La ricetta della pizza di pasqua al formaggio con la macchina del pane

La macchina del pane da qualche anno ha fatto la sua comparsa nelle cucine italiane; sicuramente la crisi dei consumi ha decretato il successo di questo utile elettrodomestico, dal costo tuttosommato contenuto (i prezzi partono da circa 50 euro) e dal sicuro utilizzo; il pane infatti, nelle case italiane non manca mai e visto il prezzo al kilo di questo alimento, bastano un paio di mesi per ripagarsi la macchina del pane.

La macchina del pane, solitamente viene fornita con un ricettario che permette all’utente di sperimentare anche varianti dolci e salate del pane, variando dosi, tempi di cottura ed ingredienti è possibile ottenere anche pane integrale, pane al latte, pane all’uovo, pane con l’uvetta, con lo speck, con i canditi..insomma con un pizzico di fantasia è possibile ottenere  gustosi pani  dolci o salati.

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L’innovazione, si sposa, per questa nostra semplice ricetta, con la tradizione pasquale italiana: la pizza di Pasqua al formaggio è infatti tipica di diverse regioni del centro Italia (Marche, Umbria, Lazio) e viene accompagnata, secondo la tradizione contadina, con salumi e vino; servita nella giornata di Pasqua e di pasquetta. Il risultato è una pizza dalla forma forse diversa da quella classica (a panettone), ma dal sapore identico all’originale e con un risparmio economico garantito, oltre alla possibilità di avere la certezza di aver usato formaggio e ingredienti di qualità.

Per realizzare la pizza di Pasqua al formaggio, utilizzando la macchina del pane, abbiamo sperimentato (con successo) per voi questa ricetta:

Ingredienti

200 grammi di formaggio pecorino (o un mix di vari formaggi grattugiati se volete rendere più delicata la pizza)

5 uova

125 grammi di condimento (olio di oliva oppure strutto, noi abbiamo utilizzato l’olio d’oliva extravergine)

125 ml. di latte

500 grammi di farina O

2 cucchiaini di sale

1 panetto di lievito di birra

Procedimento

Anzichè versare direttamente gli ingredienti nella macchina del pane, abbiamo  preferito impastare in un recipiente le uova, con il formaggio aggiungendo poi il latte; nel frattempo abbiamo versato  nella macchina del pane, la farina, il sale e l’olio. Successivamente abbiamo inserito nella macchina l’impasto di formaggio e uova e abbiamo aggiunto il panetto di lievito di birra sbriciolandolo. Abbiamo quindi avviato la macchina del pane, impostando  il programma di cottura basic (durata dell programma , 3 ore con tre fasi di impastatura, è il programma usato di solito per fare il pane bianco) , con l’opzione per ottenere una crosta scura.

La pizza di Pasqua al formaggio, è stata poi fatta raffreddare avvolta in un panno, una volta estratta dalla macchina del pane, al termine del programma di cottura.

 

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24 marzo 2013: Giornata europea del gelato artigianale

Il gelato non conosce crisi: 

2 miliardi la spesa annua degli italiani,  81 euro a famiglia

Aumentano le gelaterie artigiane: + 2% nel 2012 

Giovane, single, residente in Lombardia:  è lui il consumatore maggiore di gelato nel nostro Paese. Ma, in generale, gli italiani non rinunciano al piacere di gustare tutto l’anno coni, sorbetti e coppette..e così aumentano del 2% nel 2012 le gelaterie artigiane, con un consumo medio di 81 euro a famiglia. Il gelato artigianale è insomma un vero simbolo del food “made in italy” e per questo i gelatieri di Confartigianato e Cna affermano:

“Serve qualificazione professionale per difendere il simbolo del food made in Italy”

In vista della 1° Giornata europea del gelato artigianale, istituita dal Parlamento di Strasburgo e organizzata il 24 marzo in 12 Paesi Ue,  Confartigianato e CNA hanno analizzato produzione e consumi di gelato in Italia: e così si scopre che nel 2012 la spesa annua delle famiglie si è attestata a 2.026 milioni di euro, con una crescita dell’1% rispetto all’anno precedente.

Per soddisfare la richiesta aumenta anche il numero delle gelaterie artigiane: nel 2012 i punti vendita dei gelati artigiani (che comprendono le gelaterie e altri esercizi che distribuiscono gelato come pasticcerie, bar, ristoranti) sono 38.892 con 90.565 addetti e dal 2011 sono cresciuti del 2%.

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La rilevazione di Confartigianato e CNA mostra che sono i giovani adulti i maggiori consumatori di gelato. Il primato di spesa pro capite, pari a 67 euro all’anno, appartiene infatti ai single con meno di 35 anni. Seguono le giovani coppie senza figli (43 euro pro capite l’anno), mentre le coppie con 1 figlio spendono 33 euro pro capite l’anno. In particolare, il record della spesa appartiene al Nord Ovest e al Nord Est, con una media di 91 euro l’anno per famiglia. Nelle regioni del Centro si spendono 78 euro l’anno, nel Sud 67 euro e nelle Isole 64 euro.

A livello regionale, è la Lombardia a vantare il maggior numero di punti vendita di gelato artigiano (5.882, pari al 15,6% del totale) e a detenere il record dei consumi (392 milioni di euro l’anno, equivalente al 19,4% del totale nazionale).

Dopo i lombardi, i più golosi sono gli abitanti del Veneto e del Lazio. In ciascuna di queste due regioni si spendono in gelati 184 milioni di euro, pari al 9,1% del totale. Seguono a breve distanza il Piemonte (183 milioni la spesa annua in gelati, pari al 9% del totale), l’Emilia Romagna (179 milioni, pari all’8,8% della spesa nazionale) e la Campania con 141 milioni pari al 7% della spesa totale in gelati.

Duello tra Roma e Milano per il primato provinciale della maggiore spesa annua delle famiglie in gelati: nella Capitale si attesta a 134,6 milioni, mentre il capoluogo lombardo segue a breve distanza con 133,9 milioni di euro. Conquista il terzo posto la provincia di Torino (95,7 milioni), seguita da Napoli (72,4 milioni), Brescia (48 milioni), Bologna (43 milioni), Bergamo (41,2 milioni), Genova (39,7 milioni).

Sono circa 600 i gusti di gelato che si possono degustare ma, nonostante un’offerta quasi illimitata, i preferiti continuano a essere i classici: cioccolato (27%), nocciola (20%), limone (13%), fragola (12%), crema (10%), stracciatella (9%) e pistacchio (8%), secondo un sondaggio condotto recentemente da Eurisko. La varietà dei gusti e la capacità creativa di artigiani e aziende sono fondamentali per il successo del gelato.

Se dai consumi ci si sposta alla produzione, la classifica delle regioni con il maggior numero di gelaterie artigiane vede al secondo posto, dopo la Lombardia, il Lazio (3.768 imprese, pari al 10%), seguita da Campania (3.448 imprese pari al 9,1%), Veneto (3.225 imprese, pari all’8,5%), Emilia Romagna (3.047 imprese pari all’8,1%) e Piemonte (2.902 imprese, pari al 7,7%). Nell’ultimo anno, le gelaterie sono aumentate soprattutto in Abruzzo (+4,4%), Puglia (+3,8%) e Sardegna (+3,2%).

A livello di macro area il maggior numero di gelaterie artigiane è presente nel Mezzogiorno (12.072 imprese, pari al 31,9% del totale) e nel Nord Ovest (10.305 imprese, pari al 27,3%). Seguono il Nord Est con 7.784 imprese – pari al 20,6% del totale, e il Centro con 7.625 imprese pari al 20,2% del totale.

In Italia l’incidenza delle gelaterie artigiane sulla popolazione è pari a 62 aziende ogni 100.000 abitanti. L’incidenza è più alta al Nord Est (67 gelaterie ogni 100.000 abitanti). Seguono Nord Ovest e Centro (66 gelaterie ogni 100.000 abitanti). Nel Mezzogiorno, invece, questo indicatore scende a 58 gelaterie ogni 100.000 abitanti. Le regioni con il più alto rapporto tra gelaterie ed abitanti sono la Liguria con 88 gelaterie ogni 100.000 abitanti, seguita da Valle d’Aosta e Sardegna, entrambe con 79 gelaterie ogni 100.000 abitanti, Emilia Romagna e Friuli-Venezia Giulia, entrambe con 69 gelaterie ogni 100.000 abitanti. La maggiore incidenza di gelaterie sulla popolazione in queste regioni è in parte determinata da una significativa quota di consumi da parte dei turisti.

Importante, inoltre, il valore del gelato artigianale anche per l’industria agroalimentare: nel 2012 sono state acquistate 220.000 tonnellate di latte, 64.000 di zuccheri, 21.000 di frutta fresca e 29.000 di materie prime per creme e paste.

“L’aumento del numero di gelaterie artigiane conferma che gli italiani continuano a preferire la qualità e la genuinità del nostro prodotto. Non esiste limite alla fantasia dei  gelatieri artigiani. Ma, al di là delle miscele più o meno fantasiose – sottolineano i Gelatieri di Confartigianato e di CNA – rimane una certezza: quella del gelato artigiano è una ricetta semplice e genuina: soltanto latte, uova, zucchero e frutta. Rigorosamente freschi, senza conservanti ed additivi artificiali, e lavorati secondo le tecniche tradizionali senza insufflazione d’aria. Inoltre, i gelatieri artigiani sono sempre più attenti a soddisfare particolari esigenze dietetiche o legate a intolleranze alimentari della clientela”.

Il gelato artigianale rappresenta insomma uno dei simboli del food made in Italy la cui produzione merita di essere sostenuta e valorizzata.

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E proprio per tutelare e promuovere la lavorazione rigorosamente artigianale del gelato e garantire la genuinità di un prodotto simbolo della cultura alimentare italiana nel mondo, i Gelatieri di Confartigianato e di CNA sottolineano la necessità di un’adeguata qualificazione professionale per gli operatori del settore.

Secondo le due Organizzazioni, le produzioni di generi alimentari devono essere realizzate in piena conformità alle norme di igiene, sicurezza e qualità degli alimenti in funzione della tutela del consumatore ed è, pertanto, assolutamente necessario garantire una professionalità adeguata ed un piena conoscenza delle complesse tecniche produttive e delle metodologie di autocontrollo del ciclo di produzione.

In tal senso, il sistema di qualificazione professionale indicato dai Gelatieri di Confartigianato e CNA deve garantire il raggiungimento di alcuni obiettivi inderogabili quali: rispetto delle norme igieniche e quindi tutela della salute del consumatore; elevazione degli standards qualitativi dei prodotti trasformati; mantenimento delle tecniche di produzione/trasformazione anche tramandate nel tempo; valorizzazione e sviluppo del patrimonio gastronomico; valorizzazione della professionalità degli operatori; creatività ed innovazione dell’offerta verso il consumatore; salvaguardia della immagine acquisita e consolidata della produzione alimentare italiana nel mondo.

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Festa e mercatino artigianale di primavera a Roma , 24 Marzo 2013

Festa e mercatino artigianale di primavera

Roma- 24 marzo, h. 10-20 – Via Mecenate, 35

Gli artigiani dell’artistico della Cna di Roma, in collaborazione con l’Associazione Culturale LIGNARIUS, organizzano il 24 Marzo 2013, dalle ore 10 alle 20 in Via Mecenate, 25 a Roma la Grande Festa di Primavera, animata da iniziative e incontri culturali, atelier di artigianato per far emergere la vena artistica nascosta negli adulti e i più piccoli che vorranno prendervi parte.

Alle ore 18.30 Paola Staccioli, giornalista e scrittrice, racconterà storie e curiosità sull’artigianato a Roma con la lettura recitata “Ognomo hanno d’havé li su’ mestieri”, con aneddoti, curiosità e leggende tratti dal libro “Fatto a mano”.

Un aperitivo primaverile offerto a tutti i presenti chiuderà la Festa.


Info: Ufficio Stampa CNA Roma:

06.57015.230 – 333.1775012

LIGNARIUS:

info@lignarius.net

06.4885.079

Facebook: Lignarius Arte e Restauro

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Accessori-moda: i gioielli della Casetta di Marzapane Bijoux

Passeggiando lungo le vie antiche di Ascoli Piceno, alla ricerca di realtà di artigianato d’eccellenza,  si possono fare incontri davvero speciali.  Questo è proprio uno di questi casi. In una delle stradine nel cuore della città, nei pressi del teatro Ventidio Basso, palcoscenico di molti spettacoli, si nasconde un piccolo ma fantastico mondo dell’oreficeria italiana. Stiamo parlando di “La Casetta di Marzapane”, un fantastico tesoro di gioielli e creazioni. A raccontarsi sono le tre sorelle, proprietarie del negozio.

 La Casetta di marzapane - bijoux

1-Quando nasce l’attività e grazie alla passione di chi?

La Casetta di Marzapane Bijoux nasce nel 2009, l’idea è maturata lentamente e seguendo la strada segnata dalla nostra formazione artistica, avvenuta nell’ambito dell’oreficeria, della scultura e della pittura. Le città che hanno influito profondamente in questa formazione, sono Ascoli Piceno, Roma, Firenze e Venezia. La passione per tutto ciò che è creatività, ci ha portate successivamente a dirottare le nostre energie artistiche, nel settore degli accessori-moda.

 la casetta di marzapane bijoux

2-Il nome del negozio è “La Casetta di Marzapane”: cosa vi ha spinto a dare un nome così fiabesco e romantico?

Il nome Casetta di Marzapane Bijoux è nato dalla volontà di rendere il nostro laboratorio come un luogo fatato, dove i desideri prendono vita,  e dove la fantasia può vincere ogni cosa.

la casetta di marzapane

3-Quali sono i prodotti che realizzate e con quali materiali?

La nostra attenzione si focalizza principalmente nel settore accessori. I materiali usati sono di varia  natura, vanno dalle argille sintetiche e naturali, a metalli, tessuti, e resine, inoltre abbiamo sempre un’attenzione particolare per il reimpiego delle materie prime; ogni materiale può avere una seconda vita e divenire parte di un oggetto creativo tutto da indossare.

la casetta di marzapane

4-Qual’è la vostra ispirazione per le vostre creazioni ? Nei vostri bijoux possiamo dire che c’è una volontà di rievocare e promuovere una tradizione artigiana ascolana forte nella lavorazione della ceramica e della pittura?

In realtà la nostra vera ispirazione è il mondo, non ci sono confini, è fondamentale osservare le tendenze dell’arte internazionale, pur rimanendo forti di una tradizione artigiana tutta italiana e nello specifico ascolana, perché il tessuto sociale su cui siamo innestate, ci ha comunque formate e fa parte integrante del nostro mondo creativo.

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5-Quali sono le creazioni più richieste del momento? Potete inoltre fornire a tutte le vostre appassionate, qualche anticipazione per le creazioni della prossima primavera estate?

Non abbiamo delle creazioni più richieste, Le nostre fans ci sostengono in ogni creazione e quindi non abbiamo degli accessori più richiesti rispetto ad altri; le nostre ragazze gradiscono ogni nuova idea, e per questo le adoriamo, ci danno forza ed entusiasmo per il futuro.
Durante tutta questa esperienza, abbiamo capito che le persone vogliono sognare, anche nel micro-mondo di un gioiello. Purtroppo ancora non possiamo svelare nulla delle nuove linee spring-summer 2013 ma promettiamo che saranno una grande sorpresa per le nostre fans.

 

Per maggiori informazioni potete consultare il  Blog “Casetta di Marzapane Bijoux”

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Festa di San Giuseppe: dolci frittelle di riso tipiche di Viterbo

Le frittelle di Riso sono un classico della tradizione culinaria italiana durante la festa di San Giuseppe il 19 marzo. Nel viterbese  si cucinano con delle varianti, senza riso, varianti nate da una cucina povera ma sempre gustosa.

Possiamo quindi elencare tre diversi tipi di Frittelle di San Giuseppe, le classiche con il riso, le frittelle con lo “zibibbo” e senza riso e le frittelle con il pancotto.

 

Ricetta delle Frittelle di San Giuseppe con il riso:
Ingredienti: 250 gr di riso, 150 gr di farina, 100-150 gr zucchero semolato, 150 gr uvetta sultanina, buccia di limone o arancia, latte, 3 uova, sale, rhum, 2 cartine di vaniglia, cannella, lievito una bustina.

Procedimento: Lasciare cuocere il riso nel latte allungandolo leggermente  con acqua e sale, scolare, lasciare raffreddare. In una terrina nel frattempo, lavorare 3 rossi d’uovo con farina, zucchero sciolto nel latte, aggiungere uvetta lavata e tenuta a bagno nel vino, cannella, buccia grattugiata di un limone o di un arancio, qualche cucchiaio di rhum, una bustina di Pane degli Angeli, 2 chiare d’uovo montate a neve. A Questo punto incorporare il riso e aggiustare eventualmente il sapore con altro zucchero. L’impasto deve apparire come una pastella densa. Occorre lasciarlo riposare un’oretta, poi far cadere delle cucchiaiate di impasto nell’olio bollente di arachidi o di oliva, così da ottenere frittelle della grandezza circa di un uovo. Appena la superficie risulta dorata, si lasciano scolare su carta assorbente, quindi si spolverizzano di zucchero a velo.

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Frittelle con zibibbo senza riso

Ingredienti: 3 cucchiai di zucchero, ¼ di litro di latte, farina quanto basta, 50 gr di uvetta sultanina detta zibibbo, 3 uova, rhum, alchermes, arancio, limone, 1 bustina di lievito

Procedimento: Sciogliere il lievito nel latte, aggiungere poi le uova sbattute, lo zucchero, l’uvetta sultanina, la buccia grattugiata di un limone e di un arancio. All’impasto aggiungere lentamente la farina fino ad avere una pastella solida e omogenea. Si lascia lievitare e quindi si procede alla frittura a “cucchiaiate” procedendo a roteare la padella per farle assumere forma arrotondata. Si lasciano quindi scolare su carta assorbente e prima di cospargerle con  zucchero a velo, si bagnano con il liquore.

