Ricette tipiche dal Lazio: la pizza di Pasqua

pizza di Pasqua di Bagnaia (Viterbo)Si avvicina la Pasqua e molte brave cuoche di casa iniziano a pensare al menù della festa e soprattutto alla preparazione dei dolci tipici del periodo. Ovviamente gli esercizi commerciali sono più veloci e già, appena archiviato il carnevale, ecco che mettono in bella mostra i sapori pasquali. Chi riesce ad aspettare durante il periodo quaresimale..sarà poi premiato con un turbinio di bontà e delizie da gustare con tutti gli onori.

Nel viterbese (ma una ricetta pressoche uguale la ritroviamo anche in altre regioni del centro Italia come le Marche)  è tradizione, irrinunciabile per molti, partecipare con tutta la famiglia alla ricca colazione della mattina di Pasqua. Dai più piccoli agli anziani, tutti intorno alla tavola per accogliere la Santa Pasqua festeggiando anche attorno a tante golosità!

Sicuramente la regina della tavola, nel viterbese, ma anche nelle vicine province dell’Umbria e delle Marche  è la Pizza di Pasqua. La forma della pizza di Pasqua richiama  un panettone, il sapore è dolce, si presenta all’interno tanto più giallo quanto più uova sono state utilizzate nell’impasto. La crosta sopra è più dura e si presenta scura per la cottura e leggermente lucente; la cottura dovrebbe essere rigorosamente in forno a legna. La realizzazione della ricetta della Pizza di Pasqua della Tuscia  non è per niente semplice, e chi si cimenta in questa impresa sa che per un paio di giorni deve costantemente impastare tanta e tanta farina con molte uova, controllare la lievitazione per tutta la notte, e finalmente infornare con massima attenzione allo stato di cottura. Poi finalmente le pizze alte, lucenti e profumate possono essere ammirate e gustate in tutta la loro bontà. Di solito le brave massaie si dedicavano a questa produzione nei giorni della settimana santa.

[ad#ad-1]

La pizza di Pasqua si può mangiare da sola a fette inzuppata nella cioccolata calda o nel latte oppure in contrasto con il salato del salame, un tempo anche con la coratella d’abbacchio o la lonza e addirittura inzuppata nel vino, ma anche come base sotto strati di ricotta e nutella, una vera golosità!

Ricordo che la “pizza di Pasqua della Tuscia” è motivo di “vanto culinario” per il territorio, in quanto è stata inclusa nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani, G.U. N° 136 del 14/06/2001 in base a D.L. N° 350 dell’8 settembre 1999.

Ingredienti:

600 gr di farina , 6 uova, 200 gr di zucchero, 100 gr di strutto (oppure burro o olio extravergine di oliva), lievito di birra 100 gr, 100 ml di liquori misti da dolci, mezza buccia grattugiata di limone e mezza buccia arance, 1 cucchiaio di cannella, 30 gr di vaniglia,

Preparazione

Premesso che ogni famiglia ha la sua ricetta, con segreti che si tramandano di generazione in generazione e premesso anche che, data la complessità della ricetta stessa delle Pizze di Pasqua, oggigiorno sono più coloro che si recano a comprarla al forno più che cimentarsi tra uova, farina, pentole e tegami, la Pizza di Pasqua non può assolutamente mancare in ogni tavola viterbese nel giorno di Pasqua e Pasquetta.

Ecco la ricetta che tiene conto più o meno delle diverse varianti domestiche:

Sciogliere il lievito di birra in acqua tiepida, aggiungere pian piano la farina, formare una palla morbida, che va lasciata lievitare per circa 12 ore in un recipiente di coccio o sulla spianatoia stessa.

A lievitazione ottenuta si aggiungono tutti gli altri ingredienti eccetto gli aromi, si impasta continuamente con un mestolo fino alla formazione di una pasta omogenea simile alla pasta del pane. A questo punto si aggiungono gli aromi e poi, con la palla di pasta protetta da uno strato di farina, si lasciano scorrere i liquori in piccola quantità nel recipiente. Ora, provvisti di diversi tegami con il bordo alto, meglio quelli in rame (mote massaie usano tutte le pentole e i pentolini che trovano in casa), una volta unti con lo strutto il fondo e le pareti, vi si depone all’interno una quantità di pasta, tanto da riempire in altezza metà del recipiente.

Si lascia di nuovo lievitare in ambiente tiepido per altre 12 ore, a temperatura costante, fino a che la pasta lievitata raggiunge il bordo superiore del recipiente.

A questo punto, si spennella l’uovo sbattuto sullo strato superiore e si mette in forno per 40 minuti a 180°. Il dolce continuerà a crescere , superando il bordo del tegame, così che assumerà la caratteristica forma a “fungo”, con il cappello marrone scuro per la cottura e lucido per l’uovo spennellato.

[ad#ad-2]

Una volta cotte, meglio lasciarle raffreddare, mentre il loro profumo inonderà la casa.

Sono ora pronte per essere gustate, a fette, da sole o accompagnate da cioccolata, o da salato come salame, capocollo, lombetto, c’è anche chi le usa come base per ricotta e nutella, ma anche chi le gusta a colazione immerse in una tazza di latte o addirittura bagnate nel vino…..

La versatilità delle Pizze di Pasqua è molteplice, sono ottime e ideali come dolce a fine pasto, a colazione e a merenda; in alcune regioni del centro Italia all’impasto vengono aggiunti dei canditi e dell’uvetta, trasformandola in una sorta di panettone, dalla differente consistenza.

La variante “salata” della Pizza di Pasqua prevede l’uso di formaggio (pecorino e parmigiano) nell’impasto; questa variante è molto comune nelle Marche ed in Umbria, trovate qui la nostra ricetta per la pizza al formaggio.

Potrebbe interessarti anche: