Castagnole e ravioli dolci: ricette tipiche del Carnevale italiano

a cura di: Chiara

Tempo di carnevale e tempo di scherzi, colori, coriandoli, danze, musiche e divertimento tra carri allegorici, sfilate in maschera, serate danzanti, feste tra pochi amici o in affollate sale da ballo.Quello che certamente non manca in ogni casa italiana è il sapore del carnevale, i dolci tipici, le prelibatezze che una volta all’anno tornano sulla mensa per allietare i palati di grandi e piccini.

Ricette deliziose, fritti misti di paste insolite, biscotti con le forme dedicate alle nostre amate mascherine, è un turbinio di golosità ..che una volta all’anno possiamo pure concederci!Castagnole, chiacchere, frappe, sfrappole, tagliatelle fritte, grostoli, crestine, bomboloni, zeppole, ravioli dolci, bugie, sono solo alcuni dei nomi dei tanti dolci che la tradizione culinaria italiana propone a carnevale. Molte sono ricette simili che si rincorrono di regione in regione, tutte vantandone i natali..

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Propongo qui la ricetta delle Castagnole, tipiche del Lazio,ma presenti con numerose varianti anche nei ricettari di altre regioni.

Per la realizzazione ho usato 500 gr di farina, 2 uova intere, 150 gr di zucchero, 2 cucchiaini abbondanti di lievito per dolci, 1 pizzico di sale, 50 gr di burro (mi raccomando morbido, in castagnolepomata), vino bianco quanto basta (di solito mezza tazza va bene), olio per friggere, zucchero a velo per spolverare.

Amalgamare tutti gli ingredienti, in ordine farina, uova, zucchero, lievito, sale, burro, vino fino a creare una pasta morbida.

Farne una palla e da questa creare tante piccole palline da immergere nell’olio bollente e friggere fino a doratura, girandole più volte. Quindi toglierle dalla padella, asciugare l’olio in eccesso e spolverizzare, una volta fredde, con zucchero a velo e …buon appetito! E’ possibile eventualmente, versare, senza esagerare, dell’ Alchermes (liquore dal colore rosso) sulle castagnole per aromatizzarle e darle un colore rosso.

Una variante “moderna” consiste nel riempire con crema pasticcera le castagnole [NdR]

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Per i ravioli dolci, ci sono diverse varianti a seconda della regione, solitamente è il riempimento del raviolo a fare la differenza. Partendo da una ricetta comune , si può farcire il raviolo con confettura, crema pasticcera o un ripieno di ricotta aromatizzata con cannella o con liquore (ad esempio Alchermes, che conferisce al ripieno un colore rosa tenue)

Il raviolo dolce in alcune regioni (ad esempio nelle marche) viene riempito con carne oppure con un impasto di castagne (precedentemente lessate), cacao e aromi vari (come ad esempio il celebre anisetta Meletti: liquore all’anice tipico delle Marche)

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Il Carnevale storico ad Ascoli e nel Piceno

Il Carnevale, momento dell’anno che si celebra nei paesi di tradizione cattolica, è una festa molto sentita in Italia. Elemento caratteristico del Carnevale è il ricorso a costumi, che permettono a chiunque di poter, seppur per pochi giorni, prendere in giro i potenti o trasformarsi nel proprio personaggio preferito e partecipare a balli, feste e cene con indosso questa maschera.
Quando si parla del Carnevale italiano, subito immaginiamo le sfilate di carri allegorici a Viareggio, la battaglia delle arance di Ivrea o le incantevoli maschere di Venezia che affascinano i turisti di tutto il mondo .

Nel territorio Piceno, proprio nel cuore dell’Italia, il Carnevale viene vissuto dalla popolazione come un evento che permette ad ognuno di divenire protagonista, trasformandosi in regista o attore di brevi scenette comiche, ispirate a situazioni e personaggi del panorama nazionale o locale, che si svolgono nelle vie cittadine. Ad Ascoli Piceno, durante la domenica e il martedi di Carnevale, nelle vie e piazze del centro storico, illuminate e addobbate per l’occasione, cittadini di tutte le età, indossata la maschera (spesso realizzata in modo casalingo, talvolta ricorrendo ad attrezzi della campagna o costruendo scenografie mobili) danno vita a esibizioni basate su esili canovacci che ben presto lasciano spazio all’improvvisazione e al coinvolgimento del pubblico presente nello spazio antistante, fino a farli diventare a loro volta attori..

Ascoli Piceno Carnevale in piazzaUn Carnevale, quello ascolano, che discende direttamente dai Saturnali ed ha assunto nei secoli una sua connotazione originale che lo rende unico proprio perchè permette a chiunque, per qualche giorno, di potersi mettere in gioco, celato da una maschera o a volto scoperto e poter fare il verso ai potenti: sindaci o assessori locali, politici, attori o calciatori, nessuno si salva dalla pungente ironia che caratterizza il Carnevale ad Ascoli Piceno.

Il tradizionale concorso per maschere singole e gruppi mascherati, che vede sfidarsi ogni anno decine di ascolani di tutte le età, mira proprio a valorizzare l’originalità, la spontaneità e l’umorismo, incentivando la partecipazione delle giovani generazioni tramite un’apposita sezione “nonni e nipoti”; accanto alle maschere che partecipano ufficialmente al concorso, sono moltissimi gli ascolani che, magari all’ultimo minuto, decidono di organizzare una scenetta e si buttano nella mischia.

Alla settimana di Carnevale vera e propria si arriva dopo una serie di appuntamenti ormai tradizionali, che iniziano con la festa di sant’Antonio Abate (17 gennaio). In questa occasione, i gruppi folkloristici locali, indossati i vestiti contadini di un tempo, percorrono il centro storico cittadino intonando i canti della tradizione popolare in onore del Santo. Seguono poi la domenica degli amici e la domenica dei parenti; in quest’ultima occasione nonni e figli si ritrovano nella piazza del mercato (“piazza della verdura”) per dare vita alla Festa della Fantasia. I festeggiamenti di Carnevale iniziano il giovedi grasso (giovedi di Carnevale) con il torneo di ramazza tra gli studenti delle scuole cittadine , alla presenza di Sua Maestà il Re del Carnevale.gruppo ascoli piceno carnevale

A pochi chilometri da ascoli, nel borgo storico di Offida, durante il periodo di Carnevale è possibile assistere a “Lu bbove finte” e “Li Velurde” : due manifestazioni la cui esistenza è documentata da scritti di oltre due secoli fa, che ancora al giorno d’oggi riescono ad attirare, nel centro della cittadina, persone provenienti da tutta la regione.
“Lu bbove finte” ,ovvero il bove finto, ricorda molto la famosa corsa dei tori di Pamplona, con la differenza che ad Offida, il toro è uno solo ed appunto è posticcio (si tratta di una struttura di legno al cui interno si danno il cambio alcuni  figuranti).

Il bove, circondato dalla folla (che indossa il tipico costume bianco e rosso denominato “guazzarò”) percorre, con improvvisi cambi di traiettoria, le vie cittadine durante il pomeriggio del venerdi di Carnevale; la corsa del toro si svolge  tra musiche, canti, fiumi di vino rosso e tanta baldoria, che travolge anche i non offidani, che subito si  immergono nel clima della festa.
All’imbrunire,  quando ormai la stanchezza tra i partecipanti prende il sopravvento, il toro finisce la sua corsa nella piazza principale del paese, dove  viene simbolicamente ucciso e portato in processione tra le antiche vie mentre i partecipanti intonano l’inno del carnevale offidano (l’Addio del volontario) .

Il martedi di Carnevale, sempre ad Offida, nel tardo pomeriggio si rinnova la tradizione de “li velurde”: fasci di canne imbottiti di paglia che vengono bruciati e portati in processione lungo le vie medievali del centro storico, da uomini e donne con indosso i guazzarò. Arrivati sulla piazza di Offida, i partecipanti bruciano, in un enorme falò i fasci di canne e si inizia la festa finale, tra canti e balli per dare l’addio alle feste di Carnevale.

Bove finto
Il bove finto ad Offida

Accanto all’aspetto ludico, il Carnevale piceno propone invitanti piatti tipici: il pranzo di Carnevale inizia con un primo piatto a base di ravioli ripieni di “cacio e cannella” e termina con i ravioli dolci (ripieni di crema pasticcera o con il tipico impasto di castagne e cacao), le sfrappe e le castagnole.

 

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