 

Frittelle con il pancotto

Ingredienti: 500 gr di pane raffermo, 150 gr di zucchero, 150 gr uvetta sultanina, buccia di arancio, farina, cannella ½ bustina, sale, olio di oliva.

Procedimento: cuocere il pane raffermo in acqua leggermente salata. Quando il pane è ben cotto, scolarlo, metterlo in terrina con zucchero, cannella, uvetta sultanina già lavata in acqua calda, buccia d’arancio a pezzetti, meglio se candita. Lavorare l’impasto aggiungendo poca farina. Occorre assaggiare l’impasto ed eventualmente aggiustare la quantità di zucchero, quindi lasciarlo riposare.

Per la frittura procedere come nelle precedenti ricette. Queste frittelle sono molto buone e spesso confuse con quelle di riso tanto il sapore è simile.

Buon appetito a Buona Festa di San Giuseppe!

Queste ricette sono tratte dal Libro di Itali Arieti, Tuscia in Tavola.

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Tipicità: sapori ed eccellenze Made in Marche, 16-18 marzo 2013 a Fermo

 

Gustare le Marche in un week end, in tutti i sensi e con tutti i sensi. questo è quello che propone  la  21esima edizione di Tipicità:  festival dedicato ai sapori e alle  eccellenze Made in Marche, che si svolgerà a  Fermo, dal 16 al 18 marzo 2013; un invito a vivere il meglio di un territorio nella sua globalità: non solo cibo, ma anche fashion, arte, artigianato tradizionale.

Tipicità: Made in Marche Festival,  proporrà a foodies, slow-trotters ed amanti del cosiddetto “turismo esperienziale” l’occasione per gustare, in un weekend, bellezze e sapori delle Marche, una regione “al plurale” , non solo nel nome, ma nella sua essenza: l’offerta turistica marchigiana propone infatti opere artistiche,  paesaggi e sapori  talmente variegati, da soddisfare ogni turista.

Prelibatezze enogastronomiche e percorsi turistici inediti, con la possibilità di conoscere anche le griffe del fashion e scoprire paesaggi e borghi “segreti”. Queste sono le Marche d’eccellenza che Tipicità, organizzata dal Comune di Fermo in collaborazione con un pool di entità marchigiane, propone per la ventunesima edizione.

Un ricco cartellone di iniziative: Tipicità in blu-Le stagioni del pesce, Stoccafisso senza frontiere, A tutto riso, ma anche banchi d’assaggio, presentazioni e degustazioni-talk show in compagnia di grandi chef e volti noti.

In primo piano, naturalmente, le squisite tipicità marchigiane, con aree espositive dedicate al BtoB e l’immancabile Mercatino che, da sempre, offre la possibilità di degustare ed acquistare, direttamente dai produttori, esclusive specialità non sempre reperibili nel negozio sotto casa: olive ascolane, formaggi pecorini e caprini, ciauscolo, maccheroncini di Campofilone, vino cotto, salame di Fabriano, mela rosa dei Sibillini, miele, marmellate, tartufi, legumi e cereali biologici, olio extravergine d’oliva ed anche il pregiato pesce dell’Adriatico. Un’occasione veramente imperdibile per assaggiare i cibi tipici ed i migliori vini della tradizione marchigiana.

Nei diecimila metri quadrati di superficie dell’innovativo centro polifunzionale Fermo Forum, Tipicità propone anche un Salone del Turismo, all’interno del quale paesi e comprensori delle Marche presentano prelibatezze enogastronomiche accanto ad attrattive storico-artistico-culturali, naturalistiche e paesaggistiche.

Ad accogliere i visitatori, anche la Made in Marche Gallery, un suggestivo percorso attraverso le prestigiose griffe e le icone della creatività della regione. Produzioni simboliche di una realtà manifatturiera pienamente fruibile dal visitatore, grazie alla ramificata rete di outlet e spacci aziendali diffusa sul territorio.

Non mancherà, com’è ormai tradizione, il confronto con la cultura e la cucina delle altre realtà italiane e straniere, tra le quali Monferrato e Svezia, che saranno ospiti d’onore di questa edizione.

Orario di apertura – Sabato 16 e Domenica 17: ore 9:30-21:00. Lunedì 18: ore 10:00-20:00

Info: Segreteria organizzativa, Piazza Dante, 21 – 63900 FERMO Tel. 0734/225237 ; e-mail: info@tipicita.it

Biglietto d’ingresso: € 8,00.

Tutte le notizie pratiche e il programma sono reperibili all’indirizzo web: www.tipicita.it.

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