La ricetta dei passatelli con ragu’ ruspante, preparati all’ Osteria del Riccio

L’ Osteria del Riccio di SESTO SAN GIOVANNI (MI) ci propone la ricetta di un piatto tipico della tradizione gastronomica
italiana: i passatelli con ragu’ ruspante

Ecco la ricetta:

Per i passatelli:

– 70 grammi di pane gratuggiato

– 1 Uovo

– 30 grammi di Parmigiano gratuggiato

– noce moscata a piacere

– Scorza di limone gratuggiata a piacere

– Brodo di gallina

Per il ragu’ ruspante:

1/2 Gallina,

1 cipolla,

1 spicchio di aglio,

1 rametto di rosmarino,

1 rametto di salvia,

1 pomodoro maturo,

1 pizzico di paprica

½ bicchiere d’olio extravergine di oliva,

1/2 bicchiere di vino rosso,

sale e pepe q.b.,

un pugno di pecorino grattugiato.

 

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Preparazione del ragu’:

In una pentola mettete a bollire la gallina con sedano carote e cipolle, una
volta cotta lasciatela raffreddare e spolpatela. Nel frattempo preparate in
una pentola l’olio, l’aglio, la cipolla, e fate soffriggere aggiungete il
rosmarino, la salvia, il pomodoro maturo e la gallina spolpata e fate
insaporire a questo punto sfumate con il vino rosso che lascerete evaporare
(ma non troppo) a questo punto aggiungete la paprica regolate di sale e pepe
e il vostro ragù è pronto per essere consumato. A vostra scelta se
aggiungere il pecorino a fine preparazione o metterlo in aggiunta a piatto
ultimato.

Preparazione dei passatelli:

Impastare assieme tutti gli ingredienti prestando attenzione alla
consistenza dell’ impasto che dev’essere compatto e quindi né troppo morbido
nè troppo duro; utilizzando il ferro tradizionale per passatelli l’ impasto
dovrà essere un po più morbido, usando invece il pressa patate dovrà essere
un po più duro. L’ impasto deve essere preparato con largo anticipo, non
meno di due ore prima: solo il tempo e ripetute re-impastate permettono
infatti l’intimo legame dei componenti e la preparazione di un composto
che dia vita a passatelli rugosi e abbastanza consistenti da non
disintegrarsi nel brodo.

Sia che venga utilizzato il ferro tradizionale sia
che venga usato il pressa patate, bisogna premere con forza in modo da
creare tanti lunghi cilindretti di circa 5 millimetri di diametro ed 8-10
centimetri di lunghezza. Questa operazione va fatta sulla pentola in cui il
brodo di carne, precedentemente preparato, sta bollendo, in modo che la
pasta vi cada dentro direttamente. Il bollore del brodo deve però essere
leggero per non romperli. Quando il brodo bolle ed i passatelli affiorano,
togliere la pentola dal fuoco, mettere nei piatti i passatelli a cui
aggiungeremo il nostro ragù fumante.

Per contattare l’osteria:

OSTERIA DEL RICCIO - VIA RENZO DEL RICCIO 75 - SESTO SAN GIOVANNI (MI)
TEL. 02/26220328 - sito www.osteriadelriccio.it

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L’artigianato in fiera : qualità e culture di tutto il mondo a Milanofiera 1-9 dicembre 2012

L’Artigiano in Fiera: un viaggio tra le culture di 110 Paesi del mondo

Si terrà dall’1 al 9 dicembre 2012 a Fieramilano (Rho- Pero)  la diciassettesima edizione di AF – L’Artigiano in Fiera, la mostra-mercato dedicata all’ artigianato di qualità. La manifestazione, organizzata da Ge.Fi. – Gestione Fiere SpA e promossa insieme a CNA, CLAAI, Casartigiani e Confartigianato, radunerà quest’anno più di 2.900 espositori, in rappresentanza di 110 Paesi, distribuiti su 150.000 metri quadri.

