,  abbiamo incontrato Gabriele Ferron (chef e “guru” del riso) della storica Riseria Ferron che, oltre ad averci fatto assaggiare alcune sue famose creazioni a base di riso,  ci ha gentilmente donato alcune sue ricette.In questo articolo proponiamo la ricetta by Gabriele Ferron def_tipicita2013_tipicita2013_dsc_7335per un risotto con gorgonzola e spinaci, nelle prossime settimane torneremo ad ospitare le ricette dello chef  Ferron.

 

Ingredienti per 4 persone

 

320 g  riso Carnaroli 1 spicchio d’aglio

7 dl brodo vegetale ½ cipolla

200 g gorgonzola 40 g olio extravergine di oliva

150 g spinaci sale e pepe

Preparazione

Sbollentate e tritate gli spinaci. Imbiondite in una padella con olio extravergine di oliva lo spicchio d’aglio in camicia schiacciato, quindi appassite la cipolla tritata finemente.

Aggiungete poi gli spinaci e insaporite con sale e pepe.

In una casseruola tostate il riso con 20 g di olio extravergine di oliva. Unite tutto il brodo bollente in un’unica volta e mescolate delicatamente.

Coprite la casseruola e lasciate cuocere regolando la fiamma al minimo.A cottura ultimata aggiungete gli spinaci, spegnete la fiamma e mantecate con il gorgonzola tagliato a cubetti.

Servite il risotto con una piccola noce di gorgonzola posta al centro della porzione.

 

 dove trovare i prodotti della Riseria Ferron

La storia della Riseria Ferron inizia nel 1650 con la Pila Vecia, (situata a Passolongo di Isola della Scala, in provincia di Verona,) considerata la più antica pila funzionante in Italia e ancor oggi utilizzata per lavorare una limitata quantità di riso destinato all’alta ristorazione e alle gastronomie specializzate di tutto il mondo. Oltre alla sede della storica Pila Vecia troverete il Ristorante Pila Vecia, rinomato per le degustazioni enogastronomiche a base di Riso e il punto vendita dei prodotti della Riseria Ferron tra cui il ricercato Riso Vialone Nano lavorato con i Pestelli.

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Pupi Avati a Trento: “mi auguro di venire a girare qui a Giugno”

«Trovando qui a Trento una Film Commission davvero molto bene organizzata, che mi sembra assista qualcosa come dieci produzioni all’anno, garantendo sempre la competenza indispensabile, io mi auguro di poter venire a girare qui nel mese di giugno». Parole pronunciate direttamente da Pupi Avati, uno dei più grandi registi del cinema italiano, che ha firmato celebri lungometraggi come, ad esempio, «La casa dalle finestre che ridono», «Regalo di Natale» e «I cavalieri che fecero l’impresa».
Ospite del Trento FilmFestival, lo storico autore bolognese ha espresso il proprio gradimento in una eventuale ambientazione trentina del suo prossimo film, ovvero «Il bambino cattivo», pellicola che sarà trasmessa in prima serata dalla Rai il prossimo 20 novembre in occasione della Giornata Mondiale dei diritti dei Bambini.

Racconta la storia di un divorzio nella famiglia di oggi visto con gli occhi dei più piccoli, utilizzando anche un nuovo modo di girare visto che sul giovane protagonista ci sarà sempre una troupe fissa per catturarne ogni emozione e sensazione. Un’opera che il Maestro vorrebbe girare a Trento anche grazie al fatto che una città universitaria come il capoluogo ben si presta per lo svolgimento della trama. I due genitori, infatti, sono due professori universitari, «due figure indecenti dal cervello grande ma dal cuore piccolo», ha anticipato ancora Avati. «Gli anziani come me – ha proseguito ancora l’artista parlando alla platea del FimFestival – si capiscono al volo, perché hanno in comune un fattore che è la vulnerabilità. Quando ho scritto la scena della prima notte del bimbo nella casa-famiglia, nel suo lettino, tutto solo che cercava di addormentarsi ho pianto».

Ad interpretare il ruolo dei due genitori saranno due nomi di prima grandezza del cinema italiano come Luigi Lo Cascio e Donatella Finocchiaro, mentre deve ancora essere individuato il protagonista della pellicola che dovrà avere circa dieci anni.
Ospite dei lavori del festival dedicato al cinema di montagna e mattatore di un workshop rivolto ai giovani registi, Pupi Avati ha quindi espresso parole di elogio all’operato fin qui svolto dalla Trentino Film Commission, auspicando che si creino le condizioni affinché nel mese di giugno possa essere la città del Concilio ad accogliere le riprese di questa nuova opera.

