Gli scagliozzi del Foggiano: una tradizione che dura da oltre un secolo, custodita nel capoluogo di Capitanata.

Lo scagliozzo (scagliuzz in dialetto foggiano) è un triangolo di polenta che viene fatta seccare prima di essere fritta in abbondante olio bollente e poi salata. La prima ricetta conosciuta risale agli inizi del 1900, ma il suo consumo si intensifica soprattutto durante i periodi di forte crisi economica. Fino a qualche anno fa queste ricette risultavano più imperscrutabili della città di Eldorado ma, col tempo e soprattutto con una diminuzione degli esperti in materia, anche gli “scagliozzari” più anziani hanno cominciato a svelarne i trucchi.

Sono tutti concordi nell’affermare che la farina deve essere esattamente quella usata per la polenta, proprio quella dei “nostri amici polentoni” afferma il veterano tra gli scagliozzari di Foggia. La ricetta prevede in rarissimi casi l’aggiunta di aromi come la noce moscata durante la preparazione; nella maggior parte delle ricette, infatti, il segreto di tanta bontà è la semplicità della ricetta, composta solo da acqua, farina di mais, sale e la frittura si effettua con olio di semi di girasole per non appesantire ulteriormente la portata.

Gli scagliozzi vanno degustati immediatamente dopo averli comprati (infatti non li troverete già pronti, ma dovrete aspettare il tempo di cottura necessario perché vengono fritti al momento dell’ordinazione), preferibilmente camminando in compagnia di un amico e di una buona birra bionda.

Esistono ad oggi tre esercizi che vendono solo ed esclusivamente “scagliozzi” nel foggiano e, non a caso, si trovano a delimitare l’area del centro storico del capoluogo di Capitanata. Tre storie diverse accompagnano i responsabili di questi negozi, tutti accomunati da un unico fil rouge: mantenere una tradizione con cui i padri dei loro padri hanno cresciuto ben tre generazioni.

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