Salvatore Accardo apre il Camerino Festival 2012: rassegna internazionale di musica e teatro da camera

“Siamo orgogliosi di annunciare – esordisce il sindaco della città marchigiana, Dario Conti – l’apertura della XXVI edizione del Camerino Festival, giovedì 2 agosto, alle ore 21,30 al Teatro Filippo Marchetti. Si tratta di un festival di fama internazionale che ogni anno stupisce il pubblico per le proposte di grandi artisti, di raffinate scelte musicali, di prime mondiali e per la suggestione dei luoghi storici che rappresentano la cornice ideale per le serate in programma.

Quest’anno il sipario si apre  sull’attesissimo  M° Salvatore Accardo, violinista d’eccezione alla guida dell’ Orchestra da Camera Italiana“.

“Fondata nel 1996, l’Orchestra nasce – sottolinea il direttore artistico della rassegna Francesco Rosati –  a seguito dell’istituzione dei corsi di alto perfezionamento presso l’Accademia Walter Stauffer di Cremona; composta dai migliori allievi ed ex allievi dell’Accademia, l’Orchestra da Camera Italiana, unico esempio al mondo, è formata dunque da componenti che discendono tutti dalla stessa scuola, raggiungendo un’unità espressiva, tecnica e stilistica senza pari, offrendo al tempo stesso a giovani di talento un’opportunità lavorativa di alto livello”. Nel corso delle sue tournée, Salvatore Accardo, ha suonato con l’Orchestra i meravigliosi strumenti Stradivari e Guarneri del Gesù, tra i quali il violino Guarneri del Gesù il “Cannone” appartenuto a Niccolò Paganini. L’Orchestra si è esibita presso le più importanti istituzioni musicali italiane ed estere. A partire dal 1997 ha effettuato numerose tournée: nelle Americhe ha suonato negli Stati Uniti, in Argentina, Brasile, Cile e Uruguay; in Asia si è esibita in Cina, Giappone, Vietnam e Corea. In occasione del 50° Anniversario della firma della Costituzione Italiana ha inaugurato e proseguito per anni la tradizione concertistica nell’Aula del Senato”.

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“Il programma preparato per il Camerino Festival – afferma il direttore artistico Rosati – prevede due brani di Camille Saint-Saëns: l’Introduzione e Rondò Capriccioso op. 28 (dedicato al grande virtuoso Pablo de Sarasate, che ne diede anche la prima esecuzione) e l’Havanaise op. 83. Originariamente scritti per violino e grande orchestra, verranno proposti nella trascrizione di Francesco Fiore nella versione per violino ed orchestra d’archi; si tratta di brani che ben mettono in risalto la classicità di scrittura ed il nitore della forma caratteristici di Saint-Saëns, uniti al suo gusto per le atmosfere ironiche e piccanti e per l’eleganza e la sinuosità tutta francese della linea melodica.Seguirà l’esecuzione di un capolavoro assoluto della letteratura ottocentesca: il Quartetto in re minore D. 810 “La morte e la fanciulla”, una delle opere cameristiche più intime e drammatiche di Franz Schubert, massima espressione della Sehnsucht romantica, quello stato d’animo caratterizzato da angoscioso tormento e dolorosa bramosia”.

 

Il titolo “La Morte e la Fanciulla” fu tratto dallo stesso compositore da uno dei suoi più celebri lieder composto nel 1817 su testo di Matthias Claudius, il cui corale introduttivo, rielaborato in una serie di splendide variazioni, costituisce la base del secondo movimento Andante con moto. Composta nel 1824, in un periodo piuttosto difficile della vita di Schubert, ventisettenne votato alla solitudine e afflitto da seri problemi di salute, la musica del quartetto riflette le sue profonde riflessioni intorno alla conoscenza e alla comprensione del dolore, a quanto esso acuisca l’intelligenza, fortifichi il sentimento e contribuisca a spingere la creazione artistica verso mete altrimenti inarrivabili. Salvatore Accardo proporrà a Camerino la nota versione per orchestra d’archi di Gustav Mahler; musicista altrettanto tormentato e geniale che venerava Schubert tanto da sentirsi empaticamente legato a lui da un filo invisibile al di là del tempo, Mahler scelse proprio quest’opera formalmente perfetta e drammaticamente potente per trarne una trascrizione per orchestra d’archi che consegnò alla partitura schubertiana una nuova fisionomia.