Info: www.trentinofilmcommission.it

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The World’s 50 Best Restaurant: terzo posto per L’ Osteria Francescana

Il noto ristorante modenese sale sul podio nella classifica dei ristoranti migliori del mondo e  stabilisce un ulteriore primato: lo chef Massimo Bottura e la sua squadra rimangono infatti tra i primi cinque dell’influente classifica per il terzo anno consecutivo.

 

Durante la cerimonia di premiazione dei The World’s 50 Best Restaurants organizzata dalla rivista Restaurant’s

Magazine avvenuta Lunedì  scorso a Londra, l’Osteria Francescana   di Modena è salita ancora più in alto nella classifica,

assicurandosi nuovamente un posto tra i 5 dei migliori ristoranti del mondo per il terzo anno consecutivo.

L’Osteria Francescana occupa quindi la più alta posizione in classifica che i ristoranti italiani abbiano ottenuto negli

ultimi cinque anni, consolidando la posizione dello chef  Massimo Bottura come leader di una nuova generazione di chef

Italiani.

Bottura e la sua squadra sono stati entusiasti della nuova posizione nella classifica, riconoscimento per la loro

dedizione, per la loro passione e dimostrazione dell’apprezzamento per la loro cucina da parte degli chef e dei critici di

tutto il mondo.

 

Sin dall’inaugurazione avvenuta nel 1995, l’Osteria Francescana non è nuova ai premi o all’apprezzamento della critica.

Ha guadagnato la sua prima stella Michelin nel 2002, la seconda stella l’anno successivo e la terza nel 2011.

Il ristorante entra nella classifica dei 50 migliori ristoranti al mondo nel 2009 ottenendo subito un posizionamento

altissimo collocandosi direttamente al tredicesimo posto come “highest New Entry”.

Nel 2010 avanza di sette posizioni entrando nella top10, l’anno successivo entrò nei primi 5 dove è rimasto fino alla

recente premiazione e sempre nello stesso anno lo chef ricevette il prestigioso premio: Chef’s Choice Award per il suo

ristorante.

Più recentemente, a fine 2012 Massimo Bottura è stato incoronato “International Chef of the Year” da quella che è

considerata “la bibbia gastronomica americana” : la rivista Daily Meal, mentre l’Osteria Francescana raggiungeva la

cima alla lista dei 101 migliori ristoranti in Europa redatta da questo giornale.

 

Il resto dell’anno non mostra nessun segno di rallentamento o di pausa per lo chef con la sua partecipazione a

MesAmerica che si terrà a Città del Messico e Cook it Raw a NYC eventi entrambi previsti nel mese di Maggio.

La maggior parte del tempo dell’anno lo chef la spenderà a Modena nella cucina del suo ristorante e al lavoro per un

nuovo progetto che verrà presto annunciato.

 

 

Riguardo l’Osteria Francescana.

 

L’Osteria Francescana e la Franceschetta58 brasserie sempre di proprietà dello chef sono entrambe situate a Modena

sua città natale, in quella regione così ricca di gastronomia che è l’Emilia Romagna.

 

In una vecchia osteria trasformata nella Mecca della cultura contemporanea, i piatti dello chef Massimo Bottura sono

intrisi di riferimenti all’arte contemporanea, vivacizzati da ispirazioni sociali, storiche o di attualità e sempre con un

pizzico di senso dell’umorismo.

 

All’Osteria Francescana la tradizione è vista a dieci km di distanza. Eccezionali materie prime italiane e piatti tradizionali

vengono riletti con la dovuta distanza, assicurandosi che la cucina italiana sia libera di evolversi.

 

Bottura si dedica alla ricostruzione dell’eredità della cultura italiana senza però tradirla.

Questa evoluzione intelligente della tradizione italiana si materializza in alcuni suoi piatti come: “Vieni in Italia con me” e

“Compressione di pasta e fagioli” dove le regole vengono modellate e tornano al punto di partenza chiudendo il cerchio,

per gli ospiti un richiamo costante alla ricchissima eredità gastronomica dell’Italia.

Il piatto “Risotto cacio e pepe” per esempio è una riflessione sulla tradizione creato dopo il terremoto avvenuto in Emilia

nel Maggio 2012 che danneggiò quasi 400.000 forme di Parmigiano Reggiano.

 

Si può scegliere tra il menù “Alla carta” o tra i tre menù degustazione proposti dal ristorante: il menù Tradizionale tributo

alle materie prime, alla tradizione e al territorio dell’Emilia Romagna, il menù dei Classici è il “best of” dell’Osteria

Francescana, che viene aggiornato e rivisitato con i migliori piatti dell’anno in corso. Il menù Sensazioni include

l’espressione più stagionale e contemporanea di cucina in continua evoluzione.

 

 

Osteria Francescana, Via Stella, 22, 41121 Modena, Italy www.osteriafrancescana.it

L’Osteria Francescana è chiusa il Sabato a pranzo e la Domenica tutto il giorno. È necessaria la prenotazione.

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