Ancora una volta il meglio dell’ artigianato mondiale sarà protagonista assoluto per nove giorni, all’interno di uno spazio espositivo organizzato in tre aree geografiche (Italia, Europa e Paesi del Mondo), ognuna suddivisa in settori dedicati alle diverse regioni, nazioni, continenti. Presenti anche 51 ristoranti tipici, italiani e internazionali, e 4 aree di degustazione con specialità enogastronomiche di tutto il mondo.

“Tradizione, innovazione, originalità sono tre parole d’ordine che accomunano i prodotti artigianali, espressione creativa di una cultura del lavoro che appartiene alla storia del territorio e del popolo di provenienza – afferma Antonio Intiglietta, Presidente Ge.Fi. SpA -. La nostra fiera, visitata lo scorso anno da più di tre milioni di persone, rappresenta un momento d’incontro unico tra chi produce e chi compra”.

“AF – L’Artigiano in Fiera ha raccolto l’eredita di quella Campionaria che rappresentò la ripresa economica italiana nel Dopoguerra – aggiunge Intiglietta -. AF – L’Artigiano in Fiera non è solo una fiera, ma un villaggio mondiale dove si compra, si degustano cibi, si respirano profumi, si ascoltano storie, si toccano con mano i prodotti, ci si lascia affascinare dalle tradizioni”.

Tra le aree tematiche dell’edizione 2012 di AF – L’Artigiano in Fiera si segnalano: AF – Abitare la Casa, interamente dedicata all’arredamento artigianale su misura e di qualità, AF – Moda, con il meglio della sartoria artigianale, AF – Giovani e Design, per scoprire le produzioni dei talenti emergenti, AF – Passione Creativa, regno dell’hobbistica e delle arti manuali. Novità assoluta: AF – Festival del Cake Design, per incontrare gli artigiani della pasticceria e scoprire le tecniche per realizzare dolci artistici.

Anche quest’anno sono disponibili l’applicazione gratuita iAF, per iPhone e iPad, e il sito mobile.artigianoinfiera.it per gli altri smartphone, attraverso cui individuare espositori e aree d’interesse.

Artigiano in Fiera sarà aperto dalle 10.00 alle 22.30 il sabato e nei giorni festivi (1-2-7-8 e 9 dicembre) e per quest’anno, con lo stesso orario, anche giovedì 6 dicembre. Apertura dalle 15.00 alle 22.30 lunedì 3, martedì 4 e mercoledì 5 dicembre.

Tutte le informazioni sulla manifestazione sono sul sito www.artigianoinfiera.it

L’ingresso è gratuito.

 

 

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Ricette tradizionali: dalla Campania ecco la pastiera napoletana

LA PASTIERA NAPOLETANA non ha bisogno di presentazioni, è un dolce tipico pasquale ma lo troviamo sulle tavole di Napoli e dintorni anche in altri periodi dell’anno.

La pastiera napoletana (anche chiamata semplicemente pastiera) è una torta di pasta frolla farcita con un impasto composto da  ricotta, frutta candita, zucchero, uova e grano bollito nel latte (si trova nei comuni negozi di generi alimentari). La  pastiera si distingue per il ripieno morbido e la crosta croccante,  dal colore giallo  intenso. Il profumo e il sapore cambiano a seconda delle spezie e degli aromi utilizzati durante la preparazione; nella ricetta tradizionale la pastiera viene aromatizzata con cannella, canditi, scorze d’arancia, vaniglia e acqua di fiori d’arancio.

Le varianti alla ricetta tradizionale prevedono l’uso di crema per il ripieno e cioccolato bianco nella pasta frolla, la ricetta della pastiera napoletana che proponiamo rispetta ovviamente la tradizione!

 

INGREDIENTI PER IL RIPIENO:

Un barattolo di grano cotto per la pastiera

300 gr di latte

700 gr di ricotta

700 gr di zucchero

un cucchiaio di burro

7 uova intere e n 3 tuorli

una bustina di vanillina

2 fiale di fiori di arancia

150 gr di cedro a cubetti

INGREDIENTI PER LA PASTA FROLLA:

 

500 gr di farina

200 gr di zucchero

200 gr di burro

3 uova

 

PROCEDIMENTO:

 

Versare il grano in un tegame con il latte e il burro; far bollire fino a quando non sia diventato crema. Lasciare raffreddare il composto e poi aggiungere tutti gli altri ingredienti e frullare il tutto.

Preparare la pasta frolla senza lavorarla troppo e foderare con la stessa uno o più stampi; riempire di crema ottenuta e preparata precedentemente. Mettete la pastiera in forno caldo a 200° per circa un’ora. Una volta fredda spolverizzare di zucchero a velo la pastiera napoletana.

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I sapori della Basilicata all’ Osteria del Riccio di Sesto San Giovanni – (MI)

Basilicata …. storia, tradizione e …. Vino Medievale

Mercoledì 21 novembre alle ore 20.30 presenteremo l’Agriturismo Parco Verde Azienda Agricola sita in Basilicata a Grumento Nova.
In occasione della cena, avremo occasione di assaggiare il Peperone Crusco, la Pasta Miskiglio, i Fagioli di Sarconi e non solo …….

Potremo degustare un vino unico, il Vino Medievale, la cui ricetta si è scoperto appartenere addirittura a Federico II: un vino di origine Ippocratica, speziato con cannella, zenzero, miele, pepe nero e galanga secca.  Nato attorno al 460 a.c. deve però il suo nome al largo uso che ne veniva fatto nel Medioevo.
Premiato come miglior vino da cioccolato e top dell’eccellenza italiana, si abbina meravigliosamente a formaggi decisi ed erborinati e tutti i dolci in genere.
Se vorrete saperne di più vi suggerisco di venirci a trovare in questa serata particolare dove Walter Tesoriere dell’Azienda Agricola Parco Verde ci parlerà della sua realtà.

Menù

Antipasto misto di salumi e formaggi accompagnati da composte
(Pezzente, capocollo, Pecorino di Moliterno, Caciocavallo Ubriaco)
Gnocchetti Lucani con fagioli sarconi
Pasta miskiglio con crema di ricotta e peperone crusco
(Aglianico del Vulture D.O.C. 2010 – Vigneti del Vulture)
Torta di cioccolato fondente con frutta secca e zucchero scuro
(Vino Medievale)
Caffè

Il costo del menù è di €. 30,00.= p.p. (tutto incluso)
la prenotazione viste le dimensioni del locale è indispensabile.

OSTERIA DEL RICCIO - VIA RENZO DEL RICCIO 75 - SESTO SAN GIOVANNI (MI)
TEL. 02/26220328 - sito www.osteriadelriccio.it

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Olio d’oliva novello : ricette tipiche per scoprire l’ olio DOP Tuscia

Tempo di olio novello. Oggi vogliamo accompagnarvi nella Tuscia alla scoperta dell’oro “verde”.

Sembra che da queste parti sia proprio un alimento antichissimo. anche gli Etruschi ne producevano e lo usavano negli scambi commerciali. Fatto sta che l’olio della Tuscia, in alcune località dal sapore particolarmente intenso, conquista sempre più palati ed estimatori.

Un’occasione da non perdere è approfittare di questo periodo per trascorrere un weekend in questa terra affascinante e ancora incontaminata, alla ricerca dell’olio, tra profumi e sapori unici.

L’olio prodotto nella zona della maremma laziale è squisito, in particolare l ‘olio  di Canino : questo comune è stato il primo d’Italia ad ottenere il marchio DOP per il suo prezioso prodotto, apprezzato già nel Quattrocento dal pontefice Paolo III, originario di queste parti e nell’Ottocento sempre presente sulla mensa di Luciano Bonaparte, fratello del celeberrimo Napoleone, che fece di queste terre la sua residenza durante l’esilio. Da cinquant’anni il paese dedica una sagra all’Olivo (1-2 e 7-9 dicembre 2012) e in questi giorni molti e succulenti sono i piatti casarecci in cui si può assaggiare l’olio extravergine d’oliva, oltre che in purezza sulle deliziose bruschette. Anzi, a Canino va anche il primato della bruschetta nel Guiness dei primati: 10 metri di lunghezza condita con 20 litri di olio di oliva! Frantoio aperti e possibilità di assaggiare il prodotto ed acquistarlo sia durante i giorni della sagra che in tutto il periodo di produzione.

Nel viterbese paese che vai olio che trovi, variazioni dovute proprio alle caratteristiche geomorfologiche dei terreni e alla zona stessa in cui si trovano i terreni di raccolta. Mentre quello di Canino, vicino alla costa, ha la peculiarità di essere estratto da una  oliva piccola, a lenta maturazione, con un’acidità molto bassa, ed avere un colore verde, essere molto profumato con un sapore desiso dal retrogusto amaro, se ci spostiamo verso l’entroterra l’olio DOP Tuscia, tutelato dal 2005, estratto e confezionato in 52 comuni della provincia, delle zone dei Colli Cimini, della Collina Viterbese e del lago di Bolsena, acquista un colore smeraldo, dal sapore fruttato, più acido dell’altro, “deciso con retrogusto amaro e piccante” .

 

A Vetralla la sagra dell’olio d’oliva (1-2 dicembre 2012) propone festa in piazza, degustazioni dell’olio dei frantoio locali, incontri culturali e, per l’occasione, menù speciali in tutti i ristoranti aderenti all’iniziativa specializzati in piatti della tradizione, in cui il comune filo conduttore è l’olio extravergine d’oliva dop Tuscia, con menù a prezzi speciali. Castiglione in Teverina, sui colli della teverina, propone per San Martino (9-11 novembre 2012) la festa dell’olio, dei funghi e del vino, in omaggio a tre prodotti d’eccelenza del territorio, e con l’occasione promuove un territorio affascinante e ricco di cultura, storia, arte e sapori.

A Viterbo in piena attività il frantoio Matteucci, portato avanti dal signor Mario, nella quarta generazione. E’ l’unico frantoio urbano presente all’interno delle mura cittadine e la location è molto suggestiva, nel cuore del centro storico, tra il quartiere di San Pellegrino e il quariere di Piano Scarano. Nello spazio attiguo al frantoio moderno, è stato allestito un piccolo museo che mostra la storia del frantoio stesso e gli strumenti più antichi. Dall’ottocento produce dell’ottimo olio con le olive colte principalmente nei terreni limitrofi alla città. La qualità è davvero ottima, assaggiare per credere!
E’ giunto il momento di farvi venire “l’acquolina in bocca” con alcuni piatti poveri, di antica tradizione locale, dove l’olio extravergine di oliva della Tuscia è il protagonista:

– bruschetta

– panzanella

– acquacotta

 

Partiamo dalla bruschetta, ideale in questi giorni di primo freddo. Il pane da usare è quello casareccio e sciapo, tipico della zona. bisogna tagliare fette di pane dallo spessore di un centimetro circa e farle scaldare sulla brace di legna, devono risultare croccanti ,quindi ben calde vanno strofinate-per chi apprezza-con aglio, condite con il sale e olio extravergine di oliva. sono davvero eccellenti!

In estate la variante è la panzanella: le fette di pane casareccio-anche se indurito va bene- vanno bagnate e condite con olio extravergine di oliva, sale, qualche pomodorino ( anche strofinato sopra) e poi ci si può aggiungere origano o finocchietto o cipollotti tritati. Il pane invece di essere servito a fette condite può essere anche sbriciolato, bagnato, strizzato e lasciato in una terrina dove viene condito con cipollotti, basilico, sale, aceto e olio. il risultato è sempre ottimo

L’Acquacotta è un piatto tipico dell’alto lazio e della Toscana, usato nell’antichità dai butteri maremmani, dai braccianti agricoli e dai pecorai dell’entroterra e in prossimità del Lago di Bolsena, dai pescatori stessi, ecco il perchè delle molte varianti. Per l’acquacotta viterbese gli ingredienti sono: acqua, cicoria, patate, pomodori, aglio, peperoncino, cipolla, mentuccia, pane raffermo o abbrustolito di grano duro. a volte si trova nella versione con l’uovo o nella versione con il baccalà. Al termine della preparazione, versato il composto nella scodella, senza il brodo, a parte quello sufficente per bagnare il pane, va sempre aggiunto a crudo un filo di olio extravergine di oliva. Nell’antichità veniva aggiunto l’olio d’oliva con un gesto rituale: nel versare l’olio veniva tracciato il segno della croce sulla pietanza.

Come si prepara questa deliziosa “minestra”?

Meglio usare la pentola di coccio. Per 4 persone mettere 4 patate sbucciate e tagliate grossolanamente, 2  cipolle tagliate a fettine, 2/4 spicchi d’aglio nudo a schiacciato,  un pizzico di peperoncino e 500 gr di pomodorini, aggiungere un litro d’acqua, salare e lasciare bollire. Intanto in un’altra pentola lessare la cicora o erbe di stagione e quindi unirla alla minestra nel coccio insieme alla mentuccia (1-2 rametti). Mettere a questo punto (ma può anche non essere aggiunto) 1 uovo in camicia a persona lasciato cuocere nell’acquacotta per 4-5 minuti oppure sbattuto dentro la pentola stessa. Per la consistenza..qualcuno dice che “nella zuppiera dell’acquacotta immergendo il cucchiaio questo deve rimanere in piedi”.

A questo punto sul fondo delle scodelle mettere il pane raffermo o fette di pane scaldato, versare la zuppa, condire con olio d’oliva a crudo, asciare riposare per qualche minuto per far bagnare adeguatamente il pane..e buon appetito!.

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La Piazza di Ascoli Piceno è la location dello spot natalizio 2012 di Vodafone

La piazza del Popolo di Ascoli Piceno, torna di nuovo protagonista sul piccolo schermo (ma anche nei cinema e su internet) , stavolta grazie a Vodafone.A distanza di alcuni mesi dalla messa in onda dello spot televisivo di Impresa Semplice di Telecom (spot girato appunto nella Piazza del Popolo di Ascoli Piceno) il “salotto buono” della città delle cento torri (cosi’ viene definita la città marchigiana, famosa non solo per le olive fritte ma anche per essere un gioiello dal punto di vista architettonico ) torna infatti  ad ospitare una produzione televisiva per conto dell’operatore telefonico Vodafone, che qui realizzerà lo spot  per promuovere i suoi prodotti e le sue offerte in vista del Natale 2012.

Lo spot natalizio Vodafone, che sarà trasmesso nel Dicembre 2012 prevede un’ambientazione piazza del popolo ascoli picenotipicamente invernale , con pista di ghiaccio e pattinatori (sono previste oltre 100 comparse) e l’immancabile Orso Bruno: simpatico protagonista degli spot Vodafone.

Non è la prima volta che la Piazza del Popolo (che prende il nome dal Palazzo dei Capitani del Popolo:  imponente edificio che si affaccia sulla piazza) e i suoi monumenti vengono scelti come location per uno spot: oltre a TIM, in passato anche Fiat aveva scelto qualche anno fa, la piazza ascolana come scenario per la pubblicità di  un’automobile (Fiat 500 ) e diversi film sono stati ambientati tra le logge antiche della piazza tra cui “Alfredo Alfredo” con un giovanissimo, all’epoca, Dustin Hoffman.

 

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Aggiornamento del 16/11/2012 : Vodafone ha pubblicato sul suo canale youtube lo spot “pre natalizio” 2012 girato nella piazza di Ascoli. Potete vederlo qui

Aggiornamenti Dicembre 2012: Il gruppo “Elio e le  storie tese” (il cui cantante, Elio, ha origini picene) e l’orso Bruno si esibiscono nella divertente canzone natalizia “Auguritantissimi

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