 

Il Camerino Festival si svolgerà in più sedi: oltre al Teatro Filippo Marchetti ed alla Sala Consiliare, la rassegna farà tappa al Museo civico e alla Chiesa di San Francesco, ora sconsacrata, riaperta al pubblico lo scorso mese di maggio. Realizzata in pietra arenaria agli inizi del XIII secolo, la chiesa fu oggetto di continui rimaneggiamenti nel corso dei secoli, in particolare nel Settecento. Tra i caratteri architettonici di fattura gotica, vanno citati l’abside poligonale, scandita da lesene, e le finestre trilobate. All’interno si conservano affreschi di un certo rilievo risalenti ai secoli XIV-XV, tra cui La Vergine seduta in trono e Santi di Girolamo di Giovanni. Per iniziativa di alcuni cittadini, tra i quali il prof. Boccanera, fu adibita a museo-pinacoteca: la riapertura avvenne il 17 maggio 1970: le raccolte rimasero qui fino al 1997 e poi vennero trasferite nel restaurato convento di S. Domenico.
Il convento di San Francesco  accoglierà il Festival di Camerino martedì 7 agosto, con inizio alle ore 21:30, è previsto un programma seicentesco dal titolo “Just little songs”, impaginato con musiche di Claudio Monteverdi, Giovanni Felice Sances, Barbara Strozzi, Tarquinio Merula, Giacomo Carissimi. Interpreti saranno i soprani Gemma Bertagnolli e Pamela Lucciarini, con Cristiano Contadin alla viola da gamba e la direzione del M° Marco Mencoboni al clavicembalo.
Il concerto segnerà  l’avvio di un progetto di recupero delle opere del camerinese Polidori, curato dal M° Marco Mencoboni, noto a livello internazionale non solo come strumentista e direttore di grande livello, ma anche per la sua attività di riscoperta del patrimonio musicale barocco marchigiano. Per anni Mencoboni ha studiato, trascritto, interpretato ed inciso brani in prima esecuzione moderna di autori fino ad allora pressoché sconosciuti come Bartolomeo Barbarino, Pietro Pace, Luigi Battiferri, Ignazio Donati, Vincenzo Pellegrini, Ignazio Tarditi. Le sue ricerche sono state finanziate dalla Fondazione Scavolini assieme al Rossini Opera Festival, Comune di Pesaro e Regione Marche, al fine di riscoprire le più importanti fonti musicali antiche marchigiane. Ora, il M° Mencoboni rivolge l’attenzione a questo importante progetto dal titolo: “Musicam docet Amor” dedicato ad Ortensio Polidori, che fu attivo come maestro di cappella anche a Urbino, Fermo (dal 1621 al 1630), Pesaro (dal 1634 al 1639), Chieti (dal 1639 al 1646) e, forse, verso la fine della sua vita a Palermo.
La prima pubblicazione di Polidori a noi giunta integra, l’op. 9, risale al 1621. Le precedenti opere, dalla prima all’ottava, sono per di più disperse o ci sono giunte in stato estremamente frammentario: tra queste i Mottetti a due e quattro voci op. 2 del 1612 e il libro terzo dei Mottetti a due-sei voci senza numero d’opera. La presenza di quest’ultima composizione potrebbe spiegare il motivo per cui secondo il Savini (autore nel 1864 di una Storia della città di Camerino) le composizioni del Polidori sono diciotto anziché diciassette come, invece, si trova indicato nella maggior parte dei dizionari e repertori bibliografici musicali.

Per informazioni sulla vendita dei biglietti, telefonare alla segreteria del Camerino Festival: 0737.636041 (orario d’apertura: 10-13; www.camerinofestival.it